La Medicina non è una Scienza

Quello che mi accingo a scrivere è forse uno degli approfondimenti più difficili dalla nascita del sito. Questo perchè il tema della salute divide gli animi più della politica e perchè chi se ne occupa in modo professionale non sopporta ingerenze esterne o dilettantistiche sull'argomento. Ho molti amici e famigliari medici e spero che, se dissenzienti, preferiscano replicare (anche in modo aspro),  invece di togliermi il saluto, e rispondere alle domande che sottopongo.

Il problema del DL sull'obbligatorietà dei vaccini imposto dal governo non consiste tanto nell'efficacia degli stessi, ma nell'implicita affermazione di scientificità delle cure preventive, delle cure in sè e per sè e della medicina in generale. Io ho fatto tutti i vaccini al tempo previsti e li ho fatti fare ai miei figli. Tra l'altro, avendo frequentato nel 1996 un Centro di Arruolamento Reclute avanzato a Nocera Inferiore come allievo cuciniere, ho dovuto sottopormi a molti più vaccini di quelli previsti per l'uomo medio. Ma da questo a sostenere che i vaccini sono qualcosa che non si può nemmeno discutere, di acqua sotto i ponti ne passa parecchia. Ed è un problema tutto legato alla casta medica, sulla quale occorre essere molto, ma molto chiari. E anche brutali.

Chi decide oggi di fare il medico?

Ci sono moltissime e celebrate eccezioni, ma per la mia esperienza personale, che non può essere scienza, ovviamente, ma che vanta decine di esempi, chi decide di fare il medico lo fa per ambizione personale. E' infatti un tipo di laurea che assicura, o quasi, stipendi molto superiori alla media e una credibilità sociale invidiabile. I laureati in medicina che ho conosciuto io avevano tutti una di queste caratteristiche (non di rado associate):

  1. ambizione personale
  2. curiosità/preferenza verso le discipline scientifiche, con particolare riferimento all'anatomia e alla chimica
  3. infarinatura famigliare (erano figli di medici)

Ho due parenti stretti medici. Ho decine e decine di ex studenti di liceo che si sono iscritti a medicina. Ho anche ex compagni di liceo medici. Come tutti, ho frequentato,  per bisogno, dei medici.

Ogni volta che ho avuto a che fare con queste persone PRIMA che diventassero effettivamente dei medici, registravo:

  1. ambizione personale
  2. curiosità/preferenza verso le discipline scientifiche
  3. infarinatura famigliare (erano figli di medici)

In quanto ad empatia verso il dolore e la sofferenza altrui non ho mai riscontrato differenze rispetto ad altri uomini. Non erano più empatici di altri, insomma, e questo aspetto non si è modificato significativamente nemmeno con lo svolgimento effettivo della  professione, con la differenza forse degli oncologi, che effettivamente dopo poco tempo in servizio sono diventati sensibili alla sofferenza altrui.

Naturalmente, e lo ribadisco per l'ennesima volta, parlo di persone da me conosciute. Ma io, al caso, non ci credo.

Questo cosa significa? Significa che il medico, tendenzialmente, ha scelto quel lavoro perchè "è un bel lavoro", un lavoro invidiato. Dunque, non lo confonderei tanto facilmente con il ricercatore scientifico, che si ammazza sui libri o in laboratorio per pochi euro al mese. Lo scienziato dietro al microscopio e il medico che vi ha palpato la panza in ambulatorio non sono la stessa persona! Tranne rari, rarissimi casi, off corse.

Tornando al tema dei vaccini, non capisco per quale motivo i medici possano essere ritenuti più affidabili di chimici, farmacisti, matematici. La medicina USA la chimica, la medicina USA la matematica, ma il medico non è un chimico e non è un matematico. Chimica e matematica sono scienze esatte, la medicina è una scienza che ha a che fare con soggetti sempre diversi, e quindi è una scienza umana, se proprio proprio vogliamo abusare di questo termine, non una scienza esatta. La medicina usa la scienza, ma non è una scienza, proprio come non lo è l'economia. Se l'economia fosse una scienza tutti gli economisti avrebbero previsto le crisi e sarebbero ricchi sfondati. Quindi, l'economia non è una scienza, eppure l'economia usa la matematica, e tanta. Ma queste osservazioni ci introducono alla seconda considerazione.

Il dibattito sui vaccini

Tutti avranno osservato una cosa, consultando i pareri di persone laureate in medicina sui social e alla televisione. Esistono medici e farmacisti contrari ai vaccini (e tanti). Ora, io dico, avete mai sentito un matematico litigare con un altro matematico sulla scientificità delle addizioni? Cioè, vi è mai capitato sentire la prof di matematica del corso B che dice alla collega del corso C: "Eh no, mia cara, col piffero che 3 più 2 fa cinque...!"

Questo non capita mai, perchè la matematica è una scienza esatta, la medicina no! La medicina è un sapere induttivistico, del quale dobbiamo sempre essere riconoscenti, un sapere pratico che ci serve, ma sempre cangiante e verso il quale occorre rimanere anche doverosamente scettici. Per capire questo, propongo la storiella del tacchino induttivista, raccontata tanto dal fisico Bertrand Russel quanto dall'epistemologo Karl Popper (la trovate anche nel mio libercolo A cosa serve la Filosofia (a questo link)

Fin dal primo giorno di permanenza nel suo nuovo allevamento il tacchino aveva osservato che alle nove del mattino gli veniva portato il cibo. Da buon induttivista non trasse precipitose conclusioni dalle prime osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e in quelli freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Finalmente la sua coscienza induttivista fu soddisfatta e il tacchino elaborò allora un’induzione che dalle asserzioni particolari relative alle sue vicende alimentari lo fece passare a un’asserzione generale, una legge, che suonava così: “Tutti i giorni, alle ore nove, mi danno il cibo”. Purtroppo per il tacchino, e per l’induttivismo, la conclusione fu clamorosamente smentita la mattina della vigilia di Natale!

Quando ho provato, sia di persona che sui social, a ironizzare sulla questione vaccini, mi sono sempre sentito rispondere, dai favorevoli, che i medici sanno di cosa parlano, che chi si rifiuta è un complottista, ecc. Ok, anche se il dubbio è tipico della filosofia, per la salute lo accantono volentieri e accetto questa argomentazione. Ma allora, io chiedo: per quale motivo i vaccini diventano obbligatori in Italia e non lo sono, ad esempio, in Germania? Verrebbe da dire, allora, ragionando in modo logico e scientifico, che i medici tedeschi non sanno di cosa parlano, mentre i medici italiani si. Potrebbe anche essere, eh? Potrebbe davvero essere plausibile che i medici italiani siano nel giusto e che quelli tedeschi (o americani, o belgi, o francesi...) non lo siano, ma se abbiamo medici che dicono A e medici che dicono B, perchè mi parlate di scienza? Lo ripeto: non ho mai sentito due fisici litigare sulla velocità della luce. Per quanto possano detestarsi, i 2 fisici affermeranno sempre - e senza ombra di dubbio - che la luce viaggia alla velocità di 299.792 Km al secondo.

Scienza ok, ma chi devi curare cambia continumente (e siamo tutti diversi)

C'è un medico di provincia che sta facendo soldoni con i suoi consigli e i suoi libri sull'alimentazione. Non è un santone, non è uno stregone, è un medico regolarmente iscritto all'albo, che però non ha mai bazzicato il mondo accademico: il suo nome  è Pietro Mozzi. E' un medico così come lo intendo io, cioè uno che ha visto tanti malati e che, associando una lunghissima esperienza alle conoscenze fornite dagli studi di medicina, soprattutto ascoltando sintomi e abitudini, instaura coi pazienti un rapporto orientato alla cura e alla prevenzione. Ha migliaia di seguaci. Unico difetto: il suo look mi ricorda un po' troppo Mauro Corona ed  è stato ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta. Sono due comportamenti gravi, e se fossi il Presidente dell'ordine dei medici lo radierei solo per questo. Ma - con buona pace dei neopositivisti all'ascolto -  non è mai stato radiato dall'Ordine.

In un video diventato virale (QUI), Mozzi tempo fa ha proposto questo esperimento in diretta televisiva. Ha preso un accendino, lo ha messo in azione ed ha avvicinato il dito alla fiamma: "Osservo che più avvicino il dito alla fiamma che sprigiona calore più provo una sensazione di calore. Se vi appoggio sopra il dito, mi brucio". Se lo rifaccio diverse volte, ogni volta percepisco la stessa cosa, con varianti irrilevanti".

Di cos'altro ho bisogno per sapere che, se avvicino un dito ad una fiamma, mi brucerò? Niente, mi basta l'esperienza.

Se invece vogliamo la prova SCIENTIFICA - dice Mozzi - allora chiamiamo una èquipe di tecnici, di scienziati, di esperti da laboratorio. Cominceranno a misurare l'accendino, a verificare di che materiale è fatto. Dovranno analizzare il combustibile, se è un liquido o se è un gas. La fiamma che temperatura sprigiona? A che temperatura deve essere la fiamma per lesionare un dito? ecc. ecc. Dopo tutte queste accuratezze avremo la prova scientifica.

Bene.

E se, per caso, qualcuno non fa queste analisi scientifiche, non vi fornisce le prove in qualche rivista specializzata di medicina, voi mettete le dita tra le fiamme? NOooooo? E perchè mai?

Credo che non ci sia bisogno di aggiungere molto altro.

Possiamo fare entrambe le cose, ma possiamo evitare guai alla nostra salute anche se non tutte le cose sono state ancora misurate. Potrebbe anche esserci qualcuno al mondo che ha una pelle tale da non bruciarsi, e che ne sappiamo? E' un po' come per il tacchino induttivista, di cui sopra.

Su Mozzzi, voglio riportare un aneddoto personale. Diverso tempo fa mi sorprendevano dolori molto forti alle articolazioni. Dolori misteriosi che, nella mia testolina, associavo ad artite o qualcosa di simile. I medici mi sottoposero alla solita trafila di medicinali, e ovviamente con i cortisonici ste cose ti passano, ma dopo mesi o anni ritornano e quindi mi sembravano vittorie di Pirro, quelle dei medici ospedalieri. Finchè non ho scoperto il Dott. Mozzi. Lui sostiene che molti suoi pazienti non tollerano bene gli zuccheri e gli amidi perchè provocano loro dolori articolari. Ciò avviene soprattutto ai suoi pazienti di gruppo sanguigno zero. Siccome io sono del gruppo zero, in occasione dei dolori ho provato ad evitare carboidrati e zucccheri e ... miracolo! I dolori scomparivano. Ma bastava anche solo un giorno di dieta eh? A me piacciono i dolci e tutto il resto, ma ora so che se li limito non ho alcun dolore articolare. NON è scientifico? E sai quanto me ne frega? sarebbe bello che lo dimostrassero scientificamente, e un giorno forse lo faranno, ma dubito seriamente che la glaxo possa vendere in farmacia l'astenzione dalle merendine al cioccolato...

Se la medicina è scienza, si occupi di questo...

Chi sostiene  che la medicina - e quindi i vaccini -  siano scienza infusa cade anche in un errore logico. Questo perchè nel ritenere scientifico un sapere lo si rende specialistico e blindato, cioè circoscritto entro parametri stretti. Se parliamo di medicina ciò è tanto più pericoloso, perchè un sapere olistico, cioè in grado di offrire una versione d'insieme, potrebbe risolvere molti problemi. La contraddizione, comunque, è evidente. Se io, medico-scienziato, dico: "i vaccini debellano una malattia, dunque vacciniamoci", in realtà passo dal piano scientifico a quello morale. E un esperto di morale o di diritto potrebbe sempre replicare: "ehi amico, tu mi devi dire se i vaccini sortiscono effetti e quali, non se li devo anche sottoporre al pubblico. Sottoporre il vaccino è compito del legislatore, non del medico. E il legislatore è esperto nel campo giuridico." Detto diversamente, il medico farebbe bene a non pretenderla nemmeno,  la scientificità  (che a mio avviso non c'è, per quanto sopra detto) per avere mano libera nel far passare certi messaggi in linea con il giuramento di Ippocrate. Quando un medico mi dice: "non parlare di vaccini, che sei specializzzato nello studio dell'agire morale", io potrei sempre rispondere: "non dirmi come devo agire moralmente, che sei specializzato nello studio del corpo materiale".

CONCLUSIONI

Io i vaccini li ho fatti fare perchè le probabilità sono a favore, ma mettete in discussione la cosa e pretendete spiegazioni. Sui giornali, in parlamento, con gli amministratori locali che scelgono i direttori sanitari dentro le aziende ospedaliere. Informatevi bene, ascoltando anche chi "vaccinista" non è.

Chi ha qualche capello bianco ricorda che negli anni Settanta, per gli scienziati della medicina, i bambini si dovevano operare le tonsille. Bastava un nonnulla e ti ricoveravano e ti operavano alle tonsille.

Milioni di operazioni, a milioni di bambini, con spese pubbliche elevatissime. Tutto per niente, perché poi abbiamo saputo che era sbagliato nella maggior parte dei casi. Oggi, da un bel po’, non si fa più da nessuna parte né in Italia né altrove. Eppure allora se chiedevi a chiunque, ai dottori, genitori, insegnanti, ai politici della Sanità, ti dicevano che andava fatto, che era la scienza a dimostrarlo.

Lo so, si mangiava molto gelato dopo quell'operazione, ma credo che a Pasteur, Einstein o Freud la cosa non interesserebbe affatto.

9 Commenti

  1. Son tutte puttanate.
    La provocazione è indispensabile e serve per farsi leggere. A volte, però, il desiderio di suscitare il dibattito porta a forzature che compromettono e distorcono il senso di una argomentazione. Il titolo (il tuo) è provocatorio ed anticipatore: La medicina non è una scienza. In realtà poi, nel testo, introduci il concetto di scienza esatta. Poi fai il paragone con l’economia. Secondo me come poni il problema è fuorviante. Senza tediare chi legge sul concetto di scienza, su cui sicuramente sei enormemente più ferrato di me, direi che nella medicina (e anche in economia) ci sono ambiti in cui la conoscenza è “esatta” (il funzionamento di molti organi e di molti sistemi è stato studiato per millenni da filosofi prima e poi da medici, cioè filosofi specializzati) ed altri in cui, stante la complessità della materia, si è pervenuti ad una conoscenza empirica, forse fallace. E’ pacifico che quando il meccanismo di una malattia non è stato ancora compreso a fondo, la cura sia basata sulle esperienze precedenti e su tentativi che potrebbero non avere successo. Nella fase della cura delle malattie, che è la finalità della medicina, ma non esaurisce tutti i suoi ambiti, la medicina si interseca con altre scienze (chimica, biologia, farmacologia, ecc). Si sono fatti degli errori in medicina? Quotidianamente. Ciò non la rende meno scienza, perché scientifico è l’approccio ed il metodo, e solo il numero di variabili e la complessità dell’oggetto rendono i risultati meno predittivi. Ciò significa che i vaccini sono perfetti? No. Ciò significa che possiamo escludere radicalmente che i vaccini possano avere conseguenze negative? No. Potrebbe emergere un domani uno studio che ne dimostra le lacune, i problemi o addirittura la pericolosità. Altro elemento che tratti in modo singolare (immagino provocatorio) è quello relativo alle caratteristiche dei medici (dal particolare al generale). Le caratteristiche che menzioni sono comuni alla stragrande maggioranza dei liberi professionisti. Specialmente avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ma anche architetti, ingegneri, geometri. Molte di queste persone hanno una certa ambizione, curiosità, infarinatura famigliare. Nella mia esperienza personale i medici della cerchia di amicizie (essendo mia moglie medico son parecchi) non hanno parenti medici (tranne uno, che ha uno zio). Di amici avvocati figli di avvocati ne ho invece parecchi (ed anche in questo caso ho una casistica ampia) così come di commercialisti figli o nipoti di commercialisti e così via. Non parliamo dei notai, perché tutti quelli che conosco, con ascendenti notai, sono diventati notai o ci hanno almeno provato. Non ho dati certi, ma direi proprio che non c’è una correlazione famigliare più stretta nella professione medica che nelle altre libere professioni. Ma se vogliamo ci sono ambiti (come la pubblica amministrazione e, soprattutto, l’università) in cui la correlazione famigliare è sicuramente più elevata. Avete mai visto matematici litigare sulla scientificità di un’addizione, dici. Le addizioni, come la funzione dei ventricoli nel cuore, sono dati scientifici assodati. Ma la matematica non è fatta solo di addizioni e sottrazioni. Vado di esperienza personale. Ho vissuto per tre anni, all’università, con un altro giurisprudente, un originalissimo studente di farmacia ed uno studente di matematica. Ti assicuro di aver visto gravitare nel mio appartamento brillanti futuri professori universitari di matematica, nell’occasione magari un po’ alticci o fatti, che si scannavano su teorie e teoremi. Contesto, quindi, il tuo contesto. Nella sostanza, secondo me, il problema non è quello del medico che non accetta contraddittorio sull’utilità dei vaccini. Ti assicuro che su alcuni argomenti di diritto (che pure, quanto a mutevolezza, è una baiadera) sono altrettanto chiuso al confronto. Allo stesso modo credo che nessun avvocato che abbia provato questa esperienza, abbia sperimentato un fastidio maggiore del cliente che viene in studio con una mazzetta di sentenze o articoli scaricati da internet che ritiene cristallini e risolutivi per il suo caso. Certo la supina accettazione del parere dell’esperto non è un bene, e quell’atteggiamento di sudditanza che un tempo c’era verso il medico, l’avvocato o il prete, ha causato un sacco di danni (rallentando probabilmente la ricerca di strade diverse o di vie migliori). Però trovo più grave l’atteggiamento oggi assai diffuso di chi, sommerso di notizie ed informazioni, senza mezzi, tempo o capacità per vagliarle o riconoscere la bontà delle fonti, pontifica citando dati a minchia, ricerche ridicole o studi di dubbia provenienza, dubbia finalità o dubbia scientificità. Quindi sì. E’ corretto, anzi doveroso, chiedere e voler capire. Ed io sono felice, ti assicuro, quando un cliente vuole capire perché gli propongo di comportarsi in un determinato modo, perché in un atto enfatizzo un aspetto che magari per lui era marginale, o come funzionano le procedure. Mi piace perché così il mio lavoro viene capito più a fondo, e la mia parcella, soprattutto se si raggiunge il risultato, viene pagata più volentieri. Se invece vieni in studio con ricerche fatte per conto tuo su internet o mi dici che hai letto sul sito dell’associazione dei consumatori di Colfrancui che avremmo dovuto scrivere una certa cosa, mi girano le balle. Spocchia ed arroganza? Non lo escludo. Rimanendo però nell’ambito dell’esperienza diretta, ho potuto apprezzare come, nei dibattiti di moda, il prendere una posizione netta pro o contro, citando dati e ricerche, sia spessissimo un atteggiamento direttamente correlato all’ignoranza dell’argomento trattato. Meno uno ne sa e più si schiera dogmaticamente in favore di una posizione, brandendo dati e verità infallibili provenienti dall’uno o dall’altro degli “esperti”. E dove trova questi esperti? In rete. Così magari si fa curare con il metodo delle staminali messo a punto da un oscuro psicologo, o risolve i suoi problemi giuridici con la risposta datagli su un forum da un sedicente avvocato “Degiudicis” che magari ha 13 anni ed è stato segato 2 volte alle medie. La questione, quindi, non è quella di porsi delle domande o di avere un atteggiamento critico. La questione è, al netto di tutti i complotti, se – nell’impossibilità di reperire conoscenze approfondite su ogni aspetto dello scibile – sia preferibile fare affidamento su un sistema di conoscenze consolidato e difeso dalla quasi totalità degli esperti (infettivologhi, biologi, farmacisti) o fare affidamento su quello che si è sentito in rete. Dopo di che se, al momento della vaccinazione, si vuole approfondire come funziona, quali sono i rischi specifici di ogni vaccino o se è possibile, prima di fare il vaccino, verificarne la tollerabilità da parte del bambino, si prende appuntamento con un medico e si cerca di capire bene come funziona e di dare risposte ai propri dubbi. E se ti è rimasto il dubbio, sì, anche il mio titolo è una provocazione. Ma passando alle cose serie ti posso dire che seguo la dieta del cacciatore (sono del gruppo 0), solo perché ho una predilezione per l’iperproteico e quando mia moglie mi dice che mi verrà la gotta, le cito il Mozzi e la faccio incazzare. Credo che l’omeopatia abbia meno basi scientifiche della religione cattolica e la mia opinione di profano è che gli antivaccinisti siano delle teste di cazzo.

  2. Caro Prof Bordin,

    Non so se si ricorda di me, sono stato un suo studente al Liceo Marconi fino a qualche anno fa. Con affetto porto nella memoria le sue lezioni. Mi sono imbattuto nel suo articolo http://micidial.it/2017/05/la-medicina-non-e-una-scienza/ e ritengo doveroso replicare. Mi permetto di aggiornarla sulle mie credenziali in vista della risposta: sono un medico abilitato in Italia, tuttavia sto facendo il ricercatore alla Cleveland Clinic (Ohio) poiché desidero proseguire negli USA il mio percorso educativo.
    Per facilitare l’interpretazione della mia risposta le risponderò per paragrafo.

    – “Chi decide oggi di fare il medico?” – La prima parte del paragrafo la ritengo superflua poiché non contribuisce alla sua tesi. Si tratta di esperienza personale riportata in modo provocatorio, per cui non ho niente da commentare al riguardo.
    La medicina non “usa” la chimica e la matematica, ma è “costituita” da chimica e matematica, proprio come un grattacielo svetta a partire dalle fondamenta. Senza le materie suddette (e molte altre) la medicina non sussisterebbe. Risponderò nel mio prossimo punto e nelle mie conclusioni sulla considerazione riguardo alla “scienza esatta”.
    – “Il dibattito sui vaccini” – Io credo che lei abbia totalmente travisato (oppure semplicemente non lo conosce) il modo in cui oggi “si fa medicina” (mi rifiuto di credere che lei stia trollando il lettore su un argomento simile). Poiché è il mio pane quotidiano mi permetto di spiegarle come funzionano le cose. Da “qualche anno” a questa parte la medicina è “evidence based”, si parla infatti di EBM. Per farla breve qualunque decisione che un medico compie, non può prescindere da ricerche scientifiche che convalidino solidamente la sua azione (esistono le eccezioni e si chiamano “uso off label” del farmaco per il quale il medico si assume interamente la responsabilità dell’intervento e corre il rischio di gravi ripercussioni legali – non è questo il caso dei vaccini). Tutte le azioni in medicina per essere valide devono avere un rapporto rischio beneficio favorevole (questo si calcola con metodi statistici che sono lieto di approfondire se necessario). Quindi prof, due medici adeguatamente istruiti è difficile che litighino su di un “intervento terapeutico” ma, se mai, sulla validità degli studi che giustificano lo stesso (“intervento terapeutico” sul quale ancora non c’è consenso in letteratura, altrimenti la discussione è realisticamente superflua). I vaccini hanno un rapporto rischio beneficio che è ESTREMAMENTE a favore della loro somministrazione (credo che l’unico non raccomandato al pubblico “occidentale” sia il vaccino per la Tubercolosi). Ci tengo a sottolineare che “Estremamente” qui è un eufemismo, visto che in letteratura sono riconosciuti come una delle “invenzioni” che hanno stravolto in positivo la qualità di vita delle popolazioni e lo stesso modus operandi in medicina innescando uno shift, oggi più attuale che mai, da una medicina curativa ad una medicina preventiva.
    “Perché i vaccini non sono obbligatori in Germania?” Stabilire l’obbligatorietà, come ha detto lei è compito del legislatore e non sta a me giudicare. Certo, per esempio, negli USA (e in parte nella stessa Germania): per entrare in molte scuole è obbligatorio vaccinarsi. Quello che le posso dire come medico è che l’Italia, ahinoi, è uno degli stati in cui il movimento antivaccinista è più fiorito e questo ha dato luogo a focolai di malattie infettive (con anche casi di decesso) che hanno attirato doverosamente l’attenzione del Ministero della Sanità. Quello in oggetto è quindi il provvedimento sanitario più sensato che ho visto emettere da quando sono nell’ambito della medicina.
    – Su Mozzi non mi esprimo poiché non sono informato al riguardo.
    – “Se la medicina è scienza, si occupi di questo…” – La medicina tra i suoi pilastri, accanto a matematica e chimica, ne ha uno che si chiama “etica”. Il medico è tenuto a vagliare ogni decisione che prende, non solo sulla base del rapporto rischio beneficio, ma soprattutto sulla base dell’“eticità” del suo operato. Alla luce della letteratura scientifica, vaccinare e vaccinarsi è eticamente appropriato per la salvaguardia di se stessi e soprattutto della comunità (vedi concetto di herd immunity). Indurre l’obbligo della vaccinazione dovrebbe essere interpretato come un intervento positivo per il bene comune e niente di più. Dall’altra parte, avere la possibilità di non vaccinarsi rappresenta, nel contesto sociale di oggi, una minaccia che ha già coinvolto troppe vittime. Non mi stupisco se il lettore non sia a conoscenza di questo terribile problema, d’altronde non fa notizia. Al “pubblico” non frega niente se uno si piglia un morbillo, mentre se c’è anche solo il sospetto di un caso tipo “autismo-vaccino” probabilmente diventa una notizia virale. Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.
    – “Conclusioni” – io negli anni ‘70 non c’ero e l’EBM in compenso muoveva i suoi primi passi nei paesi anglossassoni. Che al tempo si commettessero degli errori mi sembra la scoperta dell’acqua calda: pensi che una volta usavano le siringhe di vetro e si stupivano di trasmettere le infezioni come l’epatite B (HBV) ogni 3×2.

    Le mie conclusioni:
    Trovo il suo post inutilmente provocatorio, nonché particolarmente debole e lacunoso dal punto di vista scientifico. Io credo che Lei alla luce di quanto scritto, specialmente in qualità di Professore, prima di parlare in questo modo dei vaccini (e della medicina) debba informarsi più accuratamente.
    Un mio umile consiglio: quando si discute di scienza l’esperienza personale è classificata in letteratura come il parere meno valido in assoluto (si parla di “case report”). Nel suo articolo l’esperienza personale è invadente e degrada argomentazioni che altrimenti potrebbero essere discussi con altri toni (certo capisco che il suo blog non sia un giornale di letteratura scientifica..). Devo ammettere che comunque mi ha strappato qualche sorriso durante la lettura. Purtroppo, questo approccio è tipico di chi non ha conoscenze in materia (giustamente: non è il suo ambito) ed il prezzo da pagare è divulgare informazioni di qualità povera. Quando si tratta di salute, questo risaputamente rischia di innescare un meccanismo tipo “telefono senza fili” che catalizza la diffusione nei social, mi passi il francesismo, di boiate fotoniche. Lei è un educatore e non dovrebbe permettere questo, anzi, dovrebbe essere in prima linea a combatterlo.

    In poche parole, caro Prof, non è accettabile affermare che la Medicina non è una scienza. È vero, purtroppo a volte i risultati degli studi sono imprecisi e spesso la complessità del uomo rende difficile trovare un intervento che sia ugualmente efficace per tutti. Ecco perché sta piano piano nascendo un’intera branca della medicina detta “tailored medicine” (o Personalized medicine), medicina “su misura”, che basandosi sulla codifica del genoma (presto rapidissima ed a basso costo) permetterà di sviluppare trattamenti personalizzati per il singolo (ed in alcuni casi prevenire patologie con forte predisposizione genetica).
    Vuole sapere invece cosa non è scienza? Non sono certo scienza l’omeopatia e l’astrologia tanto per citare esempi noti. Per il semplice fatto che non applicano un approccio sperimentale galileiano alla disciplina ed i pochi studi in letteratura hanno fornito risultati inconsistenti. È quindi inaccettabile e probabilmente offensivo nei confronti di molti colleghi e dei loro pazienti, che lei ponga sullo stesso piano l’EBM con gli esempi suddetti.
    Mi rendo conto di avere scritto delle parole molto importanti. Ahimè non ho avuto il tempo di citare le mie fonti e chiedo scusa per questo. Sono consapevole che le mie credenziali non siano sufficienti per giustificare la mia risposta per cui sarò lieto di riportarle le fonti per qualsiasi affermazione desideri. Chiedo inoltre perdono per il mio Italiano che purtroppo perde colpi da quando sono negli States.
    Sono serenamente aperto al dibattito.

    Cordialmente,
    Matteo Novello M.D.

    P.S.: oggi le tonsillectomie (“togliere le tonsille”), spesso accompagnate dalle adenoidectomie (“togliere le adenoidi”), non solo si fanno ancora, ma sono uno degli interventi chirurgici più comuni in assoluto negli under 15. A volte sono interventi “salva vita” per molti bimbi poiché risolvono gravi compromissioni delle vie respiratorie.

  3. Tanto ci sarebbe da dire in tema vaccini ma non servirebbe a nulla perché ormai ci siamo divisi in due tifoserie completamente insensate: il mainstream vaccinista senza se e senza ma (come se non si stesse parlando di medicinali ma di dogmi religiosi) e gli antivax che fiutano complotti in tutto ciò che accade.
    I primi che arrivano a definire una misura di legge incostituzionale e liberticida come “il provvedimento sanitario più sensato che ho visto emettere da quando sono nell’ambito della medicina”, gli altri che si chiedono quanti soldi intascheranno i medici per via dell’introduzione dell’obbligo vaccinale.
    Io lo so che gli appartenenti ad entrambe le fazioni sono tutti in assoluta buona fede e sono animati dalle migliori intenzioni e so che si credono i giusti e che per fare valere la loro giusta giustizia saranno pronti anche a mettere mano alla pistola.
    Poi, un giorno ai loro figli che li interrogheranno increduli, come H.M. Enzensberger diranno: “ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo”.

  4. P.S. certo che anche oggi la tonsilectomia è molto praticata, ma negli anni settanta la gran parte dei medici (sicuramente anche a Cleveland – Ohio) credeva che le tonsille (così come l’appendice) fossero organi inutili e consigliavano di asportarli già in tenera età, a prescindere dal fatto che ofssero perfettamente sani.
    Per fortuna non c’era ancora la fregola di radiare dall’Albo i medici che la pensavano diversamente dalla maggioranza ESTREMAMENTE a favore della tonsilectonia e della appendicectomia senza se e senza ma.
    Ma certo la si

  5. Sui vaccini il problema non è la disquisione sulla medicina, che comunque scienza esatta non è. Ma la malapolitica e medicina.
    “E’ legittimo che uno stato imponga un obbligo sanitario potenzialmente dannoso per il singolo, quando questo è vantaggioso per la comunità nel suo complesso?”

    NI. Sarebbe legittimo, sarebbe un SI la mia risposta… se il governo (non lo Stato), in questione:

    1) non fosse stato eletto con una legge incostituzionale e si fosse scelto il percorso del dibattito democratico in parlamento invece del decreto, pèaura delle elezioni?
    Nel testo del decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale si dice (art. 1) : …nonche’ di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale…

    QUINDI… non per una emergenza sanitaria!

    2) se fossero evidenti a chiunque, e reali, le gravi motivazioni per le quali limitare diritti universali intoccabili

    3) non usasse come minaccia il togliere i figli quando non li toglie per motivi ben più gravi

    4) non fosse in fondo alla classifica per libertà di stampa nei paesi democratici

    5) avesse una classe politica modello di legalità, e non ai primi posti per corruzione sia nella classe politica che in quella medica

    6) non avesse i precedenti di De Lorenzo e Poggiolini, condannati con Elio Guido Rondanelli, Pier Carlo Muzio e ANTONIO BOCCIA, quest’ultimo, INVECE DI ESSERE RADIATO dall’Ordine, è l’attuale direttore Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma, ed è stato nominato presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica nel 2011-12.22.

    7) non avesse un ministero la cui scelta di uno degli uomini che devono rappresentare l’Italia in Europa, è caduta su Pasqualino Rossi, che si è dovuto dimettere dopo uno dei pochi servizi di informazione pubblica che funziona, Report:

    “La scelta cade su di lui perché uomo d’esperienza che conosce l’inglese. La ministra Lorenzin e i suoi direttori generali dichiarano che, al momento della scelta, non conoscevano la sua storia. Ma prima di decidere una nomina, a nessuno viene in mente di digitare un nome su Google? D’accordo, non è colpevole di nulla, perché il reato è stato prescritto, ma lui stesso aveva ammesso le generose donazioni, e le immagini del passaggio di denaro sono impietose.” http://www.corriere.it/cronache/16_ottobre_05/dirigente-prescritto-corruzione-rappresenta-italia-ue-433b79b8-8a6e-11e6-8935-fd9af6958684.shtml

    8) non mettesse i cittadini gli uni contro gli altri, creando una nuova forma di discriminati e discriminatori, realizzando classi per separarli, come nell’apartheid sudafricana

    9) non promuovesse campagne di disinformazione sui media, terroristiche da un lato diffondendo notizie manipolate di morti per morbillo che in Italia non esistono da decenni, per fare un esempio, e di garantismo infondato sulla totale e assoluta innocuità dei vaccini (!)

    10) non avesse un ministro che già si sarebbe dovuto dimettere:

    – per aver condotto una campagna per il Fertility Day degna di altri tempi, cupi

    – che in diverse occasioni ha manifestato la sua ignoranza: virus invece di batterio di pertosse, virus che saltellano, di morbillo di muore in Italia (non si muore da decenni in Italia), pertosse incurabile, tetano contagioso, e tanto altro: https://www.youtube.com/watch?v=0jw5Qa4UZxQ

    11) non ci fossero ordini dei medici che radiano chi in questi anni ha vinto cause di risarcimento per danni da vaccino mentre non radia chi ha commesso gravi crimini contro cittadini, istituzioni e pazienti, una scienza che radia chi mette in dubbio o solleva critiche non è scienza, è INQUISIZIONE

    12) non tiene in conto che la medicina NON è UNA SCIENZA, ma si basa su altre scienze esatte e “dure”, e ognuno di noi ha esperienza di molteplici diagnosi e terapie diverse per lo stesso problema

    13) non revoca un accordo internazionale di sperimentazione sui bambini italiani di 12 vaccini, sottoscritto da un presidente AIFA che pochi mesi dopo si è dovuto dimettere per conflitti di interesse con le case farmaceutiche http://www.corriere.it/cronache/15_dicembre_16/conflitto-interessi-farmaci-pecorelli-lascia-l-aifa-43651672-a402-11e5-900d-2dd5b80ea9fe.shtml?refresh_ce-cp

    14) non fossero a guadagnarci case farmaceutiche condannate più volte nel mondo:
    https://it.wikipedia.org/wiki/GlaxoSmithKline

    Senza contare tutte le altre gaffe di un governo che tutto può essere, ma non autorevole al punto da richiedere di rinunciare a diritti così importanti…

  6. @ Germano.
    La tua argomentazione è pregevole in sè, in quanto articolata e documentata, ma a mio parere non è stringente e soprattutto non è dirimente.
    Alla domanda “se sia legittimo imporre un obbligo sanitario potenzialmente dannoso per il singolo, quando ciò va a vantaggio per la comunità nel suo complesso” è difficile rispondere negativamente: un vantaggio sicuro per la collettività a costo di un pregiudizio solo eventuale per il singolo (il quesito è posto proprio così) è sempre preferibile rispetto al contrario, anche se il ministro è ignorante, big farma ci straguadagna, i personaggi coinvolti sono corrotti, vi sono interessi inconfessabili, ecc.
    Secondo il comune buon senso, se la cura proposta è di sicuro vantaggio per la collettività e comporta un rischio minimo e per poche persone è ragionevole imporre la cura.
    Il fatto è che i termini della questione non sono quelli che hai riportato tu.
    Per quanto ne so, il quesito dovrebbe essere invece il seguente: posto che quella della “immunità di gregge” è una teoria priva di dimostrazione scientifica e che è provato che i vaccini – come tutti i farmaci – hanno effetti collaterali anche molto gravi, è opportuno imporre un obbligo sanitario potenzialmente molto dannoso per il singolo quando non vi sia alcuna prova di vantaggi per la comunità nel suo complesso?
    Anche in questo caso se ne potrebbe (e dovrebbe) discutere ma la risposta non sarebbe così scontata. Anzi.

  7. La medicina non è scienza perchè non lo può essere. La scienza scopre delle leggi che regolano la natura, leggi che si ripetono sempre uguali ( sperimentazione ).
    La medicina non ha scoperto alcuna legge medica, è fondata sulla statistica che non è scienza. Nella statitistica siao tutti alti uguali, pesiamo tutti gli stessi Kg ecc.
    Le leggi scientifiche si vrificano all’interno di un sistema fisico chiuso dove sono conosciute tutte le variabili che possono influire sul risultato.
    Se si avesse solo un’omba di consapevolezza di cosa sia una persona e di tutte le variabili che influiscono sul suo stato di salute, non sarebbe difficile comprendere che l’uomo è un sistema fisico aperto ad infinte interferenze che non si possono nè valutare nè misurare.
    La medicina si “autodefinisce” scientifica solo in occidente (nessuna branca del sapere la definisce scienza nè la può definire tale; già gli istituti scientifici di Lipsia, analizzandola, lo hanno affermato chiaramente) perchè è necesario che sia così per imporre i suoi voleri. Il paradigma che fonda la nostra medicina occidentale è il paradigma riduzionistico cartesiano, superato da tempo in tutte le discipline scientifiche e delle scienze umane.
    E’ l’unica medicina mondiale che si fonda sulla visione materialistica del mondo e dell’uomo, tutte le altre medicine ( l’OMS ne ha identificate più di 200 ) hanno una visione olistica della realtà.
    La medicina occidentale è la madre indiscussa della chirurgia, inarrivabile per le medicine di tutto il mondo ( ricordiamo che la nostra medicina cura solo una piccola parte della popolazione mondiale consumando la quasi totalità dei fondi economici destinati alle richerche mediche ) tutto il resto, tutto quello che utilizza, viene dagli sforzi e dalle scoperte della chimica, biochimica, della fitoterapia, ingegneria, biologia, tecnologia e nanotecnologie ecc.
    La medicina occidentale nasce nel 1910 con il ricevimento dei primi grandi finanzimmenti economici. E’ nata con i soldi, vive per i soldi e morirà a causa dei soldi. Questa è storia.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*