Speciale Pensioni: Tito Boeri non sa dov’è Francoforte

(O fa finta...) In questa analisi, Mauro Ammaniti compara i conti dell'Inps sventolati con drammatica flemma dal bocconiano Tito Boeri, presidente dell'Inps, con quelli del quantitative easing di Francoforte.

di Mauro Ammaniti

Oggi, la BCE ha annunciato che ridurrà gli acquisti di titoli di Stato da 60 miliardi di euro al mese a 40, forse 30. Inevitabilmente, alla lunga, tornerà la tensione sui mercati, pagheremo maggiori interessi sul debito pubblico e quando, si prevede alla fine del 2018, gli acquisti di titoli saranno azzerati - scusate la volgarità - capirete dove potrete mettervela l'autonomia regionale.

Intanto, il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, dichiara che l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni <<è una bellissima notizia>>. Se l'età pensionabile non venisse adeguata all'aspettativa di vita, come stabilito dalla legge Fornero, l'Inps, spiega Boeri, pagherebbe 141 miliardi in più dal 2021 al 2040. Vale a dire, 7 miliardi in più all'anno. Capito, 7 miliardi ogni anno, ecco perché ci tocca lavorare fino a 67 anni ed anche di più, perché l'aspettativa di vita, grazie ai progressi della ricerca scientifica, è destinata a crescere. Mentre l'Inps considera una sciagura aumentare di 7 miliardi le sue uscite annuali, la Bce continuerà allegramente ad emetterne almeno 30 per ognuno dei prossimi 12 mesi. Sapete a quanto ammontano ora gli attivi nel bilancio della Bce? Quattro trilioni di euro, ossia 4.000 miliardi. Attivi accumulati creando moneta al computer e prestandola a chi poi, a sua volta, la presterà allo Stato o acquistando titoli dai creditori dello stesso Stato. Ed il muratore di 66 anni deve arrampicarsi sulle palizzate.

Mi è stato detto: ma la Bce il denaro lo presta, quindi le verrà restituito. Già. E quando le verrà restituito sarà distrutto (come avviene sempre quando un prestito è rimborsato ad una banca), cioè tolto dalla circolazione, dall'economia reale. Mentre, se allo Stato ed attraverso questo all'Inps venissero dati 7 miliardi di più all'anno, si andrebbe in pensione prima e ci sarebbero più soldi in circolazione, con beneficio per tutti. Infatti, poiché questo denaro non verrebbe distrutto ad una certa scadenza, farebbe crescere i consumi e con questi gli investimenti, le assunzioni, quindi anche i contributi versati all'Inps. E la previsione di Boeri sui 141 miliardi andrebbe a farsi benedire. Ma in Eurozona non si può fare perché lo vietano i trattati. Che non sia mai che i governi abbiano a loro disposizione il denaro di cui necessitano.

I politici però mangiano, sprecano..., e poi arriva l'inflazione. Ricordatevi solo che chi vi racconta tutte queste balle se ne sta dietro una cattedra o una scrivania, ha diversi incarichi, è lautamente ricompensato e potrà lavorare anche fino a 90 anni. Nei cantieri, davanti ad una pressa, a torturarsi gli occhi stanchi scrivendo al computer, invece, ci andate voi. Tanti auguri.

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