Renzi ha perso il sostegno dei poteri forti. Cos’ha combinato?

Possiamo e dobbiamo dubitare di tutto, ma non del fatto che Renzi abbia perso l'appoggio dei poteri forti. L'inchiesta sulla famiglia Boschi in piena campagna elettorale è l'ultimo segnale; la magistratura si gira contro il Partito Democratico per ridimensionarne il ruolo politico, ante e post elezioni. Ma molte altre avvisaglie erano arrivate in queste mesi: le dichiarazioni di Sergio Marchionne,  gli attacchi de La Stampa, il riposizionamento dell'editore De Benedetti. Era già capitato a Silvio Berlusconi nel 2011, che ora con una passata di lingua sui culi che contano sta recuperando tutto, ma da Renzi questo proprio non ce lo aspettavamo. Che diamine avrà mai combinato?

Le tesi più "complottistiche" sostengono che chiunque provi a mettersi contro le corporations americane, i grandi gruppi industriali del nordeuropa e la Finanza della City e di Wally (cioè i poteri forti), non vive a lungo, anche nel senso fisico e organico del termine. Tsipras, Farage e tutti gli antisistema, secondo queste teorie, sarebbero stati minacciati, e di fatto impossibilitati a scaricare tutte le cartucce a loro disposizione.

Ebbene, come direbbe l'uomo più intelligente d'Italia, Antonio Razzi, "questo io non creto". Intanto i poteri forti non sono così collegati come alcuni sostengono. Non hanno un disegno prestabilito, perchè anche tra loro c'è concorrenza spietata: Fca contro Volkswagen. Electrolux contro Whirlpool, Blackrock contro Goldman Sachs. E poi a quale livello questa Spectre si riunirebbe?  Massoneria internazionale? Tutto può essere in questo mondo di pazzi, ma noi non possediamo documentazione sufficiente per sostenere uno schema in stile Cosa Nostra

Invece, sul comportamento di Renzi abbiamo alcuni dati incontrovertibili.

Renzi, tanto per dirne una, ha appoggiato la Clinton. Mentre altri leader politici si sono tenuti fuori dalla mischia, il premier italiano ha tifato sfacciatamente per la Clinton ed il suo clan ed ha visitato pomposamente gli Stati Uniti poco prima della scadenza di Obama, portandosi dietro una carovana di lacchè. Anche se i neocon, in America, sono ancora saldamente al potere, di certo l'atteggiamento italiano è parso tatticamente debole, incapace di gestire eventi internazionali di grande portata. Renzi fu l'unico a schierarsi apertamente con la Clinton assieme alla Merkel (altro leader guarda caso oggi in forte difficoltà). Sotto il profilo delle capacità diplomatiche, Renzi si è rivelato un pasticcione inaffidabile che fa venire in mente Il Presidente del Consiglio Emanuele Oralndo, umiliato dal Presidente americano Woodrow Wilson al Trattato di Versailles in quanto accusato di non avere il controllo del Paese.

Renzi, inoltre,  ha preteso un ruolo centrale dell'Italia in Europa, dimostrando così di non aver capito nulla. Per le grandi industrie del nordeuropa che guidano la Ue, l'Italia è una colonia, cioè un paese che deve ridimensionare le sue pretese come già fu per la Grecia. Renzi, con ogni probabilità, era convinto che l'abrogazione dell'art. 18 fosse sufficiente a sfamare la bestia. Invece la bestia capitalistica è un otre bucato e i suoi custodi che stanno in politica devono solo garantire che il vino vi venga continuamente versato, senza preoccuparsi del fatto che non c'è nessun limite a questo processo.

Ciò che caratterizza il Capitalismo, infatti, è l'illimitatezza. Non concepisce un freno o l'accontentarsi di un ottimo risultato raggiunto. Il Capitalismo si caratterizza per la distruzione di ogni ostacolo all'accumulo e al consumo. Nel caso italiano, una volta alzata l'età pensionabile, rovinati i lavoratori dipendenti e schiantato il ruolo dei sindacati, occorreva "regalare" le società di proprietà pubblica ai privati delle corporations, della finanza e dei gruppi industriali. Eni, Enel, le partecipate dei Comuni, le società dei trasporti... ancora con percentuali in mano al ministero del Tesoro o agli assessorati pubblici? Ma siamo impazziti?

Infine, ma non ultimo per importanza, il risparmio degli italiani, che è stato toccato di striscio, ma non aggredito come si deve.

Per capire lo schema imposto dai poteri forti a livello politico, occorre comprendere il ruolo "stupido" assunto dalle masse e dall'opinione pubblica nella società consumistica. Le masse, infatti, sono disposte ad accettare riforme dannose SOLO FINO AD UN CERTO PUNTO, poi si incazzano. Per questo, al potere in Italia in passato c'è andato  solo chi era disposto a smantellare la sovranità nazionale (Prodi e i Prodiani). Poi, l'opinione pubblica si è messa di traverso, e allora con le solite distrazioni, lo si è sostituito con chi era disposto a cancellare i diritti dei lavoratori (ed ecco arrivare Berlusconi nella prima fase e Monti/Renzi nella seconda). Ora l'opinione pubblica non è più disposta a continuare questa esperienza, e allora il potere andrà a chi sarà disposto a regalare le aziende strategiche italiane ed a smantellare il servizio pubblico (quasi sicuramente, il centrodestra). Quando si sarà esaurita anche questa esperienza, tra pochi anni, il potere dovrà passare a chi sarà disposto a privare i cittadini di sicurezze come la casa di proprietà. Ma per quell'epoca c'è da scommettere che i neo-berluscones saranno già stati eliminati, come capita a Renzi oggi.

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