Foglietto di istruzioni per individuare le Fallacie neoliberiste

Solitamente si ritiene che la dittatura della finanza e delle multinazionali sia determinata dalla "cattiveria" della classe dei finanzieri e degli industriali, o dall'atteggiamento cospirativo di un comitato d'affari che si muove in stile Spectre. Come in tutte le storie che vengono raccontate, anche in queste, qualcosa di assolutamente vero c'è. Tuttavia, chi fa affari - oggi come ieri - persegue in modo tecnico il proprio vantaggio individuale. Secondo qualcuno ciò è esecrabile, mentre per altri ciò produce benefici che alla lunga riguarderanno tutti. Dunque, la questione è interessante, ma molto controversa. Senza dubbio può esserci anche della buonafede nel perseguire vantaggi individualistici, e dunque potrebbe non esserci poi tutta questa malvagità.

Quel che invece non è affatto controverso, ma provato, è che giornalisti, i media in generale e, soprattutto, gli economisti ed i politici liberisti utilizzano la comunicazione attraverso modalità scorrette. Scorrette sia dal punto di vista formale che di contenuto. Quando una argomentazione è portata avanti in modo ingannevole, in filosofia, viene chiamata fallacia.

Aristotele, nel suo brillante tentativo di confutare i colleghi della scuola sofistica dentro la Città di Atene, mise in ordine queste argomentazioni in appositi elenchi, chiamati appunto Elenchi sofistici. Al termine del suo lavoro, il filosofo greco individuò una lunga serie di argomenti ingannevoli, una ventina circa, distinti in virtù di parametri come l'ambiguità, l'accento, ecc ecc. Il lavoro è talmento lungo e complesso che è davvero duro da mandar giù a memoria.  Dopo Aristotele arrrivarono i logici stoici e quelli medievali a proseguire il lavoro, e tutt'oggi non mancano i logici che si occupano di logica formale e delle fallacie.

Siccome abbiamo detto che le fallacie o argomenti ingannevoli sono a decine, occorre individuare quelli più utilizzati dai media e da certi economisti, in modo tale da saperne smascherare le strutture.

Nel dibattito europeo sull'euro, ad esempio, si sentono ripetere come un mantra tutta una serie di affermazioni, come ad esempio che "non ci sono le risorse, cioè non ci sono i soldi per fare questo o quello"

  1. Questa argomentazione è una fallacia, cioè un'argomentazione non valida perchè ingannevole. L'inganno consiste nel dare per scontato che il termine "soldi" (o il termine "denaro" o il termine "euro") sia un termine che indica la stessa cosa che indicava 45 anni fa. Fino a 45 anni or sono, infatti, il denaro indicava un bene materiale caratterizzato dalla scarsità. Eccezioni a parte, in linea di massima il denaro nel mondo antico e fino al 1971 era un bene reale scarso, tant'è che le monete contenevano un metallo prezioso in percentuale, soprattutto argento, e che ve n'era una quantità limitata nel mondo. Anche quando si arrivò a coniare monete caratterizzate da metalli comuni, esse per legge dovevano portare alla convertibilità fissa con i metalli preziosi. Le banche dovevano dimostrare di avere una determinata quantità d'oro a copertura delle monete o delle banconote custodite nei conti. Semplifico molto per chiarezza espositiva e mi scuso se non sono preciso, ma in pratica stiamo parlando di questo. Oggi, che non vi è più denaro circolante contenente metallo prezioso, e cioè scarso, nè vi è più l'obbligo di una convertibiltà fissa in oro, i soldi sono una pura invenzione contabile e come tale illimitati. Che poi gli enti preposti non creino denaro o decidano loro come e quando, questo è un alto discorso, ma ciò che conta è che oggi i soldi non indicano più un bene scarso. Sostenere che non "ci sono i soldi" o che "i soldi sono finiti" è un po' come - per analogia - sostenere che una ditta che costruisce strade ha finito i chilometri. Questo tipo di fallacia è una fallacia che Aristotele chiamerebbe di ambiguità e chi la usa gioca sull'equivocità o sulla vaghezza dei termini usati nell'argomentazione.
  2. Altro tipo di fallacia utilizzata dagli economisti neoliberisti è l'argomentazione ad personam, cioè l'utilizzo di una argomentazione che mira a screditare una tesi attaccando non il contenuto della tesi, ma l'interlocutore. Se io dico che rubare è sbagliato e voi mi rispondete che avete saputo che io in passato sono stato condannato per furto, ciò non significa affatto che il contentuo della mia tesi (rubare è sbagliato) sia errato. Potrebbe anche esserlo, ma non certo per il fatto che sono un ladro. In economia, in Italia, tra coloro i quali in questi ultimissimi anni si sono attivati per criticare l'eurozona e il suo sistema monetario, ci  sono diversi attivisti che vengono dal mondo del diritto, della giurisprudenza, oppure economisti che lavorano in Università piccole, oppure laureati in economia che non vengono dal mondo accademico. Quando costoro espongono una tesi in televisione, sui social media, o negli articoli di giornale, i loro avversari usano sovente contestarli affermando che non sono economisti perchè avvocati, o che sono economisti poco qualificati perchè insegnano in università minori, o perchè non sono laureati in economia. Sono cioè attacchi alla persona e non alla bontà o meno delle loro analisi economiche.
  3. la fallacia di composizione. Si tratta di una fallacia anch'essa linguistica, il cui scopo è di smontare una supposta tesi avversaria attraverso l'inferenza logica di tipo sillogistico. ad esempio: la Juventus vince le partite. La Juventus è composta di giocatori che militano in nazionale. Duque (inferenza), La Juventus vince le partite perchè è composta da giocatori della nazionale. In cosa consiste l'errore? Nel ritenere che ciò che vale per un oggetto (la qualità di un oggetto) valga anche per gli elementi che lo compongono. Altro esempio: il bosco è fitto. Nel bosco ci sono le betulle. Il bosco è fitto perchè ci sono le betulle. Per i puristi del sillogismo aristotelico, diremo che in questi argomenti il termine mediocompare non solo nelle premesse, ma anche nella conclusione, in tale circostanza casca tutta la correttezza formale del discorso. Nell'economista Keynes c'è un capitolo molto importante dedicato a questa fallacia, piuttosto comune in economia. In brevissima sintesi, questa argomentazione anche in economia è errata perchè porta a considerare ciò che è valido per l'individuo come qualcosa di valido anche per un corpo sociale, o, meglio per un dato aggregato. I neoliberisti, di solito, rispondono dicendo che la società non esiste, le nazioni non esistono ecc ecc, in quanto enti astratti, mentre esistono solo gli inidividui. Il che sarebbe come dire che non esiste neanche l'altro individuo oltre noi, ma solo noi stessi. O come sostenere che le istituzioni non esistono perchè sono astratte. Sarebbe un po' come sostenere che se fai una rapina e la polizia ti arresta e poi il tribunale ti condanna, non ti arresta la polizia e non ti giudica la magistratura, ma il signor Mario, travestito per carnevale da poliziotto e a giudicarti è il Signor Gigi, per l'occasione mascherato da giudice. Insomma, si sentono le unghie dei neoliberisti grattare sugli specchi da far venire i brividi. Com'è noto, la portabandiera dell'austerità in Europa è una politica tedesca, di nome Angela Merkel. Qualche anno fa ebbe a pronunciare l'infelice frase: "la casalinga sveva (da noi avrebbe detto, "di Voghera") lo sa bene che non si può vivere al di sopra dei popri mezzi". Il che è verissimo per l'individuo, ma non per uno Stato che deve erogare servizi, redistribuire ricchezza, difendere i cittadini, ecc ecc e questo lo può fare solo perchè spende. Se non spendesse non lo potrebbe fare e gli unici mezzi che ha per farlo deve "autoprodurli", non è che c'è un datore di lavoro che glieli dispensa in cambio di lavoro. Insomma, considerare la casalinga come uno Stato è una fallacia grande come una casa e nememno il più stupido dei sofisti sarebbe riuscito ad immaginare una corbelleria più grande.

Ovviamente fallacie ed inganni propagandistici sono ben più di tre e talmente numerosi da rendere impossibile farne un riassunto in questa sede. In alcuni casi si usa il senso di colpa, ad esempio, per farci credere di essere indebitati, quando invece è ovvio che al debito di qualcuno nella società corrisponde sempre il credito di qualcuno, nella società. Oppure i peggiori mistificatori utilizzano grafici da loro accuratamente scelti in base a cosa mettere sulle ascisse e cosa sulle ordinate. Come se un grafico potesse contenere tutte le variabili economiche in grado di rendere un'idea d'insieme e come se i grafici non fossero estrapolazioni di cosa ci fa più comodo mostrare.

Nonostante in questa sede io abbia sviluppato il problema in modo assolutamente parziale, credo di averne almeno reso l'idea.

4 Commenti

  1. Perchè lo stato esige le tasse? Se sono illimitati(i soldi) perchè non li distribuisce ai suoi cittadini?
    ….”ad esempio, per farci credere di essere indebitati, quando invece è ovvio che al debito di qualcuno nella società corrisponde sempre il credito di qualcuno, nella società.”
    Allora facciamo debiti all’infinito?
    Non arriva mai il momento in cui il creditore vorra’ essere ripagato?
    Grazie, Fabio

    • osservazioni leggittime, ma è troppo lunga per replicare qui. offro solo 4 spunti di riflessione: 1) se non tassa, lo stato non può imporre la sua moneta. la moneta viene riconosciuta perchè viene anche chiesta indietro (in parte) come tasse, in caso di assenza di tasse i cittadini potrebbero convenire di usare un’altra moneta, magari straniera… 2)le tasse sono anche un modo per ridistribuire ricchezza, cioè hanno una funzione sociale 3) lo stato non stampa materialmente soldi, ma deve fare tutto un giro per il sistema bancario per via del credito ai privati. cioè le obbligazioni servono per regolare il tasso d’interesse interbancario. 4) se unp stato stamapsse in modo sregolato quella moneta non sarebbe più credibile. deve creare moenta in modo credibile, cioè tendno conto della capaictà produttiva di quello stesso paese

      • Riassumendo: la moneta di un paese ha ( o dovrebbe avere) come sottostante la produzione e la ricchezza del paese stesso. Se questo è, la ”produzione di moneta” deve essere ben circoscritta per non spostare ricchezza da chi ha un conto corrente a chi stampa e distribuisce a chi piu’ gli conviene.
        Grazie per l’attenzione, Fabio

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