Se scende la Borsa a New York, in America sarà un bagno di sangue

La Borsa di Wall Street è destinata a scendere? Io penso di si, per il semplice fatto che sale vorticosamente da anni e che ciò è dovuto all'enorme liquidità messa sul mercato dalla banca centrale, la Fed. Tuttavia, siccome il futuro non lo conosce nessuno, potrei benissimo sbagliarmi e di certo nessuno deve basare gli investimenti sul sentiment personale. Più facile, invece, è capire cosa succede SE la Borsa scende, visto le dinamiche di acquisto delle azioni negli Stati Uniti.

Prima di arrivare al punto, tuttavia, è bene dare un'occhiata ai grafici di 3 indici di riferimento. Ho scelto banalissimi grafici a linea, perchè sul lungo periodo le candele rischiano di confondere le idee. Nel primo grafico troviamo l'andamento dell'SP500, cioè dell'indice borsistico più qualificante dell'economia Usa.

Come possiamo notare il trend - basato qui sui prezzi settimanali - è piuttosto delineato. Si sale e basta, Trump o non Trump, Russiagate o non Russiagate. Come dicevano in quel film "non può piovere per sempre", e quindi nemmeno esserci il sole, per sempre.

QQQui sopra, invece, c'è l'indice tedesco Dax. Anche in questo caso l'andamento è positivo, anche se non così "pulito" come l'sp500.

A suonare la nota stonata c'è invece il nostro indice di borsa, il milanese FtseMib che da diversi mesi fatica ad agguantare la vecchia quota dei 22mila punti. Va ricordato, a chi nonn conosce la storia della borsa, che mentre gli indici americani e tedeschi sono sui loro massimi storici, il FtseMib italiano è stato anche a quota 44mila durante gli anni d'oro. Ciò significa, a parer mio, che non è affatto vero che gliindici di borsa non seguano l'economia reale. dopo il 2008, infatti, americani e tedeschi sono andati bene (ci si riferisce alle multinazionali di quei paesi, ovviamente, non alla worker class), mentre l'Italia no, e gli andamenti sopra segnalati lo rappresentano bene al primo sguardo. Ora diamo un'occhiata a questi indici comaprati in un'unico piano cartesiano:

La linea blu è l'Italia, le altre sono Usa e Germania, a ulteriore dimostrazione di quanto si diceva: sul lungo periodo la Borsa non mente e rispecchia i reali utili delle aziende. Sul breve e sul medio, invece, ci sono le analisi grafiche, le notizie ad effetto, le aspettative, ecc. ecc.

Da questi grafici, comunque, si possono fare considerazioni che vanno ben oltre l'andamento economico. Usa e Germania, ma soprattutto gli Usa, presentano sul lungo dei trend più definiti e secchi, sia al riazo che al ribasso. Questo significa che, quando la Borsa scende in questi paesi lo fa con l'ascensore, come si suol dire. E' vero che il detto: "la borsa sale con le scale e scende con l'ascensore" è applicato a tutti i mercati, ma io direi che gli americani hanno ascensori più veloci. Lo storia è comunque lì a dircelo: 1929, 1987, 2008. Ma è un altro il dato che mi fa riflettere quando penso a Wall Street, e non ha molto a che fare con i grafici (anzi, per niente).

A Wall Street i medi, i big ed i piccoli acquistano in Borsa a credito, cioè indebitandosi per sfruttare l'effetto leva con rischi SPAVENTOSI se il mercato dovesse scendere. Sulla stampa, di solito, voi leggete che in America c'è un forte uso-abuso delle carte di credito, il che vi fa pensare che molti acquistino andando a coprire DOPO la spesa effettuata. Idem con patate per quanto riguarda gli immobili: tutti vogliono la casa, ma pochi hanno i soldi per comprarla e quindi si indebitano. Un copione noto già visto nel 2007, quando scoppiò il bubbone dei mutui subprime. Pochi sanno, però, che la stessa cosa gli americani la fanno massicciamente anche con i prodotti di Borsa a rischio MARGIN CALL, e molto più che in eurozona. Basta leggere Galbraight a proposito del Grande Crollo, e tutto diventa immediatamente più chiaro. Siccome il mercato mondiale è senza regole, siccome Roosvelt è morto nel 1945, siccome di Keynes non si può neanche parlare sennò i vari Scacciavillani e Boldrin si fanno la cacca nelle braghe, questo andazzo continua imperterrito producendo "finta" ricchezza e drammi repentini al minimo sentore di ribasso.

La borsa americana potrà anche salire ancora, e per molto tempo, ma non si può vivere sempre costeggiando i muri.

2 Commenti

  1. ” … Ciò significa, a parer mio, che non è affatto vero che gliindici di borsa non seguano l’economia reale. dopo il 2008, infatti, americani e tedeschi sono andati bene (ci si riferisce alle multinazionali di quei paesi, ovviamente, non alla worker class) …”
    Non è una affermazione contraddittoria? A me pare che l’economia reale sia proprio quella rappresentata dalla working class.

    • si, hai ragione. l’ho scritto male! Ciò che intendo è che gli indici alla lunga seguono effettivamente l’economia reale, intesa come i profitti delle multinazionali. Questa va detto solo perchè i traders di solito affermano che non c’è collegamento tra borsa e profitti, ma che tutto dipende da come si sposta il denaro, quasi come fossero delle “mode”. Invece, a parer mio, ciò è vero solo per il breve periodo; sul lungo, le borse e l’andamento delle multinazionali tendono a coincidere come curva. Quel che tu dici – sul lavoro – figurati se non mi trova d’accordo, ma è sempre difficile individuare le espressioni più consone. Forse, più che economia reale, ciò che tu intendi andrebbe chiamato “benessere collettivo”

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