Ray Dalio svela i suoi segreti. Maestro di soldi e di pische

Se c'è una persona al mondo che capisce come funziona la macchina dell'economia è Ray Dalio, il capo del fondo di investimento Bridgewater. Un mostro speculativo in grado di macinare una fortuna di 16 miliardi di dollari. Da oggi, nelle librerie americane è uscito il suo libro, dall'accattivante titolo: "i Princìpi". I guru dell'imprenditoria tecnologica già cliccano per accapparraresene una copia e da noi il noto influencer Marco Montemagno ha appena dichiarato che dormirà col libro di Dalio accanto. Per la verità, il primo a parlare di Dalio in Italia è stato il trader e specialista in questioni monetarie Giovanni Zibordi, di Cobraf, seguito a ruota dal sottoscritto. Poi è arrivato Paolo Barnard, qualche mese fa, con un articolone che dipingeva Ray Dalio a tinte fosche. Ma il giornalista antimainstream non si smentisce mai e gli articoli in cui parla bene di qualcuno si contano sulle dita della mano di Muzio Scevola. Dunque niente di strano. Angelo o Dèmone? Vediamo cosa sostine uno dei più famosi manovratori del mercato che esistono sulla faccia della Terra.

Per sua propria ammissione, Dalio è un uomo che non ritaglia le parole, dice quello che è, si attacca alla ragione e alla logica e crede in una cultura di "trasparenza radicale", il che significa che non hai mai detto nulla alle spalle di qualcuno che non fose disponibile a dire anche in faccia. Se necessario, possono essere utilizzate anche parole dure. Come ricorda lo stesso Baranrd, persino il direttore dell'Fbi, prima di essere tale, non riuscì a reggere al "metodo Dalio".

Fin qui, devo confessarlo, la linea di Dalio non mi piace, perchè la sincerità in stile "dico tutto quello che penso" mi è sempre parsa cafona, e, soprattutto, tipica di chi dice ciò che pnesa senza pensare a ciò che dice. Dalio però precisa: "prima di dire la verità devo essere certo che sia la verità. Devo averne le prove".

Qual è il vantaggio pratico (oltre che etico) di dire la verità, della trasparenza? Che nel mondo del lavoro si innescano meccanismi virtuosi in grado di far crescere sia il merito individuale che la produttività sociale.

L'altro pricipio a cui Dalio dice di affidarsi è l'autocritica. So che sembra scontato, ma l'esperienza ci mostra come l'autocritica non sia proprio cosa di questo mondo. Internet e l'esplosione dei social lo ha reso ancora più evidente: il mondo è strapieno di palloni gonfiati ce si credono chissà chi. Forse anche chi scrive ... Ovviamente, chi gode di uno spirito fortemente autocritico è anche un perfezionista, un incontentabile, uno che persegue gli obiettivi badando soprattutto al proprio miglioramento personale durante il percorso.

Il terzo principio può sembrare il più banale di tutti, perchè è la meritocrazia, ma Dalio precisa subito: non la meritocrazia che pensano tutti, ma la VERA meritocrazia. Dalio ritiene che questo sia il principio guida più importante di tutti, ma occorre svelare cosa significa quel "vera meritocrazia". E qui Dalio, devo ammetterlo, è stupefacente.

La meritocrazia non è solo, come si dice fino alla nausea, valutare i risultati del soggetto. Una persona è meritevole quando

  1. Mette i propri pensieri sul tavolo! Se vuoi guadaganre il doppio devi dirlo, se vuoi avere più tempo libero per te e la tua famiglia devi dirlo, e per dirlo si intende a tutti i collaboratori ed ai capi, e così via. Sincerità massima.
  2. Ha dei "disagi interiori" grazie ai quali modificherà le sue opinioni mentre impara
  3. Riesce a superare il rancore ed il risentimento annullando il disaccordo con gli altri

Leggete questi tre principi. Poi rileggeteli e ammettiamolo: quanto è difficile perseguire tutto ciò? Fate un esperimento mentale. Domattina in ufficio provate a dire al vostro collega in quali mansioni lo ritenete un incapace ed un buono a nulla. Poi andate a dirlo a tutti i colleghi e al capo, magari in riunione. Poi, continuate a lavorare in stretta collaborazione con lui superando tutta la guerra che vi farà per questa analisi e mettendovi a disposizione totale delle critiche altrui.  Naturlamente è solo un  esempio, ma rende l'idea.

"Molti dei miei principi si occupano di come fare queste cose bene, cosa che non è facile perché la maggior parte della gente non ha imparato a funzionare in questo modo naturalmente. In un primo momento è scomodo, specialmente quando si tratta di esprimere una radicale verità e trasparenza sulle debolezze delle persone. Mentre questa cosa non è per tutti, abbiamo però scoperto che dopo circa 18 mesi, la maggior parte delle persone non potrà lavorare in nessun altro modo. Questo perchè quando si spostano dalla gravità alla superficie, si comprendono reciprocamente e prendono decisioni migliori - e giungono ad amare il mio metodo"

I grandi predatori come i leoni, gli squali, i lupi sono feroci e pericolosi, ma così come avviene nel regno animale, anche in quello umano occorre ammettere che sono anche quelli più interessanti da studiare.

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