Il Debito Pubblico è destinato sempre a raddoppiare. A prescindere

Si fa una fatica titanica a sostenere che il debito pubblico non è affatto un problema, ma che è anzi un bene per i cittadini. Ciò accade per 2 motivi.

  1. Il ragionamento che bisogna proporre all’interlocutore è fortemente controintuitivo: ogni volta che lo Stato spende denaro in realtà fa entrare soldi nei nostri conti correnti, aumenta il nostro potere d’acquisto e la nostra libertà finanziaria e innesca meccanismi virtuosi. Ogni volta che lo Stato spende e fa deficit fa bene anche perchè ci consente di risparmiare e ci mette al riparo dall’inflazione.
  2. Dopo aver ceduto la sovranità monetaria del nostro Stato, il punto 1 non è più valido, ma si è rovesciato nel suo opposto.

Vediamo di avvalerci di un semplice, banale esempio.

Lo Stato che emette denaro con piena sovranità fa realizzare un ospedale che costa 1 milione. Dopo questa decisione, quel milione entra nei conti correnti dei cittadini, perchè i cittadini (alcuni) lavoreranno per edificare la struttura, ci saranno da pagare ingegneri, muratori, infermieri, medici, addetti alle pulizie, cuochi ecc. Il passivo di 1 milione per lo Stato diventa un’entrata (un attivo) per i cittadini.

Poi, ovviamente, per dare valore alla moneta statale e far si che sia scambiata, è necessario che quel milione venga tassato. Se sarà tassato per un totale di 400mila, allora lo stato avrà un passivo di 600mila e i cittadini un attivo di 600.000.

La somma di tutte queste passività accumulate dallo Stato negli anni, spesa dopo spesa, forma il cosiddetto e famigerato DEBITO PUBBLICO.

Tuttavia, con l’entrata in vigore della moneta europea, l’euro, la situazione si è drammaticamente rovesciata nel suo opposto (anche da quando la Banca d’Italia non finanzia più il debito pubblico, a dire il vero).

Ogni volta che lo Stato decide di spendere 1 milione per un ospedale (il nostro esempio di sopra), i cittadini avranno un credito, una entrata (diciamo di 600.000 per continuare con l’esempio), ma ORA anche un debito reale, dovendo lo Stato restituire i soldi chiesti in prestito.

Già è difficile far capire questo, figuriamoci poi quando viene obiettato che anche altri Paesi in Europa soffrono dello stesso meccanismo (la cessione della sovranità monetaria), ma hanno un debito pubblico assai più basso del nostro.

E’ vero: l’Italia ha un debito pubblico oggi molto alto e non gode nemmeno più della redistribuzione della ricchezza che, ab origine, ciò garantiva.

Il motivo oggi è soprattutto questo:

Il debito pubblico sono soldi con un tasso d’interesse. Siccome questa moneta necessaria a fare l’ospedale di cui sopra va chiesta al mercato internazionale delle obbligazioni, l’italia si ritrova mediamente a pagare un 4 per cento di interesse. Questo tasso annuo, in virtù del meccanismo degli interessi composti, porta ad un raddoppio MA-TE-MA-TI-CO del debito pubblico negli anni.

Ricapitoliamo come funziona?

Lo Stato vuol fare un ospedale: costo 1 milione di euro

Lo Stato chiede questo denaro al mercato tramite il sistema della collocazione di obbligazioni (le aste dei btp)

La Ue-Bce crea il denaro, ma con questi soldi creati dal nulla non compra le obbligazioni dello Stato emesse per la realizzazione dell’ospedale. Nossignori! Presta i soldi creati dal nulla alle banche che poi acquistano le obbligazioni statali sul mercato. Il prezzo e il tasso d’interesse viene deciso dal mercato, in pratica, e per l’Italia è del 4 per cento medio.

A botte di 4 per cento di interessi annui, per motivi meramente contabili, dopo pochi anni il debito pubblico raddoppia ed è oramai marginalmente utilizzabile per realizzare qualsivoglia servizio, edificio, aumento pensioni ecc ecc perchè ormai si tratta di denaro che paga altro denaro che paga altro denaro e non denaro che entra nei nostri conti correnti.

In questa immagine – saccheggiata dall’ottimo scenarieconomici.com – si dimostra anche graficamente quanto stiamo sostenendo.

Naturalmente, solo un allocco può credere che un tasso così alto sia dovuto esclusivamente alla sfiducia del mercato verso gli italiani. Lo zampino ce l’ha messo anche la Bce che non è riuscita a regolare l’inflazione. Con una simile base inflattiva, anzi, per lungo tempo deflattiva, il tasso reale di interesse che si deve pagare sul debito pubblico è aumentato a scapito dell’Italia.

Gli imbecilli proeuro, infatti, propongono grafici e analisi che mostrano come i tassi sul debito siano migliorati per l’italia… e come mai, dopo tutto quello che abbiamo sostenuto qui?

Perchè stanno parlando dei  tassi nominali, non di quelli reali (che tengono conto dell’inflazione).

Non tener conto dell’inflazione e vantarsi dei tassi nominali più bassi è un po’ come andare al Bar e vantarsi in pubblico esclamando: “mia moglie mi ha assicurato che ce l’ho più lungo di tutti i miei amici”.

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