Borse mondiali nella terra di nessuno

Chi pensa di poter prevedere l'andamento futuro della Borsa è semplicemente un pazzo, come ripetuto tante volte. Solo chi ha capitali tali da muovere i mercati o il board delle banche centrali in fase di annuncio può permettersi qualche previsione, e comunque nel breve periodo; tutti gli altri devono starsene zitti.

Limitandoci alle cose che sappiamo, però, si possono comunque fare delle considerazioni, utili sia per l'investitore accorto che per la politica.

E cosa sappiamo?

La volatilità in borsa è bassa.

Non è una previsione ma un dato verificabile da chiunque. Quando la volatilità è bassa di solito i mercati sono moderatamente ottimisti, ma è una formuletta che non vale quando gli indici sono sui massimi. Detto diversamente, l'ottimismo dovrebbe esserci con alta volatilità e alta direzionalità. Meno, quando abbiamo i prezzi più alti della storia dell'economia e scarsa voltatilià. Lo so, si utilizzano termini tecnici, ma la volatilità registra solo la presenza di compravendite, una bella lotta tra compratori e venditori. Allo stato dell'arte questo non c'è. Sembrerebbe, insomma, che nei mercati siano ora presenti le mani deboli e non le mani forti. Ricordate i prezzi delle case nel 2008? Erano molto alti, ma le compravendite stavano calando. Pur senza sapere assolutamente  se la borsa di oggi seguirà l'immobiliare (di ieri), la situazione è analoga.

In termini di investimento la cosa dunque lascia perplessi. Io direi che il trend è impostato al rialzo, senza dubbio, ma che conviene comprare ora solo a chi sa leggere i grafici, quindi solo a chi sa individuare i  livelli in cui vendere in caso di perdita (stop loss). In altre parole, me ne starei fuori dall'acquisto di fondi e di etf che impegnano i capitali nel lungo periodo. Per investire da cassettista, in queste fasi "strambe", meglio sarebbe aspettare di vedere se i dati macroeconomici dell'economia reale confermeranno tutto questo ottimismo. Se i dati macro (pil, occupazione, acquisti degli uffici) sono stellari, allora il discorso confermerebbe la posizione dei prezzi. Per inciso: io non appartengo a quella scuola per la quale il prezzo dice la verità. Il prezzo dice la verità in termini di speculazione, ma è facilmente manipolabile in questa fase storica di egemonia finanziaria sull'economia (e di egemonia dell'economia sulla politica).

Valute e banche centrali

Il mercato in congestione si accompagna ad una lotta tra dollaro/euro. L'andamento del cambio condiziona le scelte delle banche centrali, Fed e Bce. Se il dollaro recupera  molto e va stabilmente a 1,20 contro l'euro, Draghi dovrà continuare nella sua politica espansiva e rinunciare al tapering (o tenerlo basso). In questo casino, ancora non sappiamo se la Yellen rimarrà in sella alla Fed o se Donald Trump la sostituirà. Siccome la Fed è quella cosa che stampa i dollaroni, direi che è una questione non proprio di poco conto.

Il trend di oggi fa paura rispetto ai trend storici della Borsa

Nel mondo variegato degli investimenti c'è chi pensa che uno storno sia salutare. Perchè? Bè, diciamo che una cosa del genere non l'aveva mai vista nessuno, neanche i trader più scafati e di lungo corso.

In soldoni, le borse di tutto il mondo occidentale nel 2000 valevano 60mila miliardi, poi ci fu il crollo della crisi 2008 e nel 2009 il loro valore si era all'incirca dimezzato a 30mila. Oggi, a meno di dieci anni di distanza, le borse valgono 88mila milardi (+20mila solo negli ultimi 2 anni). Eppure tutti quanti noi vediamo che l'economia non è cresciuta così tanto. Molti analisti sostengono che questa crescita è taroccata dalla finanza e dalle politiche espansive delle banche centrali. Sono d'accordo, ma solo parzialmente poichè questa crescita pazzesca dei corsi azionari è dovuta infatti anche al fatto che la fiananza, con le tasce piene di soldi grazie a fed e bce, ha investito molto su alcuni assets azionari, specialmente su quelli dei comparti tecnologici, da apple a google ad amazon. Se la crescita di questi settori nei prossimi mesi non dovesse rivelarsi all'altezza del denaro sborsato dai finanziaeri ... bè, aspettarsi un tracollo grande come una montagna sarebbe assolutamente legittimo.

Gli hedge fund, inoltre, e come già scritto nella nostra rubrica, sono ribassisti sul mercato italiano, in particolare bancario ed assicurativo.

Politica

Un ulteriore elemento da considerare è l'instabilità politica, che in Europa sembrava essersi risolta con l'elezione di Macron. Invece c'hanno pensato i vicini di casa di Barcellona a rendere il quadro di nuovo dai contorni poco definiti. E le borse non amano l'instabilità

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