Se anche i neoliberisti andassero a lavorare …

Nei siti degli analisti neokeynesiani, sui canali youtube indipendenti e nei blog d'informazione antisistema (come questo) è tutto uno sciorinare dati, un allegare tabelle excel, un postare grafici al fine di dimostrare che il capitalismo liberista non funziona, che crea fenomeni recessivi, che precarizza, ecc. ecc. Inutile dire che i media mainstream e qualche bontempone internettiano di scuola "Brunoleoni Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare" fanno la stessa cosa: prendono il grafico dalla parte che a loro interessa della curva e...oplà! Eccoti servita la replica secondo la quale senza il libero mecato ci sono le cavallette, l'accidia, il bruciaculo e il morbillo. Invece, tante volte, basterebbe leggere con attenzione quel che scrivono i lavoratori (quelli veri) sui social. Oggi mi sono imbattuto in queste righe di Alberto Serra, attivista Fsi:

Stamani ci sono 40 gradi in magazzino, sono solo.

Arriva un camion, poi un altro, poi un altro ancora... mi sfornano merce su merce da contare e da organizzare. Vedo arrivare uno dei titolari, gli dico a scherzo che qui non ci si fa e che mi licenzio, la risposta è la solita "Albe' se ci si ferma siamo morti, il mercato oggi non lo permette". In effetti a fianco abbiamo diversi centri commerciali aperti sempre e forniti di tutto, se un cliente non trova uno degli 8.000 prodotti di una delle 8.000 marche è automaticamente un cliente perso. Penso e lavoro, penso e lavoro... vedo il nervosismo neglo occhi dei colleghi in negozio, vedo la fretta dei corrieri..ad un macchinista con cui ho un rapporto amicale chiedo quando andrà in ferie.. mi risponde che per lui le ferie sono il presunto rinnovo del contratto di Ottobre. "In bocca al lupo giovane", mi saluta e scappa via dicendomi che ha ancora 10 consegne in Toscana, che si è alzato alle 4 e spera di essere a casa per cena, se ce la fa. Ecco, il mio desiderio è che per un giorno i fautori del mantra "libero è il mercato, libere sono le persone" venissero qui insieme a me, metterli lì in un angolo solamente per osservare tutto questo.

Proprio mentre riporto queste rifelssioni dell'amico Alberto, mi imbatto in un altro post facebookiano, stavolta di Stefano d'Andrea, il più noto dei responsabili del Fronte Sovranista Italiano. E' una domanda quella che propone ai suoi lettori:

Quanti di voi, che su Facebook scrivete e leggete di politica, possono negare che 5 o 6 anni di letture su facebook hanno modificato le vostre idee più di quanto hanno fatto in precedenza 20 anni di letture cartacee da voi "scelte" e di televisione?

Ben lungi dall'esaltare il ruolo dei social (che anche tanti danni hanno fatto), direi che una riflessione empatica come quella di Alberto - se letta con attenzione - non può che far cambiare idea a qualsiasi liberista "talebano". Poi vabbè, ci sono sempre la vigliaccheria e la malafede ad imperversare.

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