Renzi la sa. Ma è suonata la campanella e la risposta non vale

Una cosa è certa, a noi italiani non manca il senso dell'umorismo! In queste ore, ad esempio, stiamo affondando Matteo Renzi proprio quell'unica volta che ha ragione da quando è stato partorito, cioè nel suo attacco ai culoni europeisti di Bankitalia.

Le immagini registrate che vengono dai telefonini di occasionali passeggeri testimoniano che il viaggio del segretario del PD in treno non sta andando affatto bene. Fischi e insulti dai passanti sui binari, oggi l'ex premier è stato addirittura costretto a litigare con una signora ed il video di youreporter sta facendo il giro del web. Insomma, questa propaganda di Renzi via treno rischia di diventare un boomerang, con fischi e schiamazzi che si aggiungono ad ogni tappa. Ci manca solo il lancio delle monetine in stile Craxi 1993 ed il gioco è fatto a favore del centrodestra.

Com'è potuto succedere? Ora, possiamo pensare tutto ciò che si vuole, ma se qualcuno crede che ciò stia succedendo perchè il toscano ha perso il referendum nel 2016 è meglio che si legga un Saverio Tommasi qualsiasi e che, grillescamente, "esca da questo blog". Nell'italia delle partite iva e dei pensionati, anche il  vergognoso jobs act non ha demolito il pd come sarebbe potuto accadere 30 anni fa. Dunque, c'è ben altro.

In primo luogo, i cosidetti poteri forti (Ue, multinazionali, banche centrali) hanno capito che il centro destra non li metterà più in discussione, come era avvenuto invece nel 2011, quando cominciarono a vendere i btp italiani per far salire lo spread e a shortare i titoli di casa Berlusconi fino a farli crollare in Borsa. Quindi per i poteri forti Silvio Matusalemme può anche tornare a governare, tanto loro non verranno toccati. Tutte le manfrine di queste ore di Berlu sulla doppia moneta vanno in questa direzione, anche se la doppia moneta tecnicamente funzionerebbe. Lui la spiega in giro per tranquillizzare i tedeschi e non certo mettere in discussione i trattati. In cambio, potrà ricollocare nelle stanze dei bottoni lo stormo di anatre che abbiamo già visto starnazzare nel 2008 dentro i ministeri.

In secondo luogo, Renzi ha provato l'ultima carta dell'attacco a Ignazio Visco, nella speranza di intercettare il mare magnum dei delusi del sistema bancario, ma lo ha fatto a tempo scaduto, a frittata fatta, a latte versato. Ora - come ha mirabilmente spiegato Carlo Freccero - " i grandi giornali e le istituzioni hanno voltato le spalle a Renzi. Il prodotto è esaurito e ne cercheranno un altro".

Nonostante Renzi sia stato per tutti noi "la Troika mascherata in Italia", su Visco e su bankitalia ha ragione da vendere, ed anzi, è stato anche troppo buono. Dunque, come ho già scritto tante volte da questa cloaca che è il web, per me se un torturatore  mi dice che fuori piove e riscontro che in effetti fuori piove, il torturatore ha ragione e mi ha informato bene.

E Renzi su Bankitalia ha ragione e meglio sarebbe stato sostenerlo, almeno nella controinformazione internettiana, invece che scatenarsi inutilmente a deriderlo sospettando chissà quale mossa "alla Kissinger".

Ma devo anche farvi l'elenco? Montepaschi, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Carife, Marche, Caricheti, Carim, Caricesena e prossimamente, forse, Popolare di Bari e Carige... non vi suggeriscono nulla?

E no, Ignazio Visco, già allievo del grandissimo Federico Caffè, sa benissimo come funziona, non è affatto un incompetente, ma è controllato dall'Eurotower di Francoforte, non da Roma.

Nel sito dell'economista Bagnai ho letto le uniche parole decenti dedicate finora all'argomento. Data la precisione delle stesse, conviene riportarle per intero:

"Forse la causa di tante "sviste" ad opera degli organismi di controllo esterni ed interni alle banche italiane era imputabile non all'umana pochezza ma ad un’altra causa: ad un vincolo esterno. Più precisamente a un chiaro ed inequivocabile ordine di scuderia emanato da Leuropa. Un ordine al quale tutti, ma proprio tutti, dai vertici BCE fin al più passivo sindaco e revisore della più piccola banca territoriale de Laperiferia de Leuropa doveva sottostare: non intralciare l'enorme arbitraggio finanziario reso possibile dal trattato di Maastricht e dall'unione monetaria.

Arbitraggio? Sì, arbitraggio: così si chiama prendere a prestito nel nucleo e prestare con spread ai mal-investitori della periferia senza subire rischi di cambio e senza alcun controllo sui movimenti dei capitali. Una colossale macchina da soldi, la cui già enorme potenza era ulteriormente amplificata dal mercato dei derivati, grazie al quale si diluivano i rischi di credito nell'oceano degli ignari e polverizzati investitori globali".

Detto diversamente, la Banca d'italia non ha vigilato perchè non era nelle condizioni di farlo. Il tentativo di Renzi, maldestro e fuori tempo massimo, odioso quanto si vuole nella sua ipocrisia, almeno andava nella direzione giusta: quella del controllo su un organismo  troppo strategico per essere indipendente dalla politica nazionale. Che si siano messi decisamente e risolutamente di traverso a Renzi i vari Mattarella, Gentiloni e Napolitano è il miglior segnale per distinguere il torto dalla ragione.

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