Trump ha fallito? Il Business dice di no

Trump isolato e sempre più solo. Trump costretto a licenziare mezzo entourage per evitare l'impeachement sulla farsa del Russiagate. Trump avido capitalista e un po' buffone. Trump che bombarda cose, decidendo all'ultimo minuto, in modo emotivo e senza ragionare. Io sono d'accordo su tutte queste affermazioni. Trump sembra un ottenebrato, senza un pensiero chiaro e con l'unico pregio di avere la moglie che ha.
Poi, però, c'è anche la matematica. E anche se i matematici hanno talvolta poco rispetto degli umanisti (da qui, il loro limite), io che mi ritengo umanista ho il massimo rispetto per la matematica. E cosa dicono i matematici?
Che gli Stati Uniti sono lontani dalla recessione.
Naturalmente questo non significa che vi sai benessere diffuso (anzi) oppure che domani mattina tutto l'ambaradan non possa scoppiare, ma allo stato attuale la recessione è lontana, se ci basiamo sui parametri macroeconomici calcolati nel 2017. Chi fa analisi finanziarie si avvale di diversi indicatori per giudicare lo stato di salute di una economia, uno di questi è il famigerato BCI (Business Cycle Index) che ha azzeccato l'andamento delle recesssioni le ultime sette volte. Mica male come statistica: 7 recessioni su 7 indovinate!
Se andate sul sito specializzato imarketsignals.com (in inglese) e sulla sezione gratuita del Lombardreport.com trovate informazioni preziose su questo indicatore, che viene spesso aggiornato. Nell'ultimo sintetico report, datato 17 agosto, quelli di igmarket lo scrivono a chiare lettere: "No recession is signaled".
Perchè il BCI si è rivelato così preciso negli ultimi lustri? I punti dell'indicatore si aggiungono se aumenta l'occupazione nel settore privato, se migliora l'andamento della compravendita di case e di alcuni parametri finanziari piuttosto rilevanti. Ecco il panorama sintetico dei dati presi in esame:
 
1. Rendimento dei treasury bond a dieci anni (giornaliero)
2. Rendimento del treasury a tre mesi (giornaliero)
3. S & P500 (quotidianamente)
4. Richieste regolari stagionali (dati settimanali)
5. Ocupazione lavoratori dipendenti: totale industrie private (dati mensili)
6. Nuove case in vendita (mensile)
7. Nuove case vendute (mensile)
 
Quindi, stanto ad un indice che funziona come un treno dal 1967 (pur nelle sue varianti di acronimo modificate negli anni, lo sappiamo che gli americani vanno pazzi per queste cose), nessuna recessione è segnalata.

Sapere quando l'economia americana sta andando verso la recessione è fondamentale per decisioni di investimento di successo, ma serve anche a capire che le tensioni verso Trump sono legate ai desiderata del mondo militare e a quello delle agenzie (fbi e cia) e NON all'andamento dell'economia. Anzi, è proprio questa, l'economia rivolta all'indotto, che potrebbe salvarlo dalla caduta voluta dai neo-con in alleanza col clan dei Clinton. Qui sotto, invece, riporto il grafico dell'indice preso in esame.
 

Per commentarlo, rubo le parole a Lorenzo Raffo, del Lombardreport, data la loro incisività: "Il BCI si colloca ai massimi storici, avendo superato quota 226 punti. Nel 2007 era a 200 e poi cominciò a scendere progressivamente, indicando esaurimento del movimento rialzista avviatosi nel 2003. Subito dopo scoppiò la crisi dei “subprime” e il BCI crollò sotto i 120 punti".

Per chi non ha dimestichezza con i grafici, basta far riferimento alla linea di colore rosso del grafico postato e si capisce tutto. L'impennata degli ultimi tempi è evidente. Talmente sfacciata che potrebbe ora girarsi al ribasso, ma la buona notizia è che qualora le cose in Usa cambiassero, questo indicatore in  passato lo ha segnalato per tempo (e sarà mia cura monitorarlo).

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