Prometeo e l’insufficienza del sapere tecnico-scientifico

Un buon metro per misurare l’ignoranza di una persona è quello di accertare cosa pensa della distinzione tra sapere scientifico e quello umanistico. Tanto più individua insanabili distinguo e traccia classifiche (serie A e serie B), tanto più abbiamo a che fare con un ignorante. Per moltissimo tempo uomini di scienza, fisici e filosofi, matematici e letterati erano difficilmente distinguibili. Alcune opere di Galileo Galilei, ad esempio, potrebbero tranquillamente essere lette a scuola durante le lezioni di letteratura, mentre i Pensieri del matematico francese Pascal potrebbero figurare come “frasi ad effetto” negli involucri cartacei dei Baci Perugina. Per non parlare di Newton, che scrisse i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica in latino, o del filosofo Leibniz, inventore del primo calcolatore, o di Albert Einstein, in carteggio epistolare con Freud sui temi della pace e della guerra. Forse è proprio per questa esasperata specializzazione e ricerca di distinguo che non nascono più scienziati di quel peso e che all’avanzare della tecnica non corrisponde un’altrettanto veloce impennata della scienza, ma tant’è, gli uomini di scienza sono oggi convinti del contrario ed è dunque giusto che muoiano dimenticati, diversamente dai loro predecessori. Se pensate che stia esagerando fatemi almeno 5 nomi di scienziati del XXI secolo noti al grande pubblico o anche solo a quelli che si interessano di cultura. Alzeranno la mano solo alcuni specialisti del settore, e spesso in totale disaccordo tra di loro.

Anche quando il riferimento è più circostanziato alla “tecnica”, il discorso non cambia: per molti la tecnica è una cosa, l’uomo un’altra (come se non fosse difficile anche solo immaginare un’evoluzione tecnica senza l’uomo). Tutti gli animali hanno capacità tecniche, ma solo l’uomo è in grado di modificarle e di affinarle con rapidità. Questa capacità è dovuta al fatto che l’uomo ha una sua specifica natura, orientata vero obiettivi spirituali ed ha una visione d’insieme dotata di senso. Il piccione si costruisce il nido allo stesso identico modo da migliaia di anni, l’uomo invece ha modificato enormemente la sua capacità di edificare e di creare ambienti. Perchè? Perchè gli animali rispondono in modo rigido agli istinti, mentre gli esseri umani no, sono maggiormente duttili e volenterosi nel modificare la natura. Sono dotati di senso e di visione d’insieme (aspetti per alcuni punti di vista opposti alla tecnica stessa)

Un fulgido esempio di come l’umanità sia un corpo unico che necessita di due gambe per camminare (sapere umanistico e sapere scientifico) è dato dal mito di Prometeo, spesso citato a sproposito come racconto simbolico che esalta la necessità dell’abilità tecnica.

Esistono diverse versioni del mito, ma possiamo sintetizzare dicendo che Prometeo era un titano amico dell’umanità e del progresso: rubò il fuoco (simbolo che sta per capacità tecnica) agli dèi per donarlo agli uomini. A seguito di questo furto, il nostro eroe subì la punizione di Zeus che lo incatenò a una rupe ai confini del mondo. Nel simbolismo attuale, Prometeo rappresenta dunque la lotta del progresso e della libertà contro un potere dispotico e sovrumano (ieri Dio, oggi le ideologie o lo stesso principio di autorità).

Le cose però, nel mito, non stanno esattamente così. E siccome non siamo NOI che spieghiamo i miti, ma sono i miti che spiegano noi, allora vale la pena esaminare il mito in modo più completo e attribuirgli il corretto significato.

Intanto, Zeus e Prometeo si somigliano. Sono entrambi astuti, entrambi esseri molto capaci. Zeus è però il decisore ultimo, e tutto sommato questo non è inizialmente contestato da Prometeo. Non a caso Zeus affida proprio a Prometeo (letteralmente: colui che vede in anticipo, il previdente) e a suo fratello Epimeteo (letteralmente dal greco: lo sprovveduto) il compito di creare gli esseri umani. Questo perchè Zeus non vedeva in Prometeo una minaccia, in quanto non aveva partecipato all’assalto dei titani per sovvertire il potere dell’Olimpo. Insomma, il compito affidato da Zeus ai 2 fratelli  potrebbe essere inteso come un vero e proprio premio. Ecco le parole del filosofo Platone su questa leggenda:

Quando le stirpi mortali stavano per venire alla luce, gli dei ordinarono a Prometeo e a Epimeteo di dare con misura e distribuire in modo opportuno a ciascuno le facoltà naturali. Epimeteo chiese a Prometeo di poter fare da solo la distribuzione: “Dopo che avrò distribuito – disse – tu controllerai”.

Epimeteo, che non a caso signifcia sprovveduto, distribuì le varie facoltà agli animali (forza al leone, vista acuta all’acquila, velocità alla gazzella ecc ecc), in modo talmente affrettato e disorganizzato che all’uomo non rimase nulla. Ecco allora che Prometeo pensò di ingannare gli dèi e di rubare il fuoco, cioè la tecnica, per rendere l’uomo in grado di sopravvivere e di adattarsi alle difficoltà della natura.

E fin qui, i fautori del sapere tecnico-scientifico sono accontentati: l’uomo nasce strutturalemnte debole e deve ingegnarsi con la sua abilità tecnica per sopravvivere e primeggiare. La scienza e la tecnica sono così importanti, per lui, che grazie ad esse è riuscito a salire in cima alla catena alimentare.

Peccato che questa sia una lettura molto parziale del mito. Nemmeno la metà.

Vediamone il resto.

Da questo dono derivò all’uomo abbondanza di risorse per la vita… subito, attraverso la tecnica, articolò la voce, e inventò case, vestiti, calzari, giacigli e l’agricoltura. Con questi mezzi in origine gli uomini vivevano sparsi qua e là, non c’erano comunità; perciò erano preda di animali selvatici, essendo in tutto più deboli di loro. La perizia pratica era di aiuto sufficiente per procurarsi il cibo, ma era inadeguata alla lotta contro le belve (infatti gli uomini non possedevano ancora l’arte politica, che comprende anche quella bellica). Cercarono allora di unirsi e di salvarsi costruendo città; ogni volta che stavano insieme, però, commettevano ingiustizie gli uni contro gli altri, non conoscendo ancora la politica; perciò, disperdendosi di nuovo, morivano. Zeus dunque, temendo che la nostra specie si estinguesse del tutto, inviò Ermes per portare agli uomini rispetto e giustizia, affinché fossero fondamenti dell’ordine delle città e vincoli d’amicizia. Ermes chiese a Zeus in quale modo dovesse distribuire rispetto e giustizia agli uomini: «Devo distribuirli come sono state distribuite le arti? Per queste, infatti, ci si è regolati così: se uno solo conosce la medicina, basta per molti che non la conoscono, e questo vale anche per gli altri artigiani. Mi devo regolare allo stesso modo per rispetto e giustizia, o posso distribuirli a tutti gli uomini?« «A tutti – rispose Zeus – e tutti ne siano partecipi; infatti non esisterebbero comunità, se pochi fossero partecipi di rispetto e giustizia, come succede per le arti tecniche».

Parafrasando il mito per i più pigri nella lettura, si può dire che l’abilità tecnica non salva affatto gli uomini dal triste destino di essere bestie come le altre. A fare davvero la differenza è la capacità di stare assieme e di organizzarsi e di darsi regole.

Il salto di qualità che caratterizza la natura umana è permesso dal linguaggio, dal senso della storia, dalle leggi, dalle norme morali e dalla politica.

Come può notare anche uno stupido, quelli elencati sono tutti aspetti della vita umana che comunemente si fanno rientrare nel cosiddetto “sapere umanistico”.

Secondo il mito di Prometeo l’umanità ha certo bisogno del sapere tecnico, che però non viene distribuito a tutti in misura uguale, mentre ogni singolo uomo necessita di un sapere politico, senza il quale è destinato a rimanere un animale qualsiasi.

2 Commenti

  1. Io potrei fare il nome di uno.Sono convinto che: I due saperi umanistico ed il tecnico son i due binari virtuali sui quali l’uomo procede nelle scoperte della vita. Provate a leggere qualcosa di quello che ha partorito sulle disgraziate operazioni sui Bond Argentini. La possibilità di capire che le traduzioni dal thailandese all’italiano era più facile traslitterare dall’inglese. Laureato per sfida in biologia in due anni ristudiando la chimica organica.Nella tesi di Laurea ha evidenziato l’errore di Nasser di volere la diga di Assuan,errore di alcuni politici di non tenere in considerazione i tecnici. Ha trovato il sistema ecologico di separare oli dall’acqua di processo nell’estrazione di processo, esperienze di impiantista. Non cè campo della fisica che non conosca.Potrebbe tranquillamente dimostrare che ogni nostro corpo produce energia con il sistema del ponte salino nelle batterie, noi produciamo ioni molto più lenti degli elettroni, ecc. Gualtiero Sans Avoir, castigato perchè scoprendo soluzioni alternative usando il magnesio presente nei mari avrebbe interrotto i guadagni derivanti dll’acquisto di prodotti chimici. Buona lettura

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