Negozi sempre aperti? Non ci vuole più Europa?

Com’è noto, soprattutto a causa del Decreto “Incula Italia” di Mario Monti, in Italia i negozi possono rimanere sempre aperti, non solo le domeniche, ma anche durante le festività tradizionali. Ciò che non è affatto, noto, invece, è che negli altri paesi europei, non è così proprio per niente. Eppoi c’è anche qualche idiota che si permette di scrivere che fuori dalla penisola c’è il liberismo, mentre da noi vige il socialismo. Non c’è nulla di più liberista che consentire al mercato di gestire il cento per cento delle attività commerciali ed infatti questo è il leitmotiv dei responsabili degli outlet e dei centri commerciali quando vengono interpellati dai media sull’argomento: “Teniamo aperto perchè la gente ci viene – dicono – se il mercato lo chiede bisogna garantire l’apertura”. Il che, per inciso, sarebbe come sostenere che va bene vendere metanfetamina in farmacia perchè c’è domanda, che ogni condominio dovrebbe avere una bagascia di professione perchè c’è domanda, o che si possono pescare i ricci di mare perchè c’è domanda.

Tuttavia, in Francia, in Germania, in Austria, in Svizzera, in Olanda, e in moltissimi altri paesi europei (la maggior parte dei paesi europei) le cose non stanno così. Ma prima di fornire una breve sintesi degli orari dei negozi in giro per il mondo chiariamo subito un aspetto: è verissimo che se i negozi rimangono aperti il girono di Natale o il 1 maggio, la gente ci va. Ma questo vale anche per l’Austria, per dire, non è questo il punto. Anche gli austriaci o i francesi andrebbero nei centri commerciali, se questi fossero aperti il giorno di Capodanno. Tuttavia, se fossero chiamati ad esprimersi su questo aspetto della vita sociale, voterebbero per una legge che lo vieta. E no, non è affatto un controsenso. Il meccanismo è simile a quello di un uomo malato e sovrappeso che svuoterebbe il frigorifero se i suoi medici ed i suoi cari non glielo impedissero. Occorre che l’istituzione ponga dei limiti al termine di un percorso di razionalità collettiva, altrimenti anche il furto, lo stupro e gli omicidi sarebbero da legallizzare. Detto diversamente: se il centro commerciale è aperto il giorno di Santo Stefano non c’è nulla di male ad andarci, perchè è una tendenza umana condizionata dalla comodità, ma occorre promuovere una legislazione che lo impedisca per tutelare i lavoratori del comparto commerciale e finalizzare le ore di festa alla convinvialità tra amici e famigliari, al riposo, alla lettura, alla riflessione, alle passeggiata all’aria aperta. Il diritto al riposo specificatamente la domenica lo prevederebbe anche la Costituzione, a ben guardare, laddove garantisce il diritto al culto, ad esempio, ma ovviamente è sport nazionale prendere della Costituzione solo ciò che interessa ai padroni (in questo caso l’art. 36).

Austria: dal lunedì al venerdì orario 06.00 – 21.00, sabato 06.00-18.00, domeniche e vacanze pubbliche chiuso.

Germania: l’organizzazione degli orari di apertura è di competenza dei Länder. Così, anche se c’è la possibilità a livello nazionale dell’apertura 24 ore su 24 dal lunedì al sabato, alcuni  Länder prevedono il limite di 06.00 – 22.00 e altri, il limite di 06.00 – 20.00. La domenica è giorno di chiusura con alcune RARE eccezioni: per panetterie, fiorai, edicole, musei, stazioni ferroviarie, aeroporti, resorts e luoghi di pellegrinaggio. I Regolamenti consentono l’apertura domenicale solo in casi eccezionali.

Francia: non vi è restrizione di orario dal lunedì al sabato. La domenica e festivi i negozi sono chiusi, ma i food possono aprire fino alle 13.00. Per 5 domeniche all’anno, poi,  il sindaco può chiedere un’estensione dell’orario di apertura. Nelle zone turistiche e termali le aperture sono libere. E nelle città con più di 1 milione di abitanti e con forte tendenza al consumo, il prefetto può individuare, in deroga alla chiusura, le zone PUCE (Périmètres d’Usage de Consommation Exceptionnel).

Spagna: dal lunedì al venerdì gli orari sono regolati da una normativa regionale, non vi sono restrizioni solo per i negozi di dimensione inferiore ai 150mq. Il sabato non vi è alcuna limitazione. Sulle deroghe domenicali interviene ancora la normativa regionale, anche se è comunque solitamente autorizzata l’apertura per 12 giornate festive nel corso dell’anno (un paese di cialtroni e di schiavi, come l’Italia)

Belgio: nel Paese dove ha sede il Parlamento Europeo l’orario da rispettare è limitato dalle 05.00 alle 20.00 nei giorni feriali e dalle 05.00 alle 21.00 ogni venerdì e giorni feriali pre-festivi. Domenica è considerato giorno di riposo settimanale, con la possibilità, da parte del commerciante, di sostituirlo con un altro giorno (la mia fonte dice i commercianti… non i dipendenti). Possono aprire 7giorni su 7 i negozi al dettaglio (però con orario 05.00 – 12.00); quelli di forniture e i negozi di giardinaggio (per un massimo di 40 domeniche/anno, con orario 05.00 – 20.00); le catene di alimentari con meno di 5 impiegati, macellai, panetterie, edicole, fiorai e negozi insediati in zone turistiche (con orario 05.00 – 20.00). Ulteriori eccezioni: la possibilità di apertura la domenica prima di Natale e 2 domeniche a scelta. Per quanto riguarda i Super/Iper mercati, questi possono restare aperti 3 domeniche all’anno. Dal 2015, per la città di Bruzelles c’è stata una forte deroga e la capitale belga si comporta come l’Italia. Nel resto del paese no, però, e alla domenica continua a rimanere tutto chiuso in pratica

Regno Unito: dal lunedì al sabato non vi è alcuna restrizione di orari. Durante le domeniche e i giorni di festa i negozi inferiori ai 280mq sono liberi di aprire, quelli più grandi possono aprire dalle 10.00 alle 18.00. A Natale e Pasqua le grandi superfici di vendita non possono aprire.

Paesi Bassi: dal lunedì al sabato l’orario di apertura stabilito è 06.00 – 22.00. La domenica e i festivi sono considerati giorno di chiusura. Il Governo può autorizzare fino ad un massimo di 12 aperture domenicali per anno. La vigilia di Natale, il Venerdì Santo e il 4 Maggio c’è l’obbligo di chiusura alle 19.00. Eccezioni per le stazioni di benzina.

Grecia: dal lunedì al venerdì l’orario è 05.00 – 21.00 (l’eventuale estensione dell’apertura è decisa dal prefetto). Il sabato 05.00 – 20.00. La domenica è giorno di chiusura obbligatorio eccetto per stazioni di benzina, bar, caffetterie, pasticcerie, negozi fotografici, fiorai, antiquariati. Il prefetto, d’accordo con le parti sociali, può autorizzare l’apertura di altri tipi di negozi. I negozi sono aperti, inoltre, la domenica prima di Natale e il 31 dicembre anche se coincide con la domenica.

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