In Ucraina non sono stati abbastanza nazisti. In atto una Maidan 2.0

Piacerebbe dire che la notizia è riportata in tutti i giornali del mondo, come avvenne in pompa magna nell'inverno del 2014, ma per sapere che a Piazza Maidan in Ucraina sono tornate le tende dei ribelli occorre rovistare tra le pieghe della Rete. Non solo, a 820 km da Kiev, nella Repubblica popolare di Lugansk, il centro della capitale è appena stato bloccato da un commando in divisa militare senza segni di riconoscimento (tattica già utilizzata con successo dai russi in Crimea). Gli uomini sono armati con mortai e mitragliatori. È stato anche sbarrato l'ingresso del palazzo del governo e del parlamento. Secondo indiscrezioni il commando dovrebbe essere guidato dall'ex ministro dell'interno (Igor Kornet), che proprio ieri era stato esautorato dal leader della Repubblica, Igor Plotnitskiy. Insomma, una faida interna che però mette ben in evidenza la gravità della situazione in Ucraina.

Ma chi sono i nuovi "occupanti" che stanno protestando all'ombra della Cattedrale di Santa Sofia a Kiev?

Di recente, e con notevole senso dell'umorismo, la trasmissione televisiva Matrix e la rivista online Wall Street Italia scoprono che i cecchini che spararono sui manifestanti di Piazza Maidan nel 2014, erano in realtà al servizio dei rivoltosi filoamericani e filo-Ue. Udite, udite! La stampa mainstream ci svela oggi una cosa che i massimi esperti della Russia, come Giulietto Chiesa, sostengono da anni. Ma vabbè, meglio tardi che mai. La grossa novità di questi giorni è che i nazi sono tornati a Piazza Maidan e che questa volta protestano contro la corruzione di Poroshenko e del gruppo dirigente ucraino. Insomma, il bue che dice cornuto all'asino.

Se non avesse anche risvolti umoristici (una protesta nazista contro i nazisti che fecero la protesta), l'accampamento di Piazza Maidan 2.0 evocherebbbe ben altre tragedie, come quando nell'estate del 1934, le famigerate SS si scagliarono contro le truppe d'assalto naziste (le SA) per ordine dello stesso Hilter che intendeva decapitare lo stato maggiore dei suoi rivali dentro al partito. Presto per dire se questa sarà una Notte dei Lunghi Coltelli, ma quel che sembra lampante è che il progetto europeista di Piazza Maidan sotto ordini americani è completamente fallito. Il Paese è nella miseria, decisamente più di prima, e Poroshenko si sta rivelando per quello che è, un liberista, figura politica che assolutizza le posizioni e non meno tragica di quella nazista.

L'uomo politico che meglio sintetizza questa crisi, però, non è Poroshenko, ma Mikheil Saakashvili, un mito tra i nazisti ucraini, che però è georgiano ed ha le capacità opposte del Re Mida: tutto ciò che tocca si trasforma in merda.

Saakashvili, infatti, ora guida la protesta che abbiamo battezzato Maidan 2.0, ma dal 2003 al 2014 è stato Presidente della Georgia, fino a che un certo Vladimir Putin in Ossezia del Sud non lo ha "spiezzato in due", sia diplomaticamente che militarmente. Poi, divenuto magicamente governatore dell’oblast ucraino di Odessa, è stato spodestato anche da quella poltrona. Ora si è detto pronto a “creare un nuovo governo in Ucraina” e diventare il primo ministro. Se questo "cretinetti" continua così,  l'Ucraina potrebbe seriamente tornare sotto il controllo russo, com'era ai tempi dell'Uss. E qualcuno con cipiglio sarcastico comincerà a maturare il serio dubbio che si tratti di un uomo di Putin.

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