Putin e Arabia Saudita, tra cinismo commerciale e geopolitica (quella vera)

In queste ore circola tra i siti più specializzati della blogosfera (ma per questo meno noti) una notizia che potrebbe rivelarsi un'autentica bomba: i sauditi vendono copiose quote della loro maggior società petrolifera, Aramco, e i russi sarebbero pronti a papparsela. La news de paura è comparsa sommessamente tra le righe di ZeroHedge, sito americano calderone di notizie finanziarie antisistema, e sull'italianissimo deshgold del trader in materie prime Roy Reale. Per la verità della quotazione in borsa di Aramco ne avevano parlato in tanti nel corso del 2017, dal blasonato bloomberg al giornalista investigativo Paolo Barnard, ma nessuno finora aveva tirato in ballo Putin e la Russia. Perchè dovrebbe essere una notizia bomba?

Cominciamo col dire che se la volontà dei russi di comprarsi Aramco fosse confermata, troverebbero facile spiegazione tante cose strane che stanno accadendo in queste ore, mentre gli europei sono nelle solite faccende affaccendati, non ultima la zuffa sulla questione catalana, importante in termini geopolitici come i capezzoli di Vladimir Luxuria nell'industria del porno.

Aramco, direi riprendendo una nota pubblicità, "è differente...". Stiamo infatti parlando di Saudi Aramco, la compagnia di bandiera attorno alla quale si reggono le sorti del medioriente da mezzo secolo a questa parte, il business del petrolio per eccellenza, la materia prima per la quale si sono scannate milioni di persone e per la quale la fanatica tribù  wahabita ha potuto spadroneggiare nel mondo arabo. Come diceva Paolo Barnard qualche tempo fa, il vantaggio del greggio saudita su quelli venezuelano, nigeriano, russo, americano ecc. ecc. è che "è praticamente già benzina, basta dare un calcio a una roccia in quel Paese di regnanti psicopatici – finanziatori ieri di Bin Laden, oggi dell’ISIS, mozzatori di teste e torturatori di donne – che dal sottosuolo ti esce praticamente benzina GIA’ PRONTA".

Dunque, come si intuisce, la partita è enorme e attorno ad essa gira il futuro prossimo venturo del controllo del medioriente.  Non solo del medioriente. Nonostante le tirate su energie alternative, rinnovabili, ecc. sfido chiunque a muovere i trattori con l'eolico, a sostituire le plastiche ed i fertilizzanti nel giro di pochi anni, senza il petrolio. Quindi stiamo parlando del controllo del mondo, in realtà. E gli Stati Uniti lo sanno benissimo, visto che tengono d'occhio il petrolio saudita da sempre grazie ad Israele, che fa da cane da guardia e fa finta di litigare con gli arabi ricchi, i sauditi appunto.

Lo staff di deshgold propone un riassunto storico della vicenda: "dopo anni di vani e dispendiosi tentativi, gli sforzi dell'americana Standard Oil vennero premiati: la prima goccia di petrolio delle aride terre saudite veniva estratta, incrementando enormemente il peso che quella penisola posta fra Mar Rosso e Golfo Persico avrebbe giocato, da quel punto in avanti, sullo scacchiere mondiale. La Storia, per l’Arabia Saudita, prese l’aspetto di una lunga, tranquilla discesa. L’alleanza fra Stati Uniti e famiglia reale saudita, anche per mezzo della Standard Oil, fu cosa naturale: venne sugellata dall’apertura dell’Arabic American Oil Corporation – oggi ARAMCO – che a partire dal 1944 cominciò ad operare in esclusiva sul territorio nazionale saudita"

Poi è venuta la crisi petrolifera degli anni Settanta e la protezione politico-militare dell'America all'alleato commerciale saudita. Ora i sauditi sono in profonda crisi politica e vogliono vendere, anche se nessuno al mondo sa quanto può valere un colosso del genere. Nessuno ha le risorse per incamerarsela, nemmeno gli americani, se è vero che la quotazione alla borsa di New York è in forse, mentre fino a qualche tempo fa pareva scontata. I russi nemmeno hanno le risorse, ma - questa la mia ipotesi - potrebbero mettere in piedi un'alleanza con i brics e la Cina, approfittando anche della progressiva perdita d'importanza del dollaro.

In quest'ottica si spiegano tante cose, come dicevamo, che stanno accadendo con impressionante progressività:

  • gli americani dicono che al baghdadi è vivo e mettono in circolazione un discorso di 45 minuti del capo dell'Isis, ma non datato... come dire ai russi: non è vero che l'avevate ucciso a maggio e ci tocca intervenire in Siria...
  • l'Arabia Saudita concede alle donne il diritto a guidare l'automobile. Come a dire: stiamo cambiando, non siamo più dei bruti, siamo in linea con il progresso ed i diritti civili
  • venerdì 6 ottobre il Re saudita Salman si recherà a Mosca per incontrare il capo del governo russo e braccio destro di Putin, Medvedev

Mi sembrano segnali molto forti e anche molto evidenti della rivoluzione geopolitica in atto.

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