Test del DNA per sapere di che razza sei

Le razze esistono o no? Vecchi studi dicono di no, nuovi studi direbbero invece di si. Anche se molti penseranno “ecchisenefrega”, in realtà ci stiamo muovendo su un terreno minato. Ammettere l’esistenza delle razze significa offrire spunti al razzismo, secondo qualcuno. Dopo i recenti fatti con i blidati austriaci schierati ai confini, Macron che dice niet e il massiccio incremento migratorio in Italia, la questione si fa infatti sempre più rilevante (basti pensare a tutta la questione polemica sul sapiens e sulla presunta estinzione del neanderthal). Comunque la pensiate, esiste la possibilità di sapere a che “razza” appartenete grazie alle nuove tecnologie mediche. E non costa neanche tanto.

Per sapere se siete caucasici, di origine africana, persiana, araba, indiana, nordeuropea ecc. ecc. c’è un modo che si basa sul test del DNA. Per poco meno di 100 dollari si può inviare saliva ad un laboratorio specializzato e conoscere tramite esami clinici a quale “razza” si appartiene.

Come funziona? Bè internet è piena di ciarlatani che vi individuano lo stemma di famiglia, l’origine del cognome, la struttura araldica della famiglia. Baggianate nella maggior parte dei casi. Potreste infatti vantare origini nobili, ma non sapere di essere figlio della serva, e vostro nonno a sua volta, figlio di altri servi ecc. ecc. Potete pensare di avere origine tedesche perché siete biondi, ma in realtà provenire dal medioriente.

Il dna, invece, non sbaglia, come ama ripetere Bossetti agli amici...

La prima cosa da fare è collegarsi a questo sito e seguire tutta la procedura:

https://www.23andme.com/en-int/

Al termine della registrazione vi verrà consegnato un kit per il DNA contenente tutte le istruzioni dettagliate su come fornire il campione di saliva. Una volta completato , invierete il vostro corredo di nuovo nella confezione fornita.

Al di là della curiosità ancestrale, tuttavia, il vanto pubblicitario del sito è un altro: la genetica infatti potrebbe aiutare a trovare risposte per le malattie di qualcun altro. Per raggiungere questo scopo, gli scienziati ed ricercatori possono accelerare l'assistenza sanitaria grazie ad un grande insiemi di dati che questo sistema implementa . La partecipazione alla ricerca potrebbe contribuire a fornire risultati nella prevenzione delle malattie, migliori terapie farmacologiche, trattamenti e percorsi definitivi per la cura delle tante malattie genetiche ancora in parte inspiegate.

Questi, comunque, i dati genetici personali promessi dalla fornitura:

  • Composizione Ancestry
  • Albero genealogico
  • DNA dei parenti
  • lignaggio materno e paterno
  • percentuale di Neanderthal

Interessante l’ultimo punto, che va chiarito: è ormai opinione piuttosto diffusa tra gli scienziati che i neanderthal non si siano semplicemente estinti ma che si siano mescolati: con il test possiamo sapere che percentuale di questi c’è ancora in noi, a livello singolo, ovviamente. I neanderthal, per chi non lo sapesse stanno all’homo sapiens (noi…) un po’ come il mulo sta al cavallo, come il cinghiale al maiale e così via. I neandethal rispetto a noi erano mostruosamente forti: una donna neanderhal avrebbe sconfitto Arnold Swarzenegger senza problemi a braccio di ferro, tanto per capirsi.

Da wikipedia: “una tesi esposta nel 2006 e confermata nel 2007 è basata su ricerche avanzate con tecniche di biologia molecolare e ipotizza che la specie, in Europa, abbia sviluppato individui di carnagione bianca con capelli rossi: il tipo di pigmentazione è in accordo con la scarsa irradiazione solare (ultravioletta) del territorio colonizzato, analogamente alla distribuzione geografica attuale della pigmentazione nei tipi umani.

Se volete sapere se siete più irlandesi o più pakistani e quanta percentuale di neanderthal c’è in voi… e con certezza, ora sapete come fare 🙂

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