La Cina non conquisterà il mondo. Se lo comprerà (sulla scia di Sun Tzu)

Da quando ho approfondito il pensiero di Vladimir Putin cercando di “entrargli nella testa” attraverso l’analisi dei suoi discorsi e delle sue letture personali, non sono pochi quelli che mi scrivono per chiedermi consigli di lettura su libri di strategia. Io rispondo sempre che ne basterebbe solo uno, l’Arte della Guerra di Sun Tzu. Il guaio di questo trattato militare non è solo che è composto d aforismi, ma che la maggior parte delle persone fatica molto ad “adattarlo” alle situazioni contemporanee, alla propria vita quotidiana, all’economia. La richiesta di capirne di più però rimane forte perchè il compendio del vecchio generale cinese è certificato dagli esperti di strategia che lo avvicinano alla matematica della  teoria dei giochi e della ricerca operativa.

La chiave più efficace per entrare nel metodo di Sunt Tzu però la si trova nella conoscenza della storia, più che nella matematica, e mai andrebbe dimenticato che Sun Tzu era cinese. Proverò a chiarire questi due aspetti, con un unico esempio.

Com’è noto, il Novecento è stato il secolo americano e l’attuale establishment aspira a mantenere l’impero a stelle e strisce anche nel nuovo millenio. A minare questi progetti ci sono la Russia, l’India, la Cina, qualcuno dice anche la Germania. Molti commentatori aggiungono però che la Cina, anche se ne ha tutte le potenzialità demografiche e produttive, non è interessata a fare il Capo. Ed è in gran parte vero, l’idea di una leaderschip mondiale non sembra interessare alla politica cinese. Semplicemente, la Cina sta conquistando il mondo attraverso parametri che non sono di facile comprensione a noi occidentali. La Cina si sta prendendo il mondo, e basta, non è che c’è un piano d’assalto, un muro contro muro o una sfida all’Ok Corral. E lo fa molto lentamente, quasi in modo impercettibile, occupando tutti gli spazi. In questo caso il go e la dama ci aiutano più dei tradizionali giochi con le carte o degli scacchi. Con le carte e con gli scacchi, il più delle volte si usurpa il posto di qualcun altro attraverso un percorso. Nel go – gioco nato proprio in Cina – non accade nulla di tutto questo. Vince chi mette l’avversario nelle condizioni di abbandonare il campo perchè non ha più spazio e tutto è stato occupato.  Ecco allora che si spiega molto meglio l’acquisto da parte di compagnie cinesi di terreni in Africa, di luoghi attrezzati per la logistica nelle grandi città europee e di energia. I cinesi arrivno in questi mercati dopo essersi messi d’accordo con i rispettivi governi locali, che riempiono di soldi. Le garanzie sono a prova di bomba, visto che ogni compangia cinese che si muove ha la copertura dello Stato e del partito comunista cinese.

Ecco cosa scriveva poche settimane fa il Sole24ore sull’argomento: “la Belt & Road Initiative (Bri), ossia la strategia lanciata dalla Cina per la crescita commerciale, che crea una nuova Via della seta tra Far East ed Europa fa impallidire l’European recovery program ideato negli anni 40 da George Marshall”. Con una differenza impressionante, aggiungerei, che mentre il Piano Marshall per l’Europa, attualizzato, varrebbe 100 miliardi di dollari, quello cinese supererà i mille miliardi di investimenti. Solo tra il 2015 e il 2017, la Cina ha investito in 8 porti (Haifa, Ashdod, Ambarli, Pireo, Rotterdam, Vado Ligure, Bilbao e Valencia), oltre 3,1 miliardi di euro. E, per quanto riguarda l’Italia, a essere interessati al progetto sono soprattutto gli scali di Genova-Savona e Trieste, indicati come punti d’arrivo privilegiati dei traffici dalla Cina al Mediterraneo, attraverso Suez. E stiamo parlando solo dei porti… il settore d’investimento privilegiato resta l’energia, con gli interscambi con la Russia. In Africa la Cina non si limita, come scrivono in molti, a comprare terreni, ma realizza opere pubbliche in cambio di favori di tipo politico. In Kenya, ad esempio, i cinesi hanno appena realizzato una ferrovia ad alta velocità.

Il punto non è però capire qual è la lista della spesa dei cinesi nel mondo – per quello ci pensa appunto il Sole24Ore – bensì capire COME questa operazione viene effettuata.

Avete presente quei film western americani dove i cattivi vogliono comprare il terreno di un’allegra famigliola di cowboys perchè il sottosuolo è pieno di petrolio? I cattivi arrivano e violentano le donne e uccidono il padre di famiglia per costringere i figli, impauriti e oramai in miseria, a svendere quel terreno per una pipa di tabacco.

Bene. Questo fanno gli americani anche al di fuori delle sceneggiature Hollywoodiane. Minacciano la Corea del Nord (che vuol dire minacciare la Cina); creano false flag in Ucraina (che equivale ad attaccare la Russia); intervengono in Afganhistan, Iraq e Siria per sottomettere l’area musulmana.

I cinesi no. I cinesi si mettono d’accordo con i governatori locali e applicano una politica economica win-win. Si prendono quel che di buono c’è da prendere, ma offrono sempre qualcosa in cambio: soldoni, infrastrutture, know how ecc. ecc. Lo scopo finale, tuttavia, è sempre quello di vincere la guerra economica, cioè la guerra con gli Stati Uniti.

Ci riusciranno? La domanda è mal posta perchè ci sono già riusciti, e senza mostrare stelle da sceriffo, fucili winchester e un’inutile ghigno da Mike Tyson. Steve Bannon queste cose le aveva capite alla perfezione, ma gli ordoliberisti no coi risultati che già si vedono e che si vedranno sempre di più in futuro.

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3 Commenti

  1. Prima di sparare ad sensum, prego l’autore di informarsi studiando il “Pensiero cinese” di Granet…

    …poi potrà scrivere qualcosa di interessante veramente…

    …se avrà ancora voglia di scrivere!!!

    😀
    😀
    😀

  2. Fatti non parole, è vero che la Cina si sta comprando il mondo. Oltre ai lavoratori stacanovisti,schiavizzati e torchiati nasce una generazione di imprenditori uomini e donne. Uomini privi di scrupoli (verso l’estero) e donne decisamente infelici di questa imporvvisa ricchezza priva di cultura a sostegno.Cultura sull’uso del denaro, siamo a soli 50 anni o poco più da Mao e da soli 20 dal boom economico capitalista dove appartamenti in vendita a Shanghai passano da 100.000 dollari ad un milione di valore.
    Tutto questo è pericoloso e dilagherà.
    Continua ad analizzare e scrivere, fai bene.
    Grazie

  3. Premessa: “I panni sporchi si lavano in famiglia”, anonimo popolare.

    “Riduzione della povertà”, una farsa cinese”, di Gu Xi per Winter.

    Marzo 2019

    Bugie e inganni nel cuore del comunismo, proprietà distrutte e famiglie devastate solo per nascondere la povertà nelle statistiche ufficiali

    Xi Jinping ha promesso che la completa riduzione della povertà sarebbe stata raggiunta entro il 2020, ma con l’approssimarsi della scadenza sono in aumento gli episodi di “riduzione della povertà” forzata.

    Secondo quanto riportato dai media cinesi, i segretari provinciali del Partito e i governatori di 22 divisioni amministrative a livello provinciale nella Cina centro-occidentale hanno sottoscritto con le autorità centrali una “dichiarazione di responsabilità” per alleviare la povertà. I funzionari si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo della riduzione della povertà o, in caso di insuccesso, a subire severe sanzioni. Questa è l’unica volta dal XVIII Congresso Nazionale del 2012 che i principali responsabili del partito e e delle amministrazioni provinciali hanno assunto un impegno scritto di fronte alle autorità centrali.

    Dopo averla promessa, la riduzione della povertà è diventata una priorità assoluta che potrebbe minacciare la sicurezza del posto di lavoro dei funzionari. In precedenza, Bitter Winter ha riferito che alcune amministrazioni locali avevano costretto gli anziani a vivere insieme ai figli nell’ambito della loro strategia per ridurre la povertà. Secondo la logica perversa del Partito Comunista Cinese (PCC), i poveri che si trasferiscono nelle case di altri hanno il beneficio di redditi multipli e quindi si ritiene che essi non siano più poveri. Le case di alcuni anziani sono state definite fatiscenti e demolite.

    In questo modo il numero di unità abitative di bassa qualità è diminuito miracolosamente e gli obiettivi dei funzionari locali sono stati raggiunti, ma in tutta la Cina gli anziani continuano a soffrire per le tragedie causate da questa farsesca riduzione della povertà.
    Dì solamente quello che il Partito ti dice di dire

    Alcuni abitanti poveri del villaggio di Yuncheng, nella provincia settentrionale dello Shanxi, ricevono una “formazione” speciale in vista ispezioni dalle autorità superiori.

    Proseguimento:

    https://it.bitterwinter.org/riduzione-della-poverta-una-farsa-cinese/

    In conclusione e in breve:

    “Per mettere il mondo in ordine, dobbiamo mettere la nazione in ordine. Per mettere la nazione in ordine, dobbiamo mettere la famiglia in ordine, Per mettere la famiglia in ordine, dobbiamo coltivare la nostra vita personale, Per coltivare la nostra vita personale, dobbiamo prima mettere a posto i nostri cuori.” Confucio

    quindi che un paese come la Cina imbroglia le carte per fare diminuire i suoi tanti poveri nonostante abbia un mercato potenziale interno enorme ma che invece si è focalizzata sul mercato esterno a livello mondiale ( vedasi a tale proposito il mio primo, secondo, terzo e quarto post al seguente articolo: “Magaldi “Liberiamo l’Italia” non sa che tutto sta cambiando” pubblicato da e su Libreidee ) vuol dire che dopo 2500 anni di Confucio in Cina è rimasto ben poco, un grandissimo e gravissimo peccato delle elite ingorde cinesi a totale scapito del popolo cinese, non trattasi della classica guerra militare interna ma trattasi di guerra economica interna, ancora più grave.

    Cordiali saluti e buona settimana.

    TheTruthSeeker

    NB il mio primo, secondo, terzo e quarto post al seguente articolo:

    “Magaldi “Liberiamo l’Italia” non sa che tutto sta cambiando” pubblicato da e su Libreidee

    erano già stati segnalati nel mio post al seguente articolo:

    “I VERI dati da guardare: crolla l’import-export cinese” pubblicata da e su Micidial

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