Voler bene agli altri non significa affossare la Logica

Sgombero di Via Curtatone a Roma e di Piazza Indipendenza tra polemiche infinite. Al solito, nel Paese dei Guelfi e dei Ghibellini, si sono formate due fazioni, disposte a darsele di santa ragione sui media nazionali e sui social. Ci sono quelli che “hanno rotto er cazzo, si togliessero dalle palle, nun glielafamo più” e quelli invece del “sono rifugiati politici non possiamo lasciarli crepare e se capitasse a noi, ci sono i diritti umani, polizia fascista”. Sbagliano entrambi? Si, sbagliano entrambi perchè il Diavolo, al solito, si nasconde nei dettagli e in questo caso si mescola alla solita partigianeria tipicamente italiana, anche se, occorre dirlo subito, quelli del “volemose bene” hanno le colpe maggiori, se non altro perchè a loro è toccato gestire la partita dei migranti e dei rifugiati negli ultimi anni.

CHE E’ SUCCESSO? DA VIA CURTATONE A PIAZZA INDIPENDENZA

I rifugiati molto tempo fa hanno occupato uno stabile ex Ispra ora della Fimit che gestisce fondi, ha a che fare con le banche ecc ecc. Io non sono un idolatra della proprietà privata: in Italia le società che dispongono di immobili e non li usano e non li affittano e li tengono nei secoli dei secoli come dei mostri urbani di sciatteria per speculare sugli affitti non mi fanno pena per niente. Un conto, tuttavia, è l’occupazione politica, di protesta sociale, per la quale, di solito, c’è un margine temporale (pur discutibile), di tolleranza; un altro è usare le proprietà altrui per farsi i propri comodi. Lo stabile, infatti, è occupato da un migliaio di eritrei, rifugiati politici che sono entrati illegalmente nei locali.

Sei nella merda? Il Paese che ti ospita non è in grado di accoglierti come si deve? E’ una situazione d’emergenza e devi pur sopravvivere e allora fai quello che ogni disperato farebbe: entri in uno stabile abbandonato! Fin qui, cari amici: LEFT PRIDE. Lo sappiamo tutti che, se scappi da una guerra, queste cose le devi fare: vuoi sopravvivere e cerchi l’aria come uno che sta annegando. Allora ci sto e dico “restiamo umani”.

Ma … ehm … lo stabile è stato occuapato nel, rullo di tamburi, anno del signore 2013! Cioè 4 anni fa. Molti di quei rifugiati eritrei oggi lavorano, i bambini della comunità  di via Curtatone vanno regolarmente a scuola. Credo, dunque, non ci sia bisogno di aggiungere molto altro. Stiamo parlando di persone che si sono rifugiate qui (e giustamente) perchè sono in pericolo nel loro paese d’origine, ma che oggi approfittano in modo parassitario di strutture di altri cittadini privati. Perchè lo fanno? Perchè in 4 anni 4 non hanno cercato un’altra sistemazione? Magari in alloggi più periferici (via Curtatone è in peno centro), o più a buon mercato come affitti, oppure seguendo qualche connazionale in luoghi dove c’è più lavoro … La risposta è molto semplice: gli eritrei non vogliono rompere la loro comunità.  Anche quando gli addetti del Comune hanno proposto soluzioni alternative pre-sgombero, come gli alloggi di Rieti, la comunità eritrea ha risposto picche. Non vogliono rompere il gruppo, o la tribù, se preferiamo usare un linguaggio più adeguato al continente di provenienza. Alla faccia dell’integrazione.

Cosa è successo dopo lo sgombero dell’immobile? In primo luogo, va precisato che non tutti sono stati sgomberati: i più deboli e i nuclei famigliari con bimbi sono rimasti dentro l’immobile. In secondo luogo, ciò che hanno fatto quelli usciti dalla palazzina ha dell’incredibile, mettendosi a bivaccare nel senso letterale del termine in Piazza Indipendenza. Ora, non so se conoscete Roma, ma Piazza Indipendenza è a un tiro di schioppo dalla Stazione centrale di Roma Termini. Un luogo fondamentale di passaggio per residenti pendolari e turisti di ogni parte del mondo. Secondo voi, a Times square è possibile bivaccare, non dico una settimana, ma anche una sola ora? E a Trafalgar Square? Avete mai visto, a l’Ile de La Citè, o a Postadamer Platz, centinaia di uomini e donne di colore dormire nella aiuole con tanto di coperte, bottiglie e rifiuti?

Credo che non sia possibile vedere una scena del genere in nessuna città del mondo, specialmente se è una città d’arte. Ricordo a tutti che a Piazza dell’Indipendenza a Roma ha sede il Consiglio Superiore della magistratura e ci sono anche bellissimi edifici ornamentali. Siamo in pieno centro storico: se a Vienna 800 africani si mettono a dormire e a mangiare sotto il Museo di Sissi li atomizzano, altro che idranti.

LA POLIZIA S’INCAZZA

Mi ricordo di certi B-movies degli anni 70 con Tomas Milian e Luc Merenda. La polizia non lesinava schiaffoni e calci nel sedere. E’ sbagliato? Secondo me, si. Anche quando si fa ordine pubblico occorre mantenere autocontrollo e professionalità, e mi riferisco al funzionario che ansimando durante una corsa ha detto ad un collega  “spaccagli le braccia se ti tirano qualcosa”.

Qualcuno ora brandisce accuse per la frase pronuncita durante il concitato inseguimento (le immagini parlano da sole) invocando licenziamenti e la solita solfa. Pregherei sul punto di chiedere lumi a chi ha fatto il mestiere di poliziotto e di non confondere quello che è successo a Roma con il G8 di Genova, ad esempio. Il G8 di Genova era di natura politica. La protesta si è svolta una tantum. Uno sgombero, invece, è uno sgombero e basta con delle procedure collaudate. Volete provare qualcosa di diverso? Mandate i vigili urbani col blocchetto e la paletta, se credete che ciò abbia senso. E come dovrebbero essere formulati gli ordini ai colleghi mentre si corre tra acqua, immondizie, fuoco e lancio di bottiglie?

“messer brigadiere, se vuole, puote percuotere lo vil straniero qualora egli permanga ancor nella magione altrui …”, dai non sfidiamo la logica e non prendiamoci per il culo.

GLI ERITREI NON SONO NIGERIANI CHE NON SONO SENEGALESI CHE NON SONO CONGOLESI …

I migranti, però, non sono tutti uguali. E su questo occorre essere molto chiari. C’è quello che sta davanti al supermercato vestito come Ballotelli e ti chiede l’euro del carrello. Se non glielo dai, bofonchia un vaffanculo nella sua lingua d’origine, ma, almeno per il momento, mantiene un sorriso falso sulla faccia. Di solito è di origine nigeriana. Poi ci sono persone come gli eritrei.

L’Eritrea è stata colonia italiana dal 1890. Poi dal 1941 è stata occupata dalla Gran Bretagna. Nel 1952 le Nazioni Unite decidono che il piccolo paese del Corno d’Africa diventi uno stato federato all’impero di Etiopia. Nel 1962 l’imperatore etiope Haile Selassie decide di annetterla. Da allora comincia una lunga guerra per ottenere l’indipendenza dall’impero del Negus (sostenuto economicamente dagli Usa) da parte del Fronte di liberazione eritreo (Fle). A cui si aggiunge a partire dagli anni Settanta un altro gruppo indipendentista il Fronte di liberazione del popolo eritreo (Fple), di ispirazione marxista.

Negli anni Settanta scoppia una guerra civile tra i due blocchi indipendentisti. Quello di ispirazione marxista ha la meglio. Nel 1978 e nel 1980 scoppia di nuovo una lunga guerra con l’Etiopia (sostenuta ora dai sovietici) che rioccupa gran parte del Paese. Dal 1984 comincia una graduale riconquista da parte dei gruppi indipendentisti che ha fine nel 1991 con la conquista di Asmara. Nel 1993 sotto l’egida dell’Onu si svolge un referendum per decidere se l’Eritrea deve finalmente diventare un paese indipendente o mantenere la federazione con l’Etiopia. Gli eritrei votano massicciamente per l’indipendenza, dichiarata ufficialmente il 24 maggio 1993.

Da allora il paese è in mano a Isaias Afewerki, presidente-padrone.  La gente è poverissima e con la corruzione alle stelle e non vedo per quale motivo non dovremo ospitare chi fugge da lì. Tra l’altro sono gli unici africani che possono ragionevolmente lamentarsi dell’atteggiamento storico degli italiani nei loro confronti. Contro di loro, il Generale Graziani usò addirittura i gas. Il problema, semmai, è che non sappiamo fare accoglienza neanche in quei rari casi in cui è dovuta.

1 Commento


  1. Faccetta nera,
    Bell’abissina
    Aspetta e spera
    Che già l’ora si avvicina!
    quando saremo
    Insieme a te,
    noi ti daremo
    Un’altra legge è un altro Re.

    Faccetta nera, piccola abissina,
    ti porteremo a Roma, liberata.
    Dal sole nostro tu sarai baciata,
    Sarai in Camicia Nera pure tu.

    Faccetta nera,
    Sarai Romana
    La tua bandiera
    Sarà sol quella italiana!

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