Reductio ad Hitlerum di Mladic per ricordare a tutti chi comanda

In questi giorni incrocio le dita perchè a scuola nessuno mi chieda della sentenza di condanna di Ratzko Mladic e della Strage di Srebrenica. Ed è un vero peccato, perchè non c'è niente di più gratificante per un insegnante di storia che sentirsi chiedere lumi su questioni d'attualità legate alla grande storia. In questo caso, però, non me la potrei cavare con un generico "la storia la scrivono i vincitori". Dunque, in bilico tra la versione ufficiale e la verità descritta dalla controinformazione, preferisco non stuzzicare le avidi menti, evitare grane, e parlare di prima Guerra Mondiale che tanto, quella, non passa mai di moda.

La fatica ad accettare la sentenza del Tribunale Penale Internazionale che condanna Mladic all'ergastolo non deriva certo da  "simpatia" per un generale serbo-bosniaco con la faccia da Tyson, e nemmeno da dirette testimonainze che contrastano con quanto stabilito dai giudici. La fatica ad accettare la sentenza deriva da un solo macroscopico motivo: oggi c'è la Rete e non possono più continuare a raccontarci frottole come un tempo. Oggi ci sono documenti accessibili, libri di controinformazione, interviste dei protagonisti che vengono messe online e che possono essere viste e riviste più volte, anche tutti i giorni a tutte le ore. Si possono scaricare sui computer personali i documenti fotografici e farli rimanere nei nostri archivi a tempo indeterminato. Ciò significa forse che tutto deve essere rimesso in discussione e che non ci sono punti storici fermi?

SI, mettetevela via, significa esattamente questo.

Con lo sviluppo tecnolgico, l'aumento della scolarizzazione e l'accesso a documenti una volta solo cartacei e ora anche in file, non è più possibile infinocchiare le masse come ai tempi del Vapore. O, meglio, lo si fa ancora con estrema facilità, ma è sempre più improbabile che qualcuno non si accorga delle menzogne propagandistiche diffuse dai media e dalle istituzioni. L'unica arma ancora molto efficace utilizzata per nascondere la verità è quella di mescolarla ad una miriade di informazioni e di pareri oppposti. Una sorta di bomba mediatica in grado di sepellire le voci singole che si alzano dalla Rete. La sfida del futuro della Controinformazione è quella di superare il bombardamento mediatico soverchiante.

Nel caso di Mladic cosa sappiamo realmente? Poco, pochissimo, quasi nulla. Lo hanno arrestato nel 2011 dopo molti lustri di latitanza. L'accusa più grave, quella di aver perpretato un genocidio - il più grave genocidio della storia europea dopo quelli nazisti - ai danni delle comunità musulmane presenti nella zona di Srebrenica, in Bosnia. Il genocidio sarebbe avvenuto praticamente sotto lo sguardo "distratto" dei soldati dell'Onu presenti nell'area proprio per preservare l'enclave musulmana dalle ingerenze dei serbobosniaci.

Mi stupisce sempre apprendere che l'opinione pubblica, quando pensa a personaggi come Mladic, è persuasa che si tratti di serbi dello Stato serbo, inviati in altre nazioni, quasi come per colonizzarle.

Già per questo malinteso ci sarebbe da piangere dalla rabbia. Il generale Mladic, per quanto bruttino con la sua musagna da cane cinese, non è altro che uno jugoslavo. Nel 1995, dopo la disgregazione del paese, si è trovato a comandare l'esercito dei serbi di Bosnia, e non l'esercito della Serbia. Questo perchè, e so che stupirò tantissimi lettori, i bosniaci sono di origine serba, bosgnacca ed erzegovese. In altri termini, in Bosnia allora come oggi, convinvono diverse etnie, diverse lingue, diverse tradizioni e diverse tradizioni. In altre parole ancora, Mladic era a casa sua nel 1995, non era a capo di un esercito invasore.

Questo esercito, dopo numerose vittorie sul territorio, è stato sconfitto perchè gli avversari sono abilmente riusciti a trovare una sponda fuori dall'ex jugoslavia, sia nell'Onu che nei paesi aderenti alla Nato. Dunque Mladic è un generale che ha perso la guerra. E' un bene che l'abbia persa? Si, no, forse. Dipende da dove siamo nati. Se siamo nati in un quartiere serbo di Sarajevo la cosa ci può dispiacere. Se siamo nati in un quartiere musulmano la cosa ci rende molto felici. Ok, ma che 'azzo c'entrano i reati penali?

Ah, già. Il genocidio  di 8.000 civili musulmani. Per questo massacro, Mladic sarebbe un criminale di guerra. Io però non ho mai visto un criminale che sta compiendo un genocidio che chiama le telecamere di tutte le televisioni, parla con i profughi raccolti a Srebrenica, porta cibo da distribuire, brinda con gli ufficiali dell'Onu e parla con i bambini. Ve lo immaginate Adolf Hitler che piomba in una città polacca portando cibo alle famiglie ebree, chiama fotografi e giornalisti, fa cin cin col Generale Patton e gli mostra come si brucia un semita? Io, francamente no.

Una cosa è accertata dai documenti: l'Onu aveva provveduto a smilitarizzare la zona di Srebrenica, ma faceva finta di non vedere che invece circolavano liberamente, organizzavano e tramavano gruppi di terroristi islamici con l'obiettivo di colpire i civili serbi di Bosnia. Un po' come ha fatto l'Isis in medioriente, i mujaidyn in Afghanistan, ecc ecc. insomma cose che oggi, esclusivamente grazie alla Rete, conosciamo tutti benissimo.

Queste truppe islamiche distruggevano tutti gli abitanti di tutti i piccoli villaggi di religione ortodossa e in modo sistematico. In un libro recente, Srebrenica, come sono andate davvero le cose, sono riportate le immagini fotografiche di quanto stiamo dicendo qui e sono immagini inequivocabili.

La Serbia voleva mantenere l'integrità territoriale dei paesi dell'ex Jugoslavia proprio perchè conscia della presenza di numerose enclave e, soprattutto, perchè la Jugoslavia era l'unica nazione, negli anni Novanta, a non essere soggetta all'Impero americano, da Lisbona a Pechino. Persino la Russia era divenuta una sorta di protettorato di Washington durante l'era  di Boris Eltsin.

La Jugoslavia doveva essere spazzata via per gli americani, e anche  per i tedeschi, che avevano all'epoca tutto l'interesse a crearsi un microcosmo di piccole nazioni sotto il controllo di Bonn prima e di Berlino poi (come la Slovenia).  Come ha scritto in modo chiarificatore l'editore Giuseppe Zambon, "i francesi sostenevano che i serbi andavano schiacciati perchè militaristi, gli americani li accusavano di imperialismo, mentre gli italiani di corruzione. Ogni paese Nato proiettava verso il serbo malvagio i difetti della propria nazionalità".

Alla fine, anche se tutti i militanti dell'ex jugoslavia erano parimenti cattivi e tutti con le loro buone ragioni e interessi etnici, la domanda rimane integra: Mladic è responsabile o no  del massacro di Srebrenica?

La risposta è semplice e disarmante. Non lo sappiamo. Vi sono in quell'area molti cadaveri che potrebbero essere stati uccisi in tempi diversi attraverso guerriglia e scontri a fuoco di vario tipo e soprattutto potrebbero appartenere a qualunque fazione, certamente anche a quella musulmana, ma niente affatto in via esclusiva. Pochi anni or sono, in occasione di elezioni locali, venivano contabilizzate 3.000 persone gà iscritte nelle liste dei morti di Srebrenica.

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