Il masturboliberismo dei Chicago boi-boi

Non è che basti lavorare all’estero e postare inconcludenti papers in inglese e scrivere senza punteggiatura come bukowski siano comportamenti sufficienti per poi formulare cose sensate e veritiere. E’ il caso di molti siti finanziari che fanno consulenza e di  economisti-opinionisti da twitter che con la scusa di sbattere in prima pagina le migliori sorti e progressive della globalizzazione, sfogano le loro repressioni freudiane, i propri traumi scolastici ed i pruriti endocrini da eterni poppanti quali sono sulle pagine del loro sito finanziario, il tutto celando motivi meno etici e nobili della (apparente) denuncia sociale (fanno, appunto, consulenza) Nei mercati liberi e nei rischi calcolati, nei tweet di Scacciavillani e di professori d’economia dal cognome simile al mio (Boldrin), ad esempio, da anni si ripete come un mantra la solita manfrina: che noi italiani siamo delle *** cce di fantozziana memoria e che non abbiamo voglia di far nulla e che ci facciamo comandare e defraudare dai parassiti di stato. Come insegnava Aristotele c’è del vero anche nelle posizioni più estreme, ma confondere una parte col tutto è segno di mistificazione e di ignobile malafede. Tutti questi vanno letteralmente in brodo di giuggiole per la Germania, per la mentalità tedesca ecc. ecc, dicendo ora con illuminate osservazioni che non va bene sostenere che è colpa dei tedeschi e che anzi “forza Merkel” e che ci vorrebbero qui i tedeschi ecc. ecc. A parte che i tedeschi qui li abbiamo avuti per secoli e sono stati i secoli più bui della nostra storia (invasioni barbariche, basso medioevo, Francesco Giuseppe), a parte che quando abbiamo avuto gli stranieri in casa con le loro regole e la loro mentalità siamo stati sommersi da tasse e gabelle, è davvero sensato sostenere che sia più intelligente andarsene via dall’Italia perché la nostra economia va male? In primo luogo l’equazione ricchezza=felicità è leggerissimamente discutibile, poiché ai cervelli in fuga manca poi tutto ciò che conta: affetti, lingua, paesaggio, gastronomia. Ma dicendo questo, rischio di scivolare nel nostalgico macchiettismo mediterraneo de noantri e quindi mollo subito quest’osso ponendo però bene l’accento su altri e ben più rilevanti aspetti.

IL PRIMO: chi come noi propone ricette alternative all’austerità non si limita a studiare dei modelli macroeconomici keynesiani. Spesso, fa  riferimento proprio alle scelte economiche intraprese da molti di quei paesi in cui i Chicago boi-boi propongono di fuggire. Quindi, non si capisce davvero per quale cacchio di motivo sia insensato proporre QUI,  cose che sono già in vigore LI’… Ci sono alcuni, dai “mercati liberi” ad esempio, che si eccitano parlando della Svizzera… poi però dicono  anche “stato di merda” ecc. ecc. e allora mi vien da ridere (per non piangere). Non ho mai visitato in vita mia paesi più statalisti e socialisti di Svizzera e Austria. Siamo a livelli che se a un contadino nel maso manca l’acqua, il Comune del cantone gli manda l’elicottero a versare l’acqua sui campi. Ci sono più dipendenti pubblici che orologi in ISVIZZERA, altro che mercato libero!!! C’è più assistenza dedicata alla persona nei paesi dove questi si sono trasferiti che nella Russia di Stalin (e ci mancherebbe altro). Anni fa – qua bisogna ridere – proponevano di andare a investire in Brasile, dicendo però in altri articoli che il sindacato va abolito, facendo finta di non sapere, illo tempore, che quel paese era guidato proprio da sindacalisti, e da anni!!! Dicevano di investire a Panama, dove però l’economia si regge quasi unicamente su una infrastruttura mezza pubblica, come il canale di Panama appunto. E potrei andare avanti con esempi paradossali per decine di righe e tutto questo senza contare il fatto che in questi paesi, Svizzera, Brasile, per non parlare dell’America U.S.A. di Boldrin e dell’Oman di Scacciavillani, vi è la sovranità monetaria, come diciamo noi qui ormai da anni. Nel caso della Germania che invece ha l’euro come noi, le tabelle alla mano che loro stessi pubblicano, MOSTRANO CHE SI REGGE PERCHE’ HA SVALUTATO IL MARCO CON L’OPERAZIONE EURO!!! Però se scriviamo e proponiamo di fare così, siamo dei falliti, statalisti ecc. ecc.

SECONDO. Il secondo aspetto è però quello più interessante e grave. Alcuni, gira che ti rigira, nei loro siti vendono prodotti, consulenze, abbonamenti, segnali. Altri, i twittatori seriali alla Scacciavillani e Boldrin, scrivono in italiano e dispensano ricette economiche in lingua italiana, tranne poi affermare ad ogni piè sospinto che fuori hanno capito tutto e che noi non capiamo niente. Cioè sono “falsi” cervelli in fuga che, appena qualche cristo sceso dalla croce propone loro un lavoro in Italia – come Boldrin che da qualche mese insegna a Venezia … – ecco che se ne tornano a casina a gambe levate (fa qusi sospettare che all’estero non se li fili nessuno)

Il grosso dramma di tutta questa “reclame” sul trasferimento di cervelli al di là delle alpi non è solamente che è un inganno: è che loro per primi tornano quando possono e mica scrivono tweet e cazzate in inglese! No, no, scrivono rigorosamente in italiano e hanno sempre in mente di tornare nel Paese che schifano, quando invece sarebbe cosa buona e giusta che riamanessero là dove sono andati.

1 Commento

  1. “Ci sono più dipendenti pubblici che orologi in ISVIZZERA, altro che mercato libero!!!”.
    È proprio vero che prima di morire devo veder cadere tutti i miei miti!
    E’ indiscutibile: lo Stato ci opprime con la sua triste e beffarda struttura burocratica e impositiva, ma, d’altra parte, certe cose le può fare solo lo Stato. Ad esempio, volendo restare in Isvizzera, una realtà come il CERN di Ginevra, col suo LHC dal costo plurimiliardario, quale privato avrebbe voluto e potuto realizzarla?
    – – –
    (PS: apprezzo che nell’articolo non si sia citato, in modo esplicito e maramaldesco, l’incidente occorso al povero Oscar durante il suo sfortunato tentativo di “Fermare il declino”.)

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