Igor catturato dagli spagnoli. Se ne vantano gli italiani

Igor il Russo – che però è serbo con cognome di origine ungherese e che si chiama Norbert Feher – è stato catturato in Spagna. La Procura di Bologna e il Ministro degli Interni italiani rilasciano commenti trionfalistici.

Secono il ministro Minniti la cattura sarebbe infatti il frutto di un’attività investigativa che è partita dall’attività di indagine dell’Arma dei carabinieri. Di recente in Spagna c’era stato un reparto del Ros che aveva segnalato alla Guardia Civil il possibile luogo dove si poteva nascondeva Norbert Feher.

Il fatto di cronaca nera ha curiosi implicazioni geopolitiche, che a noi interessano sempre molto. E’ infatti importante capire, al di là della propaganda del Ministro Minniti, per quali motivi il caso di Igor  è sfuggito di mano alle autorità italiane e perchè il nostro modo di rapportarci con “il male” finisce sovente per essere completamente inefficacie e pretestuoso. Questo stesso modo di ragionare ci danneggia ovviamente anche in campo economico e la dice lunga su come noi italiani affrontiamo il male, cioè con gli strumenti deboli e tra loro contraddittori, col relativismo ed il moralismo.

Tra i primi in Rete quando scoppiò il caso proponemmo una provocazione, e senza sapere nulla della biografia del famoso ricercato: “scommettiamo che Igor il Russo non è russo?”, scrivemmo. E infatti, poco dopo si seppe che era un serbo, che non era un militare, e che proveniva dalla ex Jugoslavia. Il travisamento giornalistico dei fatti ha influenzato enormemente le indagini. Basti pensare che per diverso tempo, le ricerche si sono concentrate su Budrio, cittadina del primo omicidio, e sulle pianure acquitrinose circostanti. I giornalisti scrissero che era un esperto di tecniche di sopravvivenza e che poteva nascondersi sott’acqua, respirando con le cannucce e cacciando animali e animaletti. Da qualche parte ricordo di aver letto addirittura i tempi tecnici di una simile soravvivenza. Chi scriveva che Igor poteva vivere all’adiaccio per un mese, chi molto di più. Dopo giorni di appostamenti, immagini dall’elicottero sulla pianura romagnola, ed interviste ai terrorizzati cittadini di Budrio, veniamo ora a sapere che il nostro uomo era in Spagna. Perchè le indagini si sono concentrate sulla Romagna? Semplice, perchè l’opinione pubblica ed i politici, solleticati dalla stampa, sostenevano questo, anche in virtù di qualche imbeccata partita dalla Procura nei primissimi tempi della fuga. In questo Paese si sta portando avanti una forte campagna mediatica contro le fake news. Per quale motivo? Semplice, perchè gran parte dei media italiani hanno la coda di paglia e accusano il nuovo fronte informativo proveniente dalla Rete, dei loro difetti. I giornali italiani sono pieni zeppi di fake news, e si lavano la coscienza imputando ad altri le tendenze lassistiche e sensazionalistiche.

Lo ripetiamo nel caso ci fosse qualche fesso mainstream all’ascolto:

Igor si chiama Igor? No.

E’ russo? No

E’ un militare? No

Si nascondeva in Romagna? No

E allora, di grazia, chi è che scrive fake news? quelli che scrivono per la stampa ufficiale o la controinformazione internettiana?

Lo ripetiamo a scanso di equivoci: se pensate che un bandito si nasconda in Romagna, lo cercherete in Romagna.

L’equivoco di base, cioè che fosse russo, deriva dalla russofobia che permea l’Europa, e da lì sono partiti tutti gli equivoci. Come Putin e come tutti i russi dei film hollywoodiani, Igor doveva essere cattivo e freddo. Un cinico, un cyborg crudele. Si dai, insomma, un russo. Ve lo ricordate “ti spiezzo in due”? Un tipo così, ma nascosto a Bologna e dintorni con la fascia da Rambo attorno alla testa ed in grado di cibarsi di insetti e teste di serpente.

Ma c’è anche un secondo motivo per il quale Igor è sfuggito alle autorità italiane: i carabinieri che lo incrociarono, durante la fuga per il secondo omicidio, non erano nelle condizioni per sparare al ricercato senza rischiare. I militari dunque si limitarono a tenerlo d’occhio aspettando ulteriori rinforzi. Questo quanto emerge dall’annotazione di polizia giudiziaria firmata all’una della stessa notte dai tre militari. Non sono mai state chiarite alla stampa le motivazioni dettagliate di questo “livello di rischio”. E allora con una provocazione lanciamo la nostra ipotesi. Forse, in questo Paese, il diritto non si è sviluppato per risolvere i problemi, ma eslcusivamente per l’autotutela. In Spagna Igor ha venduto cara la cattura, uccidendo 3 uomini.

Ora in Emilia Romagna possono stare tranquilli, ma dovremo avere ancora un forte timore: che la Spagna conceda l’estradizione a Cialtronia.

 

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