«Profezia» è l’unica profezia di Pasolini che non si è avverata

Soprattutto da quando esiste la Rete, ma anche da prima, la famosa poesia di Pier Paolo Pasolini Profezia, viene citata maramaldescamente per dimostrare che fin dal lontano 1962, il grande poeta e regista italiano aveva previsto l'arrivo in Europa dell'orda di migranti provenienti dall'Africa. In effetti, ad una prima lettura le parole di Pasolini sono sorprendenti, tenuto conto che nei primi anni Sessanta erano ancora gli italiani che migravano all'estero, e non certo i coloni africani. Su ispirazione di un aneddotto del filosofo Jean Paul Sartre, Pasolini iniziava così

Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.

Le conclusioni degli interpreti contemporanei sono dunque ovvie: Pasolini, come al solito, aveva capito tutto. Il terzo mondo sbarcherà nel primo mondo ed egli fu l'unico in tempi non sospetti ad avere questo “fiuto sociologico”.

Anche se questi fatti si sono avverati e si stanno avverando, questa non è però che la forma esteriore della poesia, che è lunga, molto complessa, e non a caso scritta a forma di croce, nel senso che gioca con la lunghezza dei versi ottenendo la forma di una croce. La conclusione, poi, è sorprendente, ed è completamente sbagliata, come profezia. Ve la forniamo per intero, vista la magia che solo la poesia sa regalare, ma se non avete voglia di leggerla tutta, passate direttamente alle conclusioni in fondo, ove chiarisco per quale motivo la profezia di Pasolini sui migranti non si è affatto avverata, e le cause di questo malinteso.

Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci,
asiatici, e di camice americane.
Subito i Calabresi diranno,
come malandrini a malandrini:
"Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!"
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica,
voleranno davanti alle willaye
.

Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie...


... deponendo l'onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l'onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli occhi azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere —
usciranno dal fondo del mare per aggredire — scenderanno
dall'alto del cielo per derubare — e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare ad essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
— distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento...

E' di assoluta evidenza che nelle parole di Pasolini emerge la consapevolezza di un incontro/scontro tra civiltà, e che da questo incontro/scontro si palesa l'antico passato anche del mondo occidentale, che in qualche modo si ritrova e si rispecchia. Non è nemmeno un caso, credo, che la forma della poesia sia quella della croce, indicante sofferenza, ma anche redenzione; patimento, ma anche rivelazione. E la forma della croce (a cui abbiamo rinunciato qui per motivi di format), viene ripetuta tre volte, come la tesi, l'antitesi e la sintesi di hegeliana memoria. Ma gli ultimi versi sono quelli che svelano la speranza di Pasolini: "andranno su come zingari verso nord-ovest con le bandiere di Trotzky al vento".

Pasolini ci dice che la rivoluzione verrà dagli emigrati del terzo mondo che andranno a nord ovest (e dunque in Francia, in Inghilterra, in America) portando il cambiamento. E Pasolini non scelse Lenin, o Gramsci (patriotici), ma Trotzky, cioè l'uomo che aveva teorizzato la rivoluzione globale.

I migranti, invece, si stanno rivelando ancora più consumisti e individualisti di noi. Non mostrano alcuna coscienza di classe, nè quella padronanza del lavoro che - sempre Hegel - intendeva come strumento di emancipazione e di liberazione dei servi. I migranti, in Francia, in Inghilterra o altrove, se fanno una rivolta la fanno per rubare le scorte da un magazzino di tablet. La rivoluzione si sta mostrando non solo lontana, ma ancora per molto tempo "cosa nostra".

HAI DATO UN'OCCHIATA AL MIO LIBRO SU PUTIN? CLICCA QUI SOPRA

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*