Draghi, il parassita parallelo

Ad una precisa domanda che ha scatenato il pandemonio - cosa pensa delle monete parallele, come in Estonia - Mario Draghi ha ribadito in modo netto che "nessun Paese può introdurre una propria moneta: la moneta dell'eurozona è l'euro". Draghi si è anche rifiutato di commentare le ipotesi - che da tempo circolano in Italia - sul possibile varo di una seconda valuta, destinata alla circolazione interna.

Se avevo ancora bisogno di una prova, una sola, che le monete parallele sono un bene, oggi pomeriggio il capo della Banca Centrale Europea me l'ha data. Per i beoti proeuro, è anche una prova aggiuntiva del fatto che l'euro non è stato un "errore di valutazione", in stile "prima dovevamo fare l'unione politica e gne gne gne", ma un vero e proprio piano per silenziare le economie del mediterraneo, facendo loro concorrenza sleale e bloccando del tutto la spesa pubblica, e quindi la crescita reale.

Da quello che si è visto anche oggi, Draghi non può e non vuole e non riesce a fare un tubo per sgonfiare il cambio dell’euro verso il dollaro e altre valute.

Se a ciò aggiungiamo che i dati provenienti dall’economia europea (del nord...) sono buoni, la componente franco-tedesca che comanda in Bce e che, parallelamente, comanda anche Draghi,ora ha la mano sempre più libera per completare lo scempio verso l'Italia.

Cosa vuole la lobby economica tedesca? Vuole neutralizzare le manovre espansive di Draghi, perchè alla lunga potrebbero avvantaggiare anche l'Italia (nein!!! sia mai!!!)

La Germania e tutta l'area del Benelux è sempre stata precisa e bene organizzata, ma questo non l'ha fornita di vantaggi troppo significativi e soprattutto definitivi in campo economico: negli anni venti in Germania si faceva la fame e in  Italia no, ad esempio. Negli anni ottanta noi vivevamo "la Milano da bere" e la Germania era considerata "il malato d'Europa". Il nordeuropa tedescofono si è avvantaggiato solo con le riforme dei socialisti, che hanno determinato un abbassamento dei salari nel campo dei servizi, e con l'arrivo dell'euro. In Italia si poteva ottenere tutto questo con la flessibilità del cambio, infatti, ma l'eurozona lo ha di fatto impedito. Tutto il resto sono cazzate.

Trump è favorevole a tenere il cambio debole. E dunque? Dunque non se ne esce e Draghi si mostra sempre di più per quello che è: un traditore. Non vuole la moneta parallela per assicurarsi un futuro parallelo a quello attuale, di manager dei magnaschei.C'è però una consolazione individuale, piccola, ma significativa: in questo quadro è più facile fare investimenti sulle valute.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*