Come azzerare il rischio negli investimenti speculativi

«Qual è la tua propensione al rischio?» – Alta, direi decisamente alta. «E quanti soldi saresti disposto a perdere?» – Perdere soldi? No, perdere soldi non esiste, zero!

Non avete idea di quante volte mi sento rispondere così quando – a segutio di richieste i analisi di investimento – pongo la questione cruciale: la propensione individuale al rischio. L’equivoco di fondo su cosa sia il rischio, cosa significhi investire, ecc. ecc. potrebbe venir esteso anche a livello sociale, se è vero che la tendenza generale è quella di voler fare affari senza rischiare e, possibilmente, senza spendere.

Comunque, da questo equivoco si può partire per individuare le migliori forme di investimento in termini di rischio/rendimento.

Oggi ne propongo una di molto semplice, tenuto conto che ne esistono tante, anche reperibili online gratuitamente (ma occorre saper cercare).

Per tentare una via azionaria – e quindi la strada più speculativa -e al contempo ridurre al lumicino il rischio di perdere quote di capitale investito, si può prendere in considerazione l’obbligazione “zero coupon”.

Di obbligazioni, com’è noto, ce ne sono moltissime tipologie. Di norma, le obbligazioni restituiscono il capitale investito alla data di scadenza prestabilita e, nel corso del tempo, staccano una cedola (un interesse) anch’esso prestabilito.

Le obbligazioni zero coupon no! Sono diverse. Non staccano nessuna cedola periodica all’investitore, ma … e qui viene il bello, vengono rimborsate alla scadenza con una maggiorazione. Il che, ed è lo stesso, significa che queste obbligazioni vengono offerte a sconto al momento dell’acquisto.

Prendiamo allora il caso che scoviate una obbligazione zero coupon che è sul mercato a 80, ma che verrà rimborsata a 100 alla scadenza, presumibilmente tra qualche anno. Con questo acquisto i rischi sono molto bassi, cioè si rischia solo in caso di fallimento dell’emittente, e mentre aspettate il rimborso maggiorato potete utilizzare il denaro della “differenza” per speculare in Borsa valori.

Facciamo un banale esempio con cifre tonde, per chiarezza.

Se trovo uno zero coupon a 80 e che mi rimborserà a 100, io ho 20 potenziali e se nella mia liquidità ho a disposizione 20 da spendere, posso investirli in Borsa sapendo che anche nel remoto caso in cui azzerassi l’investimento speculativo, quel denaro mi verrà “restituito” alla scadenza dell’obbligazione zero coupon.

Non solo. Io posso abbassare ulteriormente il rischio spalmandolo su un alto numero di indici borsistici tramite gli ETF, cioè prodotti che replicano l’andamento di numerosi titoli azionari. Se, infatti, investo i soldi su un titolo unico, rischio che quell’investimento vada male anche per motivi asurdi e del tutto inattesi.

Invece, le probabilità che tutte le multinazionali del mondo vadano contemporaneamente a remengo, è decisamente bassa, e l’Etf sposa appunto questa logica. Nel caso, piuttosto noto, dell’etf che replica l’indice dei paesi industrializzati – l’Msci Word –  il rischio di azzerare il capitale statisticamente scompare.

Ricapitolando: volete speculare con la propensione del  padre di famiglia cassettista? Difficile, ma con questi ingredienti ben mescolati qualcosa di interessante viene fuori. Come diceva quel tale, è la dose a fare il veleno…

(ps investite solo su cose che conoscete)

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