Renzi disperato sulla scuola. I perchè di una sconfitta annunciata

L'unico ministro ad essere rimosso nel passaggio da Renzi a Gentiloni è stato quello della scuola. Renzi dunque si era già reso conto di aver fatto degli errori strategici sulla scuola ed ora si lamenta del mancato consenso da parte dei lavoratori della scuola (che sono centinaia di migliaia).

"Sulla scuola abbiamo messo sette miliardi e mezzo, ma il 97% degli insegnanti ha aderito allo sciopero - ha lamentato il leader PD  - quando succede una cosa simile, qualche domanda uno se la deve fare".

Da queste battute, sembra che Renzi sia in cerca di una risposta. Per quale motivo lui ha messo soldi sulla scuola (e li ha messi), ma non ha, ora, il consenso tra i docenti?

Per rispondere a questa domanda chiave basterebbe fotografare la legislazione scolastica degli ultimi dieci anni: c'è stata una riforma all'anno!

Ora, anche un disturbato mentale dovrebbe capire che se le leggi relative alla scuola cambiano ogni anno, la scuola non ha nemmeno il tempo di fare le modifiche calate dall'alto che subito deve ricominiciare tutto da capo e rovesciare le carte. Che ne sarebbe di una squadra di calcio alla quale cambiano le regole ogni maledetta domenica che scende in campo? Alla scuola è successo questo sotto Berlusconi, sotto Monti, sotto Letta, sotto Renzi e ora anche sotto Gentiloni. Non capire che è questo il problema sarebbe anche di poco conto se riguardasse "solo" quei fenomeni col gessetto che sono gli insegnanti, ma siccome riguarda le giovani generazioni, qualche riflessione in più è necessario farla.

Renzi ha speso soldi pubblici per assumere nuovo personale, ma non ha dato 1 euro in più ai docenti che già lavoravano nella scuola. Quindi, al limite, potrà aspirare al voto di scambio di costoro, ma non al consenso della grande fetta del corpo docente. Ma chi sono questi neoassunti? Si tratta del famoso personale di "potenziamento". In pratica, attorno a Natale del 2015, sono stati immessi in ruolo docenti (che spesso prima facevano il lavoro da precari o erano in condizione di soprannumerarietà) con lo scopo di coprire le supplenze per malattia dei docenti di ruolo o, nella migliore delle ipotesi, per fare dei non meglio precisati "progetti" all'interno della scuola. Di fatto, cosa hanno visto genitori e ragazzi? Nuovo personale che per mesi ha letteralmente bighellonato nelle sale insegnanti senza uno scopo preciso, il più delle volte utilizzando il tempo a disposizione per coprire la malattia di un collega. Ora che sono trascorsi molti mesi, i potenziati si sono mescolati ai colleghi, ma i ruoli non sono chiariti e vengono affidati alla progettualità delle singole scuole in autonomia. Per legge ora tutti gli insegnanti sono dei "potenziatori". E' assolutamente normale - lo dico a titolo di esempio - avere ora personale docente con cattedra in  "diritto" o "filosofia" o "scienze" all'interno di scuole ove non sono nemmeno presenti queste discipline. Cosa ci fa un insegnate di diritto al liceo scientifico? Le solite supplenze, magari l'orario dei colleghi o i progettini vari. E come doveva rispondere il personale che lavora nella scuola di fronte a questa idiozia?

E' evidente che questo modello - e siamo alle solite ... -  è stato copiato e incollato dall'Europa (Gesù santo!). Chi scrive ha avuto la fortuna di svolgere l'incarico di commissario esterno agli esami di stato delle scuole europee (i Baac Laureat) e dunque ha visto con i propri occhi cosa fanno davvero, all'estero, i docenti "potenziatori". Gli insegnanti che noi chiamiamo "potenziatori" nelle scuole europee sono in realtà dei tutor. Ad esempio: se uno studente mostra delle difficoltà, il tutor lo segue nel recupero e per fare ciò conosce vita, morte e miracoli del suddetto allievo e della sua famiglia. Controllano tutto, persino se fanno i compiti, e questo fuori dall'orario di lezione tradizionale. Ovviamente, per fare questo, sono un po' psicologi, cioè esperti nell'affrontare queste situazioni complesse ecc. ecc. Mi dicevano, inoltre, che devono fare tantissime riunioni  e programmare questo tipo di attività di concerto con i colleghi che fanno le lezioni tradizionali. In altre parole, quello che fanno i "potenziatori" all'estero non ha NULLA  a che fare con quello che fanno in Italia. (Hai capito Renzi? Se non hai capito, rileggi).

In secondo luogo, nella legge sulla buona scuola si è datto l'avvio ad una precarizzazione del personale. Prima il personale era "di ruolo", ora questo termine è stato abolito. Un dipendente è semplicemente "a tempo indeterminato". Sembra una questione di lana caprina, ma invece è fondamentale per la vita di un insegnante. Questo perchè la scuola non è un datore di lavoro come un altro, tipo la Fiat o la Usl. Se uno lavora per la Fiat o per la Usl, infatti, e ci sono problemi occupazionali, sa che potrebbe essere trasferito... ma sa anche DOVE potrà essere trasferito. Nella scuola di oggi, almeno in astratto, se non ci sono abbastanza iscritti, uno può essere scaraventato in lungo e in largo per la provincia o per la regione o per lo Stato e, qualora tra qualche anno la sua scuola d'origine tornasse ai numeri di un tempo, egli non ha più alcun diritto a tornarvici. Si potrebbe dire: "e chissenefrega? con la fame di lavoro che c'è in giro, prendere o lasciare..." Già, peccato che prima non era così e che questa sia stata una scelta politica, cioè una scelta  non determinata da assenza di fondi o dal calo demografico. In altre parole ancora, per assumere qualche insegnante "falso potenziatore" in più, si è deciso di abbassare il livello di tutti gli altri. Ed è stata una scelta politica, non determinata da crisi del debito, calo delle nascite, terremoti o inondazioni. I nostri ragazzi hanno sempre più a che fare con personale frustrato da questa situazione e con il serio pericolo di trovare in classe un insegnante ben più preoccupato di non finire a Caniccattì, che di tenere le lezioni con serenità.

Infine, dulcis in fundo, Renzi ha fatto credere all'opinione pubblica che gli insegnanti abbiano avuto soldi in più grazie alle sue manovre. Vincolare un bonus all'acquisto di libri o pc, magari a gente che legge libri da 40 anni e non sa nemmeno più dove metterli, in casa, non è stata un'idea geniale, così come mettere in piedi commissioni su commissioni su commissioni per dare poche centinaia di euro ad un docente magicamente "eletto" come meritevole. Da genitore, io credo di poter dire che invece dei meritevoli, la scuola dovrebbe andare a caccia degli inseganti incapaci, che ci sono e sono pure numerosi. Chi scrive lavora nella scuola da dieci anni. Mai visto un ispettore! Mai nemmeno sentito nominare! Li chiamano solo se ci sono casini, raccolte firme, scandalucci da cronaca locale. Eppure, anche chi batte la fiacca con la compiacenza di studenti e genitori meriterebbe di essere individuato e riportato dentro i binari della giusta didattica (o licenziato). Ma non avviene mai niente di tutto questo, nisba! Per i renziani serviva a tutti i costi cercare il meritevole sul quale una commissione ha l'ultima parola. Come se non esistessero parametri oggettivi, tra l'altro, per misurare il merito.

E mentre l'opinione pubblica non-docente rimane convinta che gli insegnanti siano stati coperti di bonus e soldi, lo stipendio del teatcher italiano rimane il più basso d'Europa, inferiore a qualsiasi operaio specializzato. Come sia possibile che poi arrivino in questo mercato delle eccellenze (sottopagate) rimane un mistero.

Renzi comunque si consoli, anche se non dovesse vincere le politiche nel 2018 è pieno di partiti diversamente pentastellati, o celoduristi, o tajanisti a spiegarci che la scuola va riformata, costi quel che costi,  anche se fosse la settecentesima volta che accade dall'Unità d'Italia.

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