Chi fa trading sui Bitcoin è furbo. Chi “crede” nei Bitcoin, è un cretino

Da qualche tempo si è sviluppata la convinzione che il Bitcoin sarà la moneta del nostro futuro, perchè non ha un centro regolatore, cioè una banca centrale. In altri termini, i tanti convinti fans del Bitcoin sostengono che il futuro della moneta sarà per forza privo di un regolatore centrale perchè questa tecnologia funziona così ed è la tecnologia del futuro, talmente comoda e "scientifica" da rendere ineluttabile la sua implementazione e diffusione. A corroborare questa tesi, i convinti fautori del Bitcoin sciorinano i mega-risultati della criptovaluta, che sono sotto gli occhi di tutti. In effetti, il bitocoin è un asset che in pochissimi anni ha registrato crescite vertiginose, e le poche pause che fa al ribasso, sono ghiotte occasioni di acquisto. Il Bitcoin solo un anno fa valeva 700 euro ed oggi ne vale più di 7.000. Per chi c'ha investito tanti soldi, una vera e propria scorpaccaita di quattrini.

Questa enorme forza del bitcoin, che registra percentuali da capogiro ogni mese che passa, ingenera però un'enorme confusione nelle persone. Un conto, infatti, è che la speculazione stia riversando grossi capitali nel bitcoin per fare soldi; un'altro, che la criptovaluta inventata da Satoshi Nakamoto diventi un giorno la valuta mondiale. Affinchè una moneta diventi 'mondiale', occorre che i decisori politici facciano questo "salto" volontariamente e tutti assieme. Senza di loro è impossibile che ciò avvenga, e col piffero che avverrà. Potremo avere un FEDCOIN, o un BCE-COIN, ma non avremo una moneta priva di regolatori. Una moneta priva di regolatori l'abbiamo già avuta nel mondo antico e medievale e l'abbiamo abbandonata proprio perchè inefficace. Perchè mai dovremo tornare indietro? Gli Stati organizzano le proprie strategie e ridistribuiscono ricchezza solo perchè hanno la sovranità monetaria, ma perchè mai dovrebbero suicidarsi lasciandola ai computer?

Visto che sui blog tutti giocano a chi ce l'ha più lungo e sparano previsioni ad minchiam, allora lo faccio anch'io e come Amelia, la fattucchiera che amalia di Walt Disney, scommetto che sarà vero proprio l'opposto:

la tecnologia che consente le criptovalute permetterà un MAGGIORE CONTROLLO da parte dei governi grazie alla blockchain. Tutti gli indirizzi dei portafogli elettronici, i wallet,  saranno intercettati dai governi, che grazie ad essi potranno orientare tassazione e strategie economiche. Il fedcoin potrà essere richiesto in tasse, così come l'eventuale Bce-coin.

Alcune fonti, rivelano che queste mappature sono già in essere e francamente mi stupisco di come questo non sia accaduto prima.

Lo ripeto: uno Stato non ha alcun senso se non può controllare la moneta attravero la legislazione. Magari non lo fa perchè succube di altri poteri, come nel caso italiano o greco. Magari delega questo potere  a multinazionali per motivi speculativi, ma è una cosa sempre "temporanea".

Non scordiamoci mai che le cripto, nella loro fase iniziale, sono cresciute grazie all'afflusso di capitali di origine illecita o dubbia, ma chi ha pensato che, per questo, la tecnologia avrebbe garantito l'anonimato per sempre è uno scemo.

Nessuno sa dove potrà arrivare il bitcoin, come cambio con dollaro o euro. Questo non è prevedibile. Io sparo un 14mila contro euro, così tanto per misurarmi con l'ordine del tempo che passerà da oggi alla regolamentazione definitiva. Ma dovrà esserci una regolamentazione. In caso contrario saremo al caos, vivremo in un mondo stile Colombia ai tempi di Pablo Escobar. Con le tensioni geopolitiche che ci sono in giro le grandi potenze mondiali non se lo possono permettere.

Con la prossima fase le cripto saranno tracciate e, con la mappatura, anche la speculazione tornerà da dove è venuta, cercando di riversarsi su altri asset, come l'oro.

1 Commento

  1. Dico la mia avendo letto abbastanza sull’argomento. Molto probabilmente il bitcoin non diventerà la moneta del futuro ma non per questo va sottovalutato.

    E’ giusto a mio parere valutare il fenomeno da un punto di vista globale e non solamente occidentale. 40% della popolazione mondiale non ha accesso a un conto corrente o al sistema finanziario a cui può accedere un occidentale (prestiti, depositi ma anche investimenti).
    Un buon esempio è M-pesa un sistema di pagamento nato in Kenya nel 2007 che permetteva di effettuare pagamenti tramite minuti telefonici (ti do 3 minuti e tu mi dai le uova), nel 2015 il totale delle transazioni effettuate tramite M-pesa era 28 miliardi di dollari. Circa il 40% del PIL del kenya. M-pesa non usa nemmeno la blockchain, il suo successo viene attribuito al fatto che ha creato liquidità e pagamento tramite cellulare.
    Altri luoghi dove i bitcoin o altre crypto possono brillare sono i paesi come lo Zimbabwe dove l’iper-inflazione ha portato a stampare banconote di carta da miliardi di dollari (dollari dello Zimbabwe ovviamente), si era arrivati a stampare talmente tanti soldi che bisognava usare sacchi o carriole per fare pagamenti, nel 2009 le valuta valeva talmente poco che è stata abbandonata. Citando wikipedia “il valore della moneta si dimmezzava ogni 24 ore”.
    Il bitcoin è deflazionario per come è stato creato, per cui è sicuramente un metodo di pagamanto più affidabile in paesi dove la moneta è suscettibile a iper-inflazione (e non deve essere portato in giro su una carriola).
    In questi paesi un ragazzino di 15 anni può usare il suo smartphone per fare o ricevere pagamenti sicuri e immediati, ma sopratutto può connettersi al sistema finanziario globale in un modo che non è ancora possibile in molti paesi. Esempio estremo: se c’è una crisi umanitaria nella sua città/paese può chiedere donazioni online per la sua comunità e riceverne da tutto il mondo in poche ore.
    Sicuramente le cripto non sostituiranno le monete nazionali, ma è un mercato destinato a continuare a crescere. Sopratutto perché ci sono cripto come ethereum che non sono solo una valuta di scambio. Ethereum può potenzialmente diventare un fornitore di servizi tramite smart contract e altri protocolli realizzabili sulla blockchain.

    La domanda secondo me non è se le cripto conquisteranno il mondo, bensì quali cripto si imporranno sulle altre. Ovviamente le regolamentazioni decideranno molto la questione. Ma è anche possibile che le regolamentazioni finiscano solo con uccidere bitcoin per poi creare un nuovo mostro. E’ successo così per napster. Quando è stato sospeso per finalmente fermare lo “scambio di musica online” hanno iniziato a nascere in rete centinaia di alternative, molte addirittura più efficienti.
    A 10 anni da oggi è possibile che bitcoin e ethereum veranno sostituiti da nuove cripto più efficienti. Oppure potranno continuare a rimanere in cima, in quel caso con una capitalizzazione molto più grande.

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