C’è un mercato che piace all’investitore cassettista… ok, ma non è questo

Una volta il cassettista era quel tipo di investitore - anche battezzato "buon padre di famiglia" - che portava i soldi in banca, apriva un conto titoli e comprava azioni o fondi e li lasciava decantare per anni, nella speranza di andarseli a riprendere con gli interessi perchè "tanto prima o poi tutto sale", oppure perchè "i prezzi di un titolo prima o dopo si rivedono".  A settembre 2017 non si può più ragionare così, su nessun mercato e indipendentemente dalla capitalizzazione personale. E' vero che da 8 anni i mercati borsistici sono in continua salita e giorno dopo giorno agguantano nuovi record, ma è proprio questo il motivo per il quale la prudenza deve regnare sovrana. I vecchi squali finanziari dicevano: "comprare quando il sangue scorre per le strade".

Bene. Se vogliamo dare un po' di credito a questa frase di Baron Rotschild, siccome ora per le strade della finanza scorre champagne e non sangue, sarebbe il caso di vendere o, addirittura, di puntare al ribasso. Ma sento già le lagnanze di chi legge questo blog in cerca di dritte da investimento: "è già, però che si scende lo dici da qualche mese e le borse invece sono salite".

Per la verità, io da qualche tempo consiglio oro (che è salito) e alcuni asset anticiclici (che sono saliti), non di shortare le borse, ma la sfida è accettata, anche perchè queste sono le condizioni di mercato ideali per affrontare la Borsa. Non è affatto vero che è tardi per salire su questo treno, però occorre saperlo fare.

Chi non ha fatto alcun investimento in borsa e ora vuole provare, attirato dai nuovi record, ha legittimamente paura di essere arrivato tardi e di sbagliare il timing. Ci sono però ancora delle possibilità, riducendo il rischio. Se, infatti, la liquidità si sta spostando lentamente sulle azioni basta comprarle quando il mercato subisce storni leggeri. Ad esempio, se un investitore volesse puntare sugli indici, potrebbe usare un etf che replica il mercato di maggior interesse non appena le borse scendono di un 1, massimo 2 per cento. In tal caso, infatti, qualora le borse confermino il trend degli ultimi anni, i vecchi prezzi si rivedranno davvero e anzi verranno superati al rialzo. Nel caso ciò non accadesse, lo stop in perdita posizionato non molto lontano da quello storno funzionerà da salvavita.

Tuttavia, l'idea di comprare ogni volta che c'è un cedimento dei corsi va perseguito in un'ottica di brevissimo termine, massimo per un mese. Come appena ribadito, infatti, ci sono almeno 3 elementi che mi fanno avere una visione negativa di medio e lungo periodo sui mercati.

1.la statistica. Otto anni di rialzo sono tantini ...  (a meno che sotto i nostri occhi non stia nascendo il mercato perfetto che sale sempre e nel quali tutti guadagnano denari a palate e nessuno perde (devo ridere?)

2.le banche centrali evocano di continuo un rialzo dei tassi. Prima era solo la fed, ora qualcuno dice che potrà farlo anche la bce, qualora Merkel rivincesse le elezioni. In questo caso molta liquidità potrebbe tornare alle obbligazioni con un'ottica di lungo, essendo i rendimenti dei bond correlati ai rialzi dei tassi delle banche centrali

3. l'oro ha superato i 1300 dollari per oncia e pare non voglia mollare quella quota. Storicamente, se borsa sale e oro pure, ha ragione l'oro. Oro e bitocoin, infatti, sono visti come beni rifugio e se questi due asset salgono non ha tanto senso che salgano ad libitum anche gli asset più a rischio, come le azioni di borsa.

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