Sinistra e Anarchia non fanno rima

Dopo le parole del Presidente della camera Laura Boldrini sui monumenti fascisti e la proposta di legge del deputato Pd Emanuele Fiano contro l'apologia di fascismo, in Italia si è riscaldato il vecchio, insulso dibattito: cos'è di destra e cos'è di sinistra, già ampiamente perculato dal compianto Giorgio Gaber. Lasciando dunque che l'annoso dibattito ritorni sulla scena televisiva a settembre quando ripartiranno tutte le inutili trasmissioni di approfondimento, da Piazza Pulita a DiMartedì, a noi preme individuare un fenomeno in gran parte nuovo e inedito che si sta imponendo con sempre maggior forza: la critica a sinistra della sinistra, bollato dai facinorosi col curioso termine di "rossobrunismo".

Lo so! Sono anni che le forze sedicenti di sinistra si prendono a cornate e si dividono in mille partitini minuscoli, come le zanzare citate da Corrado Guzzanti nella sua perfetta imitazione di Fausto Bertinotti. Tuttavia, stavolta c'è qualcosa di diverso e di più onesto, nella critica alle boldrinate che arrivano sempre più copiose e non solo dai leghisti. Mentre ai tempi dei berluscones le divisioni all'interno della sinistra avevano a che fare con i giochi di potere dentro i partiti e dentro i sindacati - le famigerate correnti - stavolta la critica viene anche dal popolo della sinistra, anche da quelli che cuocevano tigelle e paidine alla Festa dell'Unità di reggio Emilia, per intenderci. Persone sempre più insofferenti di fronte alle battaglie e alle prese di posizione dei leaders di riferimento.

Nonostante la struttura - la Matrix  di cui parlava Karl Marx - fosse l'economia, stavolta non è nemmeno tanto quella ad essere divisiva tra gente di sinistra e leadership di sinistra. E no, non lo sono nemmeno i migranti, che pure il loro contributo lo dànno in termini di divisioni interne.

Ad esprimere un forte distacco tra la base e i partiti di sinistra sono i concetti di ordine e di disciplina.

Eh già, tutti credono siano temi o valori di esclusiva pertinenza della destra, invece sarebbe molto interessante sapere che ne pensava Che Guevara, o Stalin, ma anche Enrico Berlinguer. Vogliamo pensare al capo dell'Armata Rossa, Trotzkj? Oppure preferite chiedere lumi a Togliatti?

Certo, ordine e disciplina sono termini che fanno paura, forme lessicali che si prestano ad essere politicizzate per motivi storici, ma la sostanza è quella dichiarata da Goethe durante il suo secondo viaggio in Italia:

L'Italia è ancora come la lasciai,
ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero,
si presenti come vuole.
C'è vita e animazione qui,
ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé...

Ecco, la sinistra politica italiana, ben lungi dal leggere la complessa opera di Marx e di contestualizzarla; ben lungi dal riprendere in mano le tesi di Keynes e di Federico Caffè e dei neokeynesiani americani della mmt, ad esempio; ben lungi dal comprendere i fenomeni rivoluzionari del Novecento (come la Rivoluzione cubana) entro il loro preciso contesto nazionale e patriottico, che fanno? Pensano all'appartenenza di sinistra oramai solo in termini anarchici, da figli dei fiori col bancomat, da punkabbestia figli di papà o da liberi professionisti con l'hobby del puttan tour e prendono del 68 la sua parte più deleteria. Quella parte che persino Nanni Moretti aveva massacrato in film come Bianca o Sono un autarchico.

Ecco allora che scaldano il cuore le parole facebookiane del noto youtuber Ottavio Hoerbitt sulla questione dell'ordine, e che facciamo nostre:

«Due giorni fa una donna nella via dove abito aveva deciso di far saltare in aria l'intero condominio. La cosa che più mi è rimasta impressa è che quando le forze dell'ordine l'hanno portata via, lei non faceva altro che ripetere come un mantra: "cosa volete? Io nella vita faccio quel che mi pare!" Sembra una frase paradossale detta da una pazza, eppure se ci pensate bene, è così che la società del consumo ci ha educato. Via qualsiasi logica etica comportamentale, via qualsiasi senso della e nella collettività, spazio all'IO confuso, e così a ripetersi ogni giorno, come se dicessimo una cosa profonda: "ognuno può dire e fare ciò che gli pare".

Niente di più falso!

Cestinare dai vostri profili le frasi e citazioni "profonde" potrebbe esser già un passo avanti, e cercate di preoccuparvi anche di chi vi sta accanto. Con la deresponsabilizzazione del culto dell'IO, senza confrontarsi e darsi alla collettività, finiremo nel caos più completo. E così oggi vi sentirete di potervi concedere azioni egoiste senza sentirvi giudicati, domani qualcuno che ha il vostro credo potrebbe farvi saltare in aria. Pensateci».

Già, pensateci, sia che siate di destra o che siate di sinistra. L'assenza di ordine e di punti di riferimento sono la scusa migliore che possiamo trovare per fregarcene degli altri, abusarne e, financo, esserne vittime.

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