I profughi tornano ad Aleppo

Più di 600.000 Siriani sfollati sono tornati nelle loro case dall'inizio dell'anno, e la maggior parte di loro aveva come obiettivo quello di dirigersi verso Aleppo, secondo le cifre dell'Organizzazione Internazionale per la Migrazione.
Tra gennaio e la fine di luglio, 602.759 sfollati siriani sono tornati nelle loro case, molti dei quali lasciano  una situazione economica e di sicurezza migliore nelle aree in cui erano fuggiti, secondo quanto ha dichiarato lo IOM in un apposito report.
Un totale di 84 persone su 100 di quelle che sono tornate si sono rifugiate nel paese nativo in guerra, mentre il restante 16 per cento si sarebbe diretto verso paesi limitrofi come Turchia, Libano, Giordania e Iraq.
Più di un quarto dei rimpatriati ha dichiarato di aver fatto questa scelta coraggiosa per proteggere i loro beni e le loro proprietà, mentre quasi lo stesso numero ha fatto esplicito riferimento alla migliorata situazione economica nel loro luogo di origine e un buon 11 per cento ha considerato anche un progressivo miglioramento dello stato di sicurezza della Siria.

Insomma, abbiamo senza dubbio un ritorno dei profughi non solo in Siria, ma addirittura ad Aleppo, la città che più di tutte ha sofferto l'incubo dell'assedio ed i bombardamenti. Nessuno sano di mente può negare che questo è stato possibile grazie all'intervento dell'aviazione, della logistica russa e della visione strategica di Vladimir Putin. Ma questa è solo una risposta "tecnica" alla sconfitta dell'isis e dei ribelli filoamericani nella regione. La domanda più interessante a cui occorrerebbe rispondere è, invece,  un' altra: come mai, se Assad è un dittatore, oltre 600mila uomini tornano così serenamente sotto le sue grinfie? Forse che Mister Assad non era e non è un dittatore?

Cos'è che fa di un politico un dittatore? Il New York Times? Gli appelli sentimentali sui social di gente che non ha mai visto nulla oltre i poster della propria cameretta?

L’Occidente, ed i suoi alleati, hanno inquadrato la Siria di Assad tra gli “stati canaglia“, ma, questa volta, la dichiarazione di stampa e il comportamento di Signori della Guerra locali ampiamente foraggiati dalla Nato non sono bastati a cancellare il Paese dalle Carte geografiche. E la gente che vi è nata, ora comincia a tornare.

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