Un esercito europeo? C’è già stato. Si chiamava SS

All'interno dei processi di integrazione europei, mobilità delle persone, commerciale, fiscale e così via, spesso ci si imbatte anche nel fantomatico progetto di un esercito europeo.  Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tutti gli europei hanno delegato completamente la Difesa alla Nato, cioè da un istituto interamente controllato dagli Stati Uniti. Indossavo ancora i calzoni corti quando vedevo davanti alla mia scuola, in quel di Feltre, i marines uscire dalla caserma degli alpini per farsi la corsetta di esercitazione in pieno centro cittadino. E se non l'avete capita così, allora trovatemi una base italiana nel Texas o nell'Illinois, così come esiste invece una base militare americana ad Aviano... Dunque, non ci sono santi che tengano: i paesi europei in qualità di paesi sconfitti nella guerra non hanno una reale sovranità militare ed anche quando sembra che prendano decisioni autonome (tipo il Sarkozy versus Libia di Gheddafi), in realtà sono soggetti al placet americano. Anche con queste motivazioni, da tempo si parla di un esercito europeo. La scorsa primavera, però, si è notata un'accelerazione e lontano dall’attenzione dei media, la Germania e due dei suoi alleati europei, la Repubblica Ceca e la Romania, hanno silenziosamente fatto un passo avanti radicale verso un qualcosa che assomiglia ad un esercito UE, evitando le complicazioni politiche che questo passo comporta: hanno annunciato l’integrazione delle loro forze armate.

"Nei prossimi mesi - leggiamo infatti su eunews.it -  ciascun paese integrerà una brigata nelle forze armate tedesche: l’81esima Brigata meccanizzata della Romania si unirà alla Divisione delle forze di risposta rapida della Bundeswehr, mentre la 4a Brigata di dispiegamento rapido della Repubblica Ceca, che ha servito in Afghanistan e in Kosovo ed è considerata la punta di lancia dell’esercito ceco, diventerà parte della Decima divisione blindata tedesca. Così facendo, seguiranno le orme di due brigate olandesi, una delle quali è già entrata a far parte della Divisione delle forze di risposta rapida, mentre l’altra è stata integrata nella Prima divisione blindata della Bundeswehr".

E' forse superfluo ricordare che Juncker - Presidente della Commissione Ue - ha più volte caldeggiato la nascita di un esercito europeo e la Germania sta infatti facendo i primi passi verso questo progetto.

Al di là del fatto che anche questa idea appartiene alle logiche geopolitiche di Washington, e per ovvi motivi, è necessario ribadire almeno inter nos che questo tipo di progetto non è affatto una novità, e che anzi si è già realizzato in molte occasioni della storia del Vecchio Continente. Se c'è una cosa che risulta insopportabile a chi legge la storia è il tentativo, sovente riuscito, di presentare cose vecchie come il cucco come delle brillanti novità di progresso: l'Europa ha avuto in diverse situazioni un esercito "unico" e il più delle volte, ciò si è rivelato una catastrofe per l'Europa stessa. Senza scomodare Napoleone, andiamo subito al recente esempio delle SS naziste, che non si sa bene per quale motivo, tutti ritengono una truppa speciale di purosangue tedeschi. In realtà, come rivelano gli atti, le testimonianze di persone ancora in vita, filmati e documenti dei più svariati, le SS arruolarono uomini di tutta l'Europa del nordest. E ciò ricorda molto gli annunci fatti lo scorso maggio dalla Germania.

Le SS nacquero nel 1925 quando Hitler contava ancora un tubo. Lo scopo inziale era la difesa personale del Capo, in stile guardia imperiale di pretoriana memoria. Durante il conflitto del 40-45, le SS arrivarono ad impegnare un milione di persone DI VARIE NAZIONALITA'.

Per capirci meglio, è doveroso suddividere le SS in tre categorie: le Allgemeine SS, quelle della prim’ora che Himmler considerava le vere SS avanguardia dello stato nazionalsocialista, le SS Verfugungstruppe che divennero Waffen-SS e furono costituite da combattenti di varie nazionalità e le SS-Totenkopfverbande di servizio nei campi di concentramento.

Nel 1946 al processo di Norimberga, le SS furono condannate come organizzazione criminale per le brutalità commesse, ma anche per l'impostazione ideologica dei propri affiliati che auspicavano un’Europa costruita su principi dittatoriali e l’ordine teutonico egemone nel vecchio continente e nel mondo.

I dati ci dicono che le SS hanno coinvolto nei propri reparti combattenti gente di tante nazioni e religioni, da un punto di vista meramente militare possono essere considerate una sorta di “primo esercito europeo” data la multietnicità delle proprie truppe e va detto che aderirono alle waffen-ss non solo ariani ma anche semplici antisemiti ed antibolscevichi.

A scuola ci hanno racccontato che gli appartenenti alle SS dovevano essere tutti alti 1,80 e biondi con gli occchi azzurri. Babbbè, lasciamo perdere cosa combinano i colleghi a scuola, il punto è che le SS erano di fatto un esercito europeo retto dalla Germania, per motivi bellici quasi eslcusivamente sbilanciato verso l'Europa orientale: quasi 400.000 S.S. così suddivise: 80.000 ungheresi, 50.000 cosacchi, 45.000 cecoslovacchi, 45.000 croati, 35.000 lettoni, 30.000 ucraini, 20.000 estoni, 20.000 croati, 20.000 serbi, 13.000 rumeni, 12.000 bielorussi, 8.000 Turkestani, 5.000 polacchi, 3.000 albanesi, 1.000 bulgari.

La Germania, oltre 70 anni fa, diede una forte spinta alla multietnicità delle SS anticipando un tema oggi molto caro a Juncker e alla Merkel. Durante i rastrellamenti le divisioni più temute furono quelle composte da russi e croati che si distinsero per violenza e determinazione.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*