Nessuna Patrimoniale: la chiameranno Riforma

La cosiddetta patrimoniale è un’imposta che non grava su di un flusso di ricchezza che si verifica in un certo periodo di tempo (come avviene con l’Irpef, che tassa il reddito percepito ogni anno), bensì su di una disponibilità di ricchezza accumulata anche nell’arco di intere generazioni. In Italia non è mai stata fatta e infatti la invocano da anni vari partiti di governo e il sindacato. Il perchè è motivato da costoro in due modi:

1.la crisi del debito ha aumentato le tasse ed ha costretto a tagliare servizi, ma siccome si tratta di un pozzo continuamente assetato di denaro liquido al prossimo giro di valzer occorrerà attingere ad una patrimoniale, che esiste in molti altri Paesi.

2.il drenaggio tributario per la Costituzione italiana prevede che ognuno paghi per quel che può e chi più ne ha, più contribuisce. Pertanto, secondo questa interpretazione dell'art. 53 della Costituzione, i ricchi che possiedono patrimoni devono contribuire in misura molto più sostanziosa, e come principio, dunque a prescindere dello stato di salute della finanza pubblica.

Lascerei perdere in questa sede chi ha ragione  e chi ha torto: è per me di assoluta evidenza che chi possiede conti copiosi e immobili NON  voglia alcuna forma di  patrimoniale e chi non possiede questo tipi di beni desideri l'imposta (o ne sia, al limite, disinteressato). Se c'è una lezione che ci ha lasciato Karl Marx è proprio questa: nel mondo borghese della società civile ogni individuo è spinto in una direzione piuttosto che in un'altra dal poprio esclusivo interesse, o da quello della sua classe d'appartenenza.

Lo scenario che mi pare più utile tracciare è infatti quello che una patrimoniale la prevede e le sue conseguenze in termini macroeconomici.

Prima si è detto che l'Italia non ha mai fatto una patrimoniale, ma estremizzavo, perchè c'è una mossa tributaria che tutti tristemente ricordano e che è entrata nella Storia di questo Paese: il prelievo coatto sui conti correnti nel 1992.

Il precedente è noto: una sera d’estate del 1992, con la lira italiana vittima di una forte svalutazione ad opera del caro speculatore George Soros, il Governo Amato mise in atto un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari in una mossa inaspettata, autorizzato da un decreto legge “d’emergenza”. Il prelievo forzoso e la nuova tassa sugli immobili diedero come risultato 11.500 miliardi di lire.
Ma le cose non andarono come previsto: l’economia italiana arrivò sull’orlo della recessione e la lira uscì dal sistema monetario europeo (il cosiddetto SME).

E' utile che ce ne ricordiamo bene per 2 ordini di motivi, che hanno carattere storico e quindi indiscutsibile:

A) la Patrimoniale 1992 non servì ad un tubo per risollevare la finanza pubblica

B) la Patrimoniale 1992 non rovinò nessun privato.

Spiace fare il cerchiobbottista - non è nelle mie corde - ma in questo caso non ci sarebbe altro da dire: il 6 per mille sui C/C (in epoche durante le quali molti avevano soldi "impostati" sotto altre forme) fece il solletico a molti risparmiatori, incazzati (e giustamente) più per il metodo che per la sostanza. D'altro canto, questo stile Robin Hood de noantri non ci fece rimanere dentro il sistema monetario europeo. Come poi si è visto per altri casi (Grecia?), l'ipertassazione e le scelte una tantum non hanno gran significato dentro il sistema ingordo della Troika.

Detto questo, la rinuncia delle colonie Ue ad una politica autenticamente espansiva, la disoccupazione strutturata per tener bassi i salari e la fine del mercato interno indotto comporteranno per forza di cose un drenaggio extra tagli, solo che non la chiameranno patrimoniale. La tecnica che, a mio avviso, verrà utilizzata sarà duplice: nuovi valori catastali e tassa di sucessione.

In questa fase vediamo brevemente la questione catasto

La riforma del catasto era stata voluta da Renzi nel giugno del 2015, ma si era a quel tempo arenata perchè non garantiva l'invarianza di gettito, cioè il fatto proprio che la tassazione non sarebbe aumentata. Spiego meglio: Renzi, a chiacchiere, voleva fare giustizia, cioè far pagare di più a "certi" e meno ad "altri", ma senza aumentare il grosso dell'entrata tributaria. Il che mi ricorda tanto quei palestrati che dicono di voler spostare il grasso dalla panza ai bicipiti. Ora la voce "riforma del Catasto" torna a farsi sentire tra le mura dei palazzi romani approfittando della calura estiva.

Per quale motivo penso che questa ipotesi sia fondata e che verrà fatta anche in assenza del principio della invarianza del gettito?

A) la rivalutazione dei valori non comprometterà il mercato immobiliare. Il mercato immobiliare - anche in assenza di Ici (o come stracazzo si chiama ora) sulla prima casa - in Italia soffre perchè le case erano cresciute troppo di prezzo fino al 2008 e non hanno avuto lo sboom subito invece da Stati Uniti e Spagna. Oggi, con una percentuale di disoccupazione giovanile superiore al 40 per cento, non puoi pretendere di vendere il tuo fottuto abbaino di Quarto Oggiaro a Milano agli stessi prezzi di Manhattan e, se lo pensi, ti meriti la patrimoniale.

B) sono le case in centro storico che dovrebbero subire la rivalutazione più pesante secondo l'Omi (l'Osservatorio Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate):  a Bari si registrerebbe un incremente del «valore catastale» (cioè la base imponibile anche ai fini Imu) del 10%, a Bologna del 78%, a Cagliari del 182%, a Firenze del 75%, a Genova del 126%, a Roma del 92%, a Milano del 95%, a Napoli del 117%, a Torino del 70%. Da queste cifre si evince che il valore del mercato non viene aggiornato da decenni e che prima o poi la stngata deve arrivare

C) ce lo chiede l'Europa!

NB Il prelievo una tantum, che viene da anni ventilato, secondo me non ci sarà perchè si può facilmente eludere con la diversificazione degli assets. Ai posteri l'ardua sentenza

2 Commenti

  1. Pagare da anni prima ici e poi imu supermaggiorata su case, negozi e fabbricati industriali di difficilissima collocazione sul mercato sia come vendita che come affittanza,mi sembra già di per se una tassa patrimoniale che c’è da anni e nessuno ne parla. Se poi questi immobili li hai ereditati e ci hai pagato la tassa di successione molto onerosa come era una volta prima della riforma Berlusconi, allora sei già stato gabbato più di una volta.Poi se chiudi la ditta individuale e i muri devi estrometterli dalla stessa per destinarli a te stesso come persona fisica è una tassa di successione occulta che paghi molto salata anche se hanno fatto delle agevolazioni perchè ben pochi lo facevano.E queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente…

  2. Alcune precisazioni: il mercato immobiliare è stato più che duramente colpito dall’imu che che ha triplicato la vecchia ici colpendo tutti i cespiti immobiliari e comportando il raggiungimento dei valori di mercato, da parte dei valori catastali, per le abitazioni e addirittura il superamento dei valori di mercato per gli immobili commerciali…il che significa che, per il fisco, un immobile commerciale vale più degli attuali valori commerciali. Ne consegue che non solo si paga una imu su valori di mercato aggiornatissimi (per quanto riguarda le seconde case attualmente) ma che addirittura si sconta una imu su valori superiori a quelli di mkt per quanto riguarda gli altri immobili aventi destinazione commercialie. Purtroppo la patrimoniale sugli immobili c’è stata eccome ed ha colpito i risparmi degli italiani già tassati alla fonte (IRPEF sui denari guadagnati che sono serviti all’acquisto dell’immobile, imposte di registro o iva e perfino imposta di successione) e mi corre l’urgenza di ricordare che gli immobili dati in locazione sono doppiamente tassati (IRPEF sui canoni e imu sull’immobile senza contare tari e tasi!!!). Ovviamente questo ha comportato la fine di un indotto e il crollo delle compravendite e l’ulteriore calo dei valori di mkt per cui non solo uno deve pagare l’imu ma se non ce la fa non riesce neanche a vendere o a svendere addirittura! Quanto alla riforma del catasto quello che scrivi è corretto solo per gli immobili centralissimi che non sono mai stati restaurati perché ovviamente anche l’abbattimento di una parete comporta comunicazioni al catasto e relativi aggiornamenti. I valori immobiliari ai fini imu quindi sono più che aggiornati e addirittura al di sopra dei valori di mkt pertanto il mkt immobiliare non solo risentirà di un’eventuale riforma del catasto ma rischierà proprio di restarci secco e definitivamente … sarebbe un esproprio!

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