La Naja tra dilettantismo e cartellino da timbrare

Da diverso tempo non mancano opinionisti che invocano il ritorno al servizio di leva obbligatorio. Ebbene, l'occasone è ghiotta per dare qui una notiziona da leccarsi i baffi: il servizio di leva non è mai stato abrogato nel 2004, ma solo sospeso. E da questa piccola news - che solo in pochi conoscono - può partire un ragionamento un tantino più ampio e complesso.

Quello della naja obbligatoria è un tema che viene proposto avendo come sfondo il timore che un esercito di soli professionisti non  fornisca sufficienti elementi di stabilità democratica. Secondo questa linea (oggi prevalente tra i promotori di un ripristino), un Dittatore BauBau potrebbe prendere le redini del potere usando l'esercito a lui fedele e a contrastarlo non vi sarebbe alcun esercito di cittadini con addosso mimetica e casco.

Altra questione sollevata sull'obbligatorietà del servizio militare è quella relativa all'efficacia. Siamo sicuri che chi combatte per lavoro sia più efficace di chi lo fa per amor patrio? E i numeri? Non è forse meglio avere a disposizione un gran numero di soldati piuttosto che grupuscoli elitari specializzati?

Entrambe le motivazioni sono malposte. L'unico reale motivo per il ripristino del servizio di leva va ricercato nel tema della globalizzazione e dello sradicamento.

Se andiamo a vedere un pochino la storia scopriamo che, de facto, il servizio militare era obbligatorio fin dal 1861, l'anno dell'Unificazione,  e che dal 1945 vi fu dunque continuità. Eppure, c'è qualcosa nel passaggio da Regno a Repubblica che è cambiato radicalmente, ed è il PRINCIPIO che supporta  tutta la faccenda. Lo Statuto Albertino, infatti, diceva che il servizio di leva è obbligatorio e che viene poi regolato dalle leggi ordinarie. Lo Statuto era octroyée, cioè una concessione regale, non una vera costituzione e, come tale, ordinava ai sudditi di fare il servizio militare. A casa custudisco il congedo di un mio zio, che nel 1866 prestò servizio militare per ben 3 anni. La Costituzione italiana promulgata nel 1948, invece, non fu una concessione regale e come tale puntava a sintetizzare lo spirito storico di un popolo appena uscito dalla guerra. La Costituzione non ordina ai suoi servi ciò che più le piace, ma esprime un valore, che è contenuto e chiarito molto bene all’articolo 52:

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”

Poi, staccata da questa, inizia un'atra frase: "il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge”…

Qualche lettore starà pensando: "che cavolo stai dicendo Arnold?" Semplicemente, nel primo caso (quello dello Statuto di Carlo Alberto), noi abbiamo una coercizione dovuta al fatto che comanda un Re. Nel secondo invece (quello della Costituzione), abbiamo una prescrizione con valore educativo. Siccome l’assemblea democraticamente eletta e sintesi della volontà popolare dice a noi (e dunque a sé stessa) che la difesa della Patria è un dovere, allora occorrerà che tutti contribuiscano a questo dovere facendo il servizio militare. Si tratta dunque di un principio etico messo su carta costituzionale.

A partire dal 2004, con la sospensione di questo obbligo, anche il principio costituzionale viene così sospeso e lasciato in un limbo.

Seguendo questa linea di ragionamento, prima del 2004 c’erano alcuni parametri educativi indicati nella costituzione che venivano in qualche modo perseguiti, dicendo ai ragazzi che “la patria va difesa”; ora, invece, questi modelli educativi vengono sostituti da altri, m senza passare per un’assemblea costituente,  quindi in modo nascosto e truffaldino. Siccome non si vuole più – il Potere non vuole più – che vi sia una Patria, ma un individuo senza radici, non è più possibile fargli fare la naja dicendogli che è un dovere difenderla ecc. ecc. Ben altri messaggi devono ora filtrare, su tutti quello che egli è un allegro abitante del prato del Mondo che posa il suo nettare di fiore in fiore.

Molti analisti ed esperti militari sostengono che gli eserciti professionisti sono inevitabili per via della loro maggiore efficacia. Io, che non sono un illuminista positivista e che non credo ad un progresso lineare della storia, dico che in passato c’era già stato l’esercito professionista nel mondo e che poi è stato fanculizzato alla grande da quello dei coscritti. Che fine hanno fatto le Compagnie di Ventura del medioevo? Surclassate da eserciti di cittadini motivati, come dimostrò la Rivoluzione Francese . 

Anche il fatto che a difendere la Patria intera sia oggi un esercito composto da professionisti che vengono però da una sola zona del paese mi lascia molto perplesso. Ciò avviene com'è noto perché in quella zona del paese (il sud) non c’è lavoro.

Ci hanno imposto un nuovo art.52: “la Patria va difesa... ma se me pagano! Che direbbero, negli States ad esempio, se tutti i soldati provenissero dal Texas? Mah! Certamente l’uso delle nuove tecnologie non consente - ora come ora - di avere un esercito di coscritti molto formati con alle spalle un anno di naja una tantum. Io stesso negli anni Novanta sparavo con un fucile FAL che tirava storto… ma ci sono modelli alternativi di naja obbligaotria che salvaguarderebbero egregiamente l'intento etico dell’art.52 senza rischiare l’obsolescenza tecnologica e senza far perdere troppo tempo ai ragazzi, come avviene ad esempio in Svizzera, dove ogni cittadino è un soldato e dove imparano a maneggiare le armi ed a difendere la propria comunità in ogni periodo della vita. Il fatto che gli svizzeri siano politicamente neutrali verso i conflitti internazionali risulta essere in piena sintonia con questa scelta.

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