I tassi negativi sono l’inizio della fine

Per quale motivo non consegnate i vostri risparmi a qualcuno che tra un anno ve ne restituirà di meno? Ci arriverebbe anche un idiota: perchè non vi conviene! Eppure, con qualche approssimazione, questo è quello che sta succedendo sul mercato dei titoli di Stato italiani oggi.

Nell'asta odierna dei bond governativi, lo Stato italiano ha venduto btp a due anni per un controvalore di 5 miliardi di euro al tasso di interesse del -0,3 per cento. Si, avete letto bene, gli investitori, istituzionali o retail che siano, oggi PAGANO l'Italia in cambio di una carta con sopra scritto BTP. Ma... a voi sta cosa non fa ridere?

Per alcuni punti di vista la notizia è ottima perchè quando qualcuno tira fuori l'arma-ricatto del debito pubblico d'ora in poi si potrà rispondere che il debito pubblico non è un problema; anzi, in proiezione a fare debiti ci si guadagnerà pure qualcosa , visto che gli investitori sono disposti a perdere soldi pur di prestarli a noi, la VIRTUOSA ITALIA.

Non solo. Chi investe su titoli di stato con rendimento negativo si vede anche addebitare di fatto una commissione per «parcheggiare» la liquidità in questi titoli. E gli Stati per contro non si trovano più a pagare un costo (il tasso di interesse) sulle proprie operazioni di rifinanziamento ma, trovandosi a restituire a scadenza una cifra inferiore a quella raccolta, di fatto ci guadagnano ad indebitarsi.

In passato sono stati soprattutto i Paesi considerati più solidi a beneficiare del “paradosso” dei tassi negativi: la Germania,  i Paesi Bassi, la Finlandia... Oggi a questo “club esclusivo” si è aggiunta anche l'Italia.

Ma voi non la sentite la puzza di bruciato? O sono solo quelli come me che sono incontentabili bastian contrario, a cui non va mai bene niente?

Di sicuro, non c'è niente di bello nei tassi galoppanti che aumentano il debito pubblico a prescindere dalla spesa pubblica, ma quando il rendimento scende sotto lo zero questo significa due cose:

A) manipolazione "buona"

B) fine del risparmio (cattivo)

Il primo caso è noto a tutti, poichè la Banca Centrale Europea compra i titoli erogati dal Tesoro, al fine di abbassare il costo dei mutui e dei prestiti e stimolare così l'economia. Si tratta delle famose misure espansive che hanno in Keynes il primo teorico di qualità.

Il secondo caso è meno noto, ma basta ragionarci un tantino solo. Chiunque parcheggi liquidità in conti deposito, buoni postali, fondi obbligazionari a basso rischio o direttamente  titoli di stato, ci sta rimettendo. Ma scusate... se l'inflazione è all'1,09 per cento e i titoli di Stato rendono il  -0,3 per cento ... che razza di risparmio volete che si possa avere?

Detto diversamente, un conto è usare la leva dei tassi per regolare l'economia e trovare i punti di equilibrio in grado di proteggere la maggior parte dei cittadini; un'altro è fregargli il risparmio.

E questo è proprio quello che succede con i tassi d'interesse sotto lo ZERO, anche se impercettibilmente.

Ah già, ma il problema per Brunetta e altri milioni di nani liberali è il debito pubblico! (piuttosto di  votare questi vado a vivere in un centro sociale coi tossici che puzzano e i cani che odorano di mucido).

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