“Marocchinate” in UK

«Adesso lui mi stava sopra; e io mi dibattevo con le mani e con le gambe; e lui sempre mi teneva fissa la testa a terra contro il pavimento, tirandomi i capelli con una mano; e intanto sentivo che con l’altra andava alla veste e me la tirava su verso la pancia e poi andava tra le gambe; e tutto a un tratto gridai di nuovo, ma di dolore, perché lui mi aveva acchiappato per il pelo con la stessa forza con la quale mi tirava i capelli per tenermi ferma la testa.»

Ad una prima lettura le parole di Alberto Moravia ne La Ciociara sembrano molto dure, ma si tratta di una ricostruzione romanzesca, poi cristallizzata nel film neorealista di Vittorio de Sica. In verità le cose nel 1944 non andarono così. Andarono molto, ma molto peggio. E l’adattamento libresco e poi cinematografico non rende assolutamente l’idea.

Stiamo parlando delle marocchinate: con questo termine s’identificano tutte le violenze sessuali e fisiche perpetrate dalle truppe marocchine (e non solo), al seguito del contingente di liberazione alleato, su migliaia di persone durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale. Il 14 maggio del 1944 i goumiers del corpo di spedizione francese  guidato dal Generale Alphonse Juin, attraversano i Monti Aurunci, considerati inviolabili sino a quel momento, aggirando le linee difensive tedesche nella Valle del Liri. Con quest’operazione consentono al corpo britannico di sfondare la Linea Gustav e di avanzare sino alla successiva linea di difesa tedesca, la Adolf Hitler.

Prima dello sfondamento della Linea Gustav, nei pressi di Frosinone, i soldati magrebini si lasciarono andare a diversi giorni di saccheggio incontrollato. Migliaia di donne furono brutalizzate da stupri di gruppo e, con esse anche i bambini di 8 anni e le bambine piccole. Spesso, legavano i mariti o i fidanzati o i padri agli alberi e li facevano assistere alle sevizie. La tradizione popolare le ha chiamate marocchinate, ma occorre precisare che in quei contingenti militari c’erano anche diversi algerini e persino uomini originari del Senegal. La prima volta che vidi la Ciociaria di Vittorio de Sica pensai: “beh, in guerra è frequente, purtroppo. Soldati stanchi e sofferenti che approfittano di un attimo di vantaggio per sfogare il loro desiderio sessuale contro chi è ritentuo colpevole della guerra. Inaccettabile sotto un profilo giuridico-morale, ma comprensibile sotto un profilo storico contestualizzato. Lo fecero poi gli americani in Vietnam, lo fecero gli slavi alle donne tedesche verso la fine della seconda guerra, eccetera.

E invece no, no  e poi no! Col tempo, leggendo libri e ascoltando diverse testimonianze (molte di quelle bambine violentate sono ancora vive) ho capito che si trattò di una violenza assolutamente gratutita, una sorta di stupro etnico, perpetrato da esseri disumani che avevano ricevuto un’educazione diversa dalla nostra, un’educazione per la quale si possono brutalizzare gli animali perchè sono animali e si possono brutalizzare le donne perchè considerate esattamente come gli animali. Racconta un pastore di Frosinone che da bambino piccolo venne violentato dai goumiers, e che  prima di abusare sessualmente di lui i soldati marocchini presero a sfregiare il gregge con i coltelli, non per mangiare gli animali, ma solo per far vedere a lui e alla sua famiglia il loro potere e la loro capacità di essere cattivi. Si trattava chiaramente di una cultura diversa dalla nostra. Goumiers deriva infatti da goum che mutua l’arabo qum, e cioè banda, squadra e, talvolta, tribù.

Capire questa differenza di abitudini, questa differenza etica, è per me fondamentale. Non è la stessa cosa uccidere una persona perchè la consideri un nemico o un ostacolo e ammazzarla gratuitamente solo per umiliare. Non è la stessa cosa violentare una donna per frustrazione ed eccesso di libidine, e violentarla perchè non la consideri un essere umano. Lo so benisssimo che delitto e stupro sono comunque i reati penali più gravi, ma ci sono delle aggravanti determinati a fornire un giudizio, anche storico. Ecco perchè dopo tanti anni ancora ci sconvolge la visione di Arancia Meccanica, di Stanley Kubrick. Perchè in quel film la violenza è gratuita, non è una violenza immorale, ma è a-morale.

I goumiers nel 1944 non si accontentarono di stuprare e uccidere migliaia (ripeto, migliaia) di donne, ma provvidero anche a stuprare maschi. Dunque la libidine c’entrava ben poco. La dinamica nei confronti delle donne era presss’a poco questa: la vittima veniva penetrata ano e vagina da due uomini che agivano contemporanemente. Poi veniva passata ad altri commilitoni. Don Alberto Terilli che aveva nascosto alcune donne dalle violenze, venne lui stesso sodomizzato per diverse ore e alla fine morì per le sevizie subite. Almeno ottocento uomini verranno impalati. Che piaccia o no, diverse culture evocano ancor oggi queste tradizioni storiche perchè hanno avuto un’educazione diversa fin da bambini.

Molti attribuiscono le vere responsabilità al generale Juin, che secondo la leggenda trasmise questo messaggio alle truppe marocchine di stanza in Italia:

«Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete.»

E’ vero, verissimo che Juin ebbe delle gravi colpe ed anzi, tutto lo stato maggiore francese ne ebbe, ma i goumiers si comportarono come sopra riferito e non mi pare proprio che si possa parlare di normale saccheggio. Quando il soldato occidentale fa queste cose cerca poi di tenerle nascoste alla sua opinione pubblica di riferimento. Mai e poi mai un berretto verde che ha stuprato una ragazzina a Saigon se ne vanterebbe col padre o con il datore di lavoro o con il figlio a casa. Sa di aver fatto qualcosa di immorale, di sbagliato. I goumiers nel 1944? Credo che la risposta possiate darvela da soli.

Come mai parlo delle marocchinate proprio a poche ore dai tragici fatti di Manchester? Perchè sono stati scelti dei bambini come vittime, i soccorritori hanno cavato i chiodi dai loro corpi. La cantante del concerto ha un pubblico di ragazzini e di ragazzine, molti delle scuole medie, alcuni persino delle elementari. Io non sapevo chi fosse questa cantante prima di stamattina, mio figlio di 9 si.

C’è differenza con le “marocchinate”? A me pare tanto la stessa cosa…

Quindi, se ci dobbiamo battere fino all’esaurimento per impedire che i signori del mercato destabilizzino il medioriente e il continente africano; se dobbiamo continuare a informare ed a protestare contro l’alleanza americana con i criminali wahabiti; se dobbiamo dire la verità sulle primavere arabe, ciò non toglie che, parallelamente, dobbiamo educare chi, vivendo tra noi, ha ricevuto un’educazione in contrasto con la nostra. Avete mai provato ad educare un bambino riottoso? Oppure un gatto? Come avete spiegato al piccolino che non si fa la cacca in salotto? Dando voi per primi l’esempio? Come avete fatto ad impedire che il vostro gatto vi pisciasse sul divano? Io mi ricordo molto bene che presi la faccia del gatto e che glie la ficcai nel piscio e urlai e gli diedi un bel calcione sul sedere. Ecco, se pensate che le differenze non ci siano, che le persone non debbano essere educate con le buone e anche con le cattive, non solo non avete mai avuto un gatto, ma temo fortemente per la vita e il futuro dei vostri figli, e spero che non ne abbiate affatto!

ps spero che sia chiaro che i marocchini di oggi non hanno nulla a che fare con i marocchini delle alture di 70 anni fa. Uno degli studenti a cui voglio più bene è di origine marocchina ed un altro è anche il miglior amico di mio figlio

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