Misoginia ed Economia

Attenzione! post ad alto contenuto offensivo e lesivo. Sono tutto, tranne che political correct e d'altro canto non sono qui per cuccare, anche se spiace perdere splendide lettrici, ma devo salvare il mondo (AH!), quindi beccatevi questa e reagite con violenza. Adoro il profumo del Napalm e non solo la mattina presto.

Mi ha sempre stupito scoprire quante affinità si possano avere con certe persone quando si condividono determinati e specifici interessi a prescindere da quegli stessi interessi.

Nel mio caso, l’idem sentire lo trovo da qualche tempo con il blogger e trader finanziario Giovanni Zibordi, patron di COBRAF e MONETAZIONE e col quale pure ho bisticciato in passato sul suo forum per questioni relative al ruolo dell’evasione fiscale nel sistema americano.

Gli argomenti che Zibordi affronta, oltre all’investimento finanziario, hanno a che fare da diverso tempo con la sovranità monetaria, la pianificazione economica, le nuove teorie keynesiane, ma - in epoca ancor più recente - il trader scrive spesso di emigrazione, dieta alimentare low carb, alimentazione paleo, situazione femminile.

La cosa sorprendente è che questi temi (approfonditi anche dal sottoscritto a livello personale, non su Micidial) hanno molto a che fare con l’economia e che - forse questa la cosa più sorprendente - questi temi cruciali vengono dalla ggènte completamente distorti rovesciandone il senso e la realtà.

Emigrazione, ruolo femminile e alimentazione NON SONO come ci viene sempre raccontato e il velo con cui ricoprono questi temi finisce per mascherare interessi di lobby. Per certi punti di vista, il sottoscritto ha una posizione ancora più radicale di quella di Zibordi

In questa puntata, prendiamo come esempio il ruolo della donna

Cosa ci viene raccontato? Cosa siamo indotti a pensare?

Le donne hanno lottato con le unghie e con i denti per ottenere diritti e parità con gli uomini che le hanno maltrattate per millenni. Siamo tuttavia ancora lontani anni luce dall’aver ottenuto un briciolo di riavvicinamento, mentre le donne sono ancora statisticamente fuori dai ruoli chiave.

Questa la narrazione.

E chi non conviene passa per antidemocratico, sessista, conservatore misogino e di destra

Anche se la statistica a prima vista fornisce qualche ragione a questa critica, la questione di genere è posta in modo fuorviante ed ha come unico scopo quello di alimentare l’atomismo sociale a favore delle solite logiche di consumo. Le donne, più o meno coscientemente, ritengono di avere svantaggi nel fare una ricerca seria – scientifica – sul loro ruolo e preferiscono perseguire il vittimismo di genere in modo parassitario. Il risultato è la parcellizzazione delle strutture antropologicamente più efficienti e già individuate da Darwin, fino al loro annientamento.

Questa distruzione antropologica, oltre a favorire civiltà meno critiche e meno razionali della nostra, favorisce l’infelicità consumistica, avaloriale e autoreferenziale.

Le donne europee e in particolare quelle italiane, in verità, non ricoprono ruoli di altissimo livello per il semplice fatto che non accettano la mole di lavoro e di responsabilità che questi ruoli richiedono.

In altre parole, sono poco disposte a seguire determinati percorsi professionali.

Solitamente, a questa analisi viene risposto che le donne si occupano dei figli, oppure che esse sono – freudianamente – funzionarie della specie.

Peccato che i dati confermino l'ennesimo calo dei matrimoni nel 2014. Un trend negativo che parte dal 2008 e che in cinque anni ha visto un calo di oltre 53mila nozze, pari ad oltre un quinto delle celebrazioni del 2008. Questo calo è favorito soprattutto dalla legislazione, che ha reso in pochi decenni, costoso, sconveniente e quindi dannoso il matrimonio.

La famiglia, invece, all’origine della civiltà europea, era intesa come società economica oltre che affettiva. Un’azienda, insomma, ma nella quale era bello e conveniente stare e che non aveva alcun senso non realizzare, pena l’infelicità e la povertà.

Non esito a dire che la famiglia era la premessa per la costruzione della polis, cioè la democrazia partecipata che tanto ammiriamo quando leggiamo i classici al liceo.

E per i figli? Si possono avere figli anche senza la famiglia, no?

Quindi le donne hanno da accudire i figli anche se non si sposano e blablabla.

Nonostante la forte natalità degli emigrati, si registrano solo 509mila nascite nel 2014, 5mila in meno dell’anno precedente e record negativo assoluto da un secolo e mezzo - Gli uomini e le donne italiane, tra i più tardivi in Europa a diventare genitori, quando lo diventano, dipendono dall’aiuto dei genitori sia per trovare una casa che per accudire i figli.

Quindi sta cosa che le donne non accettano un percorso professionale di un certo tipo perché devono guardar i figli fa ridere oggi, visto che i figli non li fanno (statisticamente). Se ne hanno, ne hanno uno massimo e le fatiche di accudirlo le dividono con i compagni maschi, tranne i primi due anni di vita, durante i quali, comunque, sono a casa in maternità, in pratica.

Certo, ci sono molte sofferte eccezioni, ma la regola è quella che abbiamo descritto qui senza tanti peli sulla lingua.

Quindi il fatto che le donne non comandano è una scelta più loro che maschile, in realtà, e questa scelta viene fatta perchè il potere si può esercitare in mille altri modi che non necessariamente hanno a che fare con la targhetta sulla porta dell’ufficio.

Non resta quindi che riportare un estratto di quello che dice Zibordi, per allargare ancora il ragionamento

“generalizzando un poco, il maschio MEDIO è nella nostra società in una posizione inferiore alla femmina MEDIA, ma è verissimo che nell'elite (politica, finanziaria, artistica, scientifica, manageriale...) ci sono molti più uomini che donne e alcuni di questi uomini riempiono le cronache perchè trombano una quantità impressionante di femmine (Dominque Strauss Khan, Berlusconi, Clinton, Gheddafi, Chirac, Ronaldo, Balotelli e i calciatori di serie A, le rock star..) Data questa prevalenza degli uomini nel top 3% della società sembra che gli uomini siano in una posizione superiore nella società in generale (E non bisogna neanche esagerare con questo, visto che la persona oggi più importante in Europa è Angela Merkel, la persona più influente in America è il governatore della FED che si chiama Janet Yellen e il candidato alla presidenza in testa si chiama Hillary Clinton e al Fondo Monetario hai la Cristine Lagarde).

Questa superiorità è un illusione ottica per quello che riguarda l'UOMO MEDIO (diciamo il 90-95% degli uomini) che campa di meno, lavora di più, paga in media più contributi rispetto alla pensione che riceve, è discriminato dal sistema scolastico (solo il 40% dei laureati sono oggi uomini), perde la casa quando la donna divorzia (nel 70% dei casi prende lei l'iniziativa), unitamente ad un terzo dello stipendio e non vede più i figli...”

Sfido tutti i maschi che ci leggono (e anche le donne intellettualmente oneste) a non sottoscrivere col sangue le parole di Zibordi qui sopra.

Il parassitarismo di genere, la confusione sull’organizzazione sociale, la nuova ideologia gender, i disincentivi legislativi per creare e mantenere una famiglia, l’esaltazione dell’individualismo inteso come persone che vivono e consumano da “sole”, sono tutti fenomeni pesantemente deleteri per la civiltà europea e italiana in particolare.

Una sorta di darwinismo al contrario, insomma, che disumanizza le persone e le rende più simili a quelle macchine che invece dice di dominare. Nel frattempo, qualcuno si sfrega le mani di fronte a tanta idiozia e sovvertimento di valori

Un esempio potrebbe chiarire ulteriormente:

la predominanza femminile in Italia delle insegnanti femmina sulla componente maschile della professione

Nella scuola italiana, l’80% dei dipendenti è donna! In termini di credibilità della professione questo ha comportato –caso forse unico al mondo – che l’insegnamento sia una professione sottopagata, in cambio di tempo libero al pomeriggio. Un nutrito numero di insegnanti della vecchia generazione (quella nata negli anni ’50 e ’60, per intenderci) ha sposato un libero professionista o un funzionario o un dirigente, gente tipo medici, architetti, roba così, insomma. Per non stare a casa e dire di essere casalinga, in società può vantare il titolo di professoressa di qualchecosa e uscire la mattina senza sciabattare, con il trucco e tutto a posto. Il risultato è che la metà della popolazione scolastica – quella maschile, non ha un modello di riferimento maschile presso la società, a meno che non abbia il papà (cosa che sta diventato una chimera) o qualche allenatore sportivo.

Inoltre, mentre nel resto del mondo la scuola è anche luogo di ritrovo e di socialità che riguarda la maggior parte della giornata e favorisce i tempi di lavoro delle famiglie (per via della mensa, dell’uso della palestra, dei compiti seguiti ecc), da noi alle 13 tutti a casa in mezzo alle palle, con surplus di costi economici, liti famigliari, adattamenti adolescenziali faticosi, rivalità tra le mura domestiche per la gestione degli spazi, uso e abuso del divano dalle 14 del pomeriggio in poi, ecc. ecc.

Ciò accade perché è avvenuto un patto tra le donne “colte”, di medioalta società, e le istituzioni:

IL CONTRATTO: voi Stato ci pagate poco e male, non ci controllate e non ci aggiornate; noi, in cambio, vogliamo stare a casa il pomeriggio per seguire la famiglia (famiglia che hanno quasi esclusivamente quelle donne nate negli anni ’50 e ’60 per i motivi già detti).

In questi giorni, come ogni anno dal 1861 ad oggi, si parla di scuola e di riforma della scuola, ma non viene detto quello che tutti gli operatori della scuola e gli studenti sanno: la scuola non potrà migliorare senza un equilibrio di genere. Tale equilibrio di genere non potrà avvenire per quote, ma solo aumentando stipendi e orari di apertura dei plessi.

Le donne, per questioni legate a un mutamento antropologico indotto, preferiscono questa situazione: divorzi facili, lavoretti statali a poche ore sottopagati ma di prestigio, vantaggi in termini pensionistici ecc. ecc

Queste scelte indotte, tuttavia, stanno scatenando tre cose gravi.

La prima: l’atomizzazione sociale abbassa la forza contrattuale del mondo del lavoro, che quindi non ha nessuna leva per pretendere aumenti salariali e favorire occupazione e domanda aggregata. Questo fatto livella verso il basso la civiltà e l’Italia si dirige dritta dritta verso la balcanizzazione delle sue strutture sociali.

La seconda: l’invasione di milioni di stranieri (in assenza di natalità indigena, di etica pubblica e di matrimoni). Queste persone, disposte a lavorare per pochi soldi, incrementano ancora di più la forza di chi detiene i mezzi per produrre a danno di chi lavora.

La terza: la decadenza della civiltà occidentale e quindi della sua idea di progresso, di caccia alla novità e di critica dello status quo. La missione storica dell’occidente finora aveva fatto fare un grande salto di qualità agli esseri umani. Il sapere analitico razionale degli uomini occidentali, la capacità autocritica, la creatività e la dinamicità produttiva sono caratteristiche dell’Occidente, nato con la filosofia greca e continuato fino ai contemporanei Einstein, Gates e Jobs (tutti uomini, peraltro).

La conclusione di Zibordi - che facciamo nostra - non può che essere che “tutto questo succede solo in Occidente (il 10% della popolazione mondiale composta da "bianchi") e probabilmente è il motivo principale per cui sta scomparendo come civilizzazione e come razza (etnia, popolazione...chiamala come ti pare...) perchè cinesi, giapponesi, koreani, indiani, arabi non seguono questo trend..."

Ah! Fermi tutti… quasi dimenticavo!

In cosa consiste il potere delle donne che pure non hanno un ruolo dirigenziale? In che senso, status a parte, sono incredibilmente più “potenti” degli uomini?

Per farlo capire, può essere d’aiuto l’aneddoto di quello psichiatra intento a curare un uomo depresso.

Lo psichiatra intende utilizzare gli insegnamenti di Freud e spiega al suo paziente cosa siano le LIBERE ASSOCIAZIONI, in modo tale da scavare nel suo inconscio e trovare una cura: bisogna dire immediatamente ciò che balza alla mente in risposta a un suggerimento dello psichiatra.

Quindi, lo psichiatra passa all’esame vero e proprio: lui dice “Tavolo” e il paziente risponde: “fottere Flavia” ; lui dice “Cielo” e il paziente di nuovo risponde “fottere Flavia”, e così via, finchè lo psichiatra esclama: “Ma forse non mi hai capito! Devi dirmi cosa ti viene in mente, cosa pensi quando io ti dico la mia parola!”.

Allora il paziente risponde con tutta calma: “ma guardi che io ho capito benissimo, non sono mica stupido! Solo che io penso veramente tutto il tempo a fottere Flavia!”

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