Effetto sorpresa contro i tagliagole dell’Isis in Siria

La Russia ha lanciato missili da crociera Kalibr, l’equivalente dei Tomahawk statunitensi, da una fregata e un sottomarino nel Mediterraneo orientale. I missili, quattro, hanno colpito obiettivi dell’Isis nell’area vicino a Palmira, dove forze speciali russe e siriane stanno conducendo un’offensiva contro lo Stato islamico.

C’è scritto così nell’articolo de La Stampa a firma del loro invato da Beirut Giordano Stabile. La notizia è stata riportata massicciamente da tutti i giornali ed è parso piuttosto strano, visto che i media occidentali hanno finora snobbato gli attacchi russi all’Isis (bombardamenti su Aleppo esclusi, per ovvi motivi propagandistici).

Come mai?

La risposta potrebbe essere in quel “l’equivalente dei Tomahawk statunitensi”. Per lungo, tempo, infatti, gli esperti militari pro Nato hanno sostenuto che il potenziale bellico russo di tipo convenzionale era rimasto indietro, precisamente al 1991, anno dell’attacco degli Usa all’Iraq con la famosa Desert Storm. Il motivo di questa arretratezza andrebbe ricercato nella caduta del comunismo, avvenuta in Urss proprio di lì a poco (19 agosto 1991, il golpe contro Gorbacev).

Beninteso, il potenziale nucleare dei russi è pari a quello americano, se non superiore, ma tutti davano i russi come nettamente inferiori sotto il profilo convenzionale (bombe intelligenti, portaerei, ecc). Anche sul Saker, sito internazionale russofilo, da tempo si sostiene questa tesi.

Con il lancio dei Kalibr, però, forse è successo qualcosa.

Sono dotati di un sistema di guida attivo GPS/GLONASS nonché di un complesso di sensori che conferisce loro una grande precisione nella fase terminale d’attacco.

“Con un diametro di 533 mm il Kalibr è capace di trasportare una testata convenzionale di 400 kg di esplosivo. Rispetto ai Tomahawk statunitensi hanno una lunghezza maggiore consentendogli un maggiore trasporto di carburante, ragione per cui hanno una gittata superiore e possono utilizzare una testata bellica più pesante.

Le capacità stealth del missile vengono messe in risalto nella fase terminale. I Kalibr seguono una traiettoria che risulta invisibile alla tracciatura radar, volando a circa 30 metri di quota e accelerando coprono gli ultimi 15 km dal bersaglio in meno di 20 secondi, rendendo inefficace qualunque tentativo di intercettazione da parte dei sistemi antimissile attualmente in servizio.

L’ultimo attacco condotto dalla Marina russa conferma ulteriormente le capacità di proiezione acquisite dalle proprie unità navali, conferendole una potenza operativa di livello regionale, grazie al raggio d’azione di 1500/2500 km dei cruise imbarcati, che consente in teoria di battere obiettivi sia sul territorio baltico che, come ampiamente dimostrato, sul territorio siriano”. (fonte: difesonline)

Detto in altri termini: i russi si guardano bene dallo svelare tutto ai media e di esibire tutte le loro armi in parata. Probabilmente stanno raggiungendo la Nato anche per quanto riguarda la capacità di proiezione bellica al di  fuori dal territorio nazionale e la Siria si sta rivelando un ottimo banco di prova.

 

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