Cattivo Bitcoin, Cattivo (schiaffo sul culo)

Oggi si va a lezione da Maestra Cina, che schiaffeggia in pubblico Bitcoin. Wow, che lezione magistrale. Eccitante!

Anche chi non adora le Mistress padrone “che ti fanno la bua” dovrebbe apprezzare quello che ha fatto la signora Cina a settembre, monstrando a tutti cosa può fare uno Stato contro il mercato. E risparmiamoci la manfrina “ha fatto bene”, “ha fatto male”. Qui si tratta di capire che la tecnologia va avanti, ma che poi il suo utilizzo può dipendere o non dipendere dalle scelte collettive. E’ comunismo? E’ anticapitalismo? Esiste un comunismo che strizza l’occhio al capitalismo? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto sappiamo che la Cina si appresta a diventare il primo produttore di beni al mondo e che è gestita da uno Stato centrale (sedicente comunista). E sappiamo anche, da oggi, che se gli Stati lo volessero potrebbero affossare le “monete digitali globali” come e quando vogliono. Perchè c’è poco da fare: Number One, io posso compravendere quanto voglio in bitcoin, ma se lo stato vuole poi le tasse in yen, euro, fiorino, dollaro, pizze alla cipolla, io cittadino dovrò procurarmi quelle fottute monete, anche se ho un portafoglio pieno di bitcoin. Number Two: uno Stato forte e strutturato con ampio consenso interno può bloccare le transazioni.

Il Bitcoin crolla anche del 20% sulle principali piattaforme di scambio internazionali. A cadere sono anche tutte le altre criptovalute, da Ethereum a Ripple. Il Bitcoin, la valuta più popolare di questo nuovo mondo dei pagamenti, perdeva ieri fino a 1.500 dollari, dopo i picchi che l’avevano portata sopra i 5mila dollari, appena 15 giorni fa. Oggi su Coinmarketcap, il Bitcoin quota intorno ai 3.600 dollari.

“A provocare la forte discesa sono le notizie in arrivo dalla Cina – scrive la Stampa – uno dei mercati principali per i nuovi soldi di Internet. Secondo quanto diffuso da media autorevoli come “China Business News”, sarebbe arrivata una nuova stretta sul Bitcoin: le autorità di Pechino, dopo aver messo un freno alla quotazione sul mercato di nuove monete elettroniche, avrebbero ora imposto anche il blocco degli scambi sulle borse dedicate a questo nuovo fenomeno. Lo stop ha colpito BTC China che ha deciso di chiudere le sue attività sulla criptovaluta. Si tratta di una delle maggiori piazze in Cina per questo tipo di scambi”.

Voglio essere molto chiaro, a scanso di equivoci: il Bitcoin – con ogni probabilità – si riprenderà e continuerà la sua marcia, ma quel che è successo in queste ore mostra che se più stati nazionali si mettono a contrastare le crypto, le crypto sono morte. Funziona un po’come con il protezionismo, insomma. Che delle volte funziona bene e altre volte no, ma certamente gli Stati lo possono sempre mettere in piedi. Eccco spiegato perchè insisto sempre sulla tecnollgia che sta dietro Bitcoin, cioè la Blockchain, ma non metto le mani sul fuoco per il futuro di bitcoin.

Facciamo un esempio: internet è decollata da quasi vent’anni, e chi la ferma più. Internet è una tecnologia e sarà sempre più diffuso. Ma ciò non vale per Second Life o per Myspace, che erano ottimi prodotti di internet. Bene: bitocoin è na roba come second life, può funzionare oppure no. Blockchain funzionerà DI SICURO.

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