Tutti parlano dei Bitcoin, io di Ethereum

I miei lettori dovrebbero riconoscere che hanno avuto la possibilità di conoscere Bitcoin più di due anni fa, quando ancora nessuno ne parlava. E’ vero che alcuni blog lo promuovevano fin dal lontano 2013, ma si tratta di sparuti siti di nicchia (il cui numero non supera le dita di mezza mano) e, soprattutto, che si sono specializzati solo sul trading, mentre qui si cerca di fornire una visione organica ed olistica del mondo, spaziando dalla geopolitica alla finanza. Rimane il fatto che quando ne parlammo qui – e ne parlammo bene – il Bitcoin veniva scambiato sui 300 dollari. Ma sono altresì convinto che nè io nè i miei lettori siamo diventati miliardari per questo. E giustamente! Cerchiamo di capirne il perchè e di vedere, umilmente, se c’è qualcosa che supererà i bitocoin sul loro stesso terreno.

Per poter comprendere ed anche approfittare delle nuove dinamiche economiche occorre infatti anticipare, ma senza esporsi eccessivamente, vista l’alta volatilità di questi strumenti. Non serve infatti possedere doti premonitrici, basta seguire il percorso già tracciato dalla tecnologia. In queste ore, ad esempio, la febbre da bitcoin è altissima perchè tutti li vogliono e quindi il prezzo sale e probabilmente salirà ancora di molto. Per chi vuole speculare, è una manna dal cielo, ma, diciamoci, la verità, se anche qualcuno di noi decidesse di saltare sul treno in corsa ORA, e comprarsi 2-3 bitcoin, (che mentre scrivo quotano 18mila euro l’uno), come cambierebbe la nostra vita? E se ne avessimo comprati 2-3 quando valevano “solo” 300 euro? Se anche solo da ora triplicassimo il capitale ci sarebbe da festeggiare alla grande, ma non saremo ancora emancipati e liberi grazie a questo azzecatissimo investimento. Soprattutto, non potremo tenerci stretti i bitcoin in portafoglio per molto tempo. Come scritto qui fino alla nausea, infatti, qualsiasi grande banca e qualsiasi Stato di significative dimensioni, potrebbe abbassare la quotazione dell’80% in soli due giorni, se lo volesse fare…

Lo so che molti trader non sono d’accordo su questo punto. Sono gli stessi che avrebbero giurato sul successo perituro di tiscali, o di myspace o di second life. Insomma, un conto è pensare che a condizionare il nostro futuro sia una tecnologia denominata “internet”; un altro è ritenere che a farlo sia second life o nescape, o myspace. Può essere che si, ma può anche essere benissimo che no! Dunque, si tratta di una scommessa. Mentre la tecnologia Internet senza dubbio ha cambiato la vita degli esseri umani, lo stesso non lo direi di twitter.

Il vero botto nel campo lavorativo e degli investimenti, a mio avviso, lo si fa quando si “indovina” il successo di innovazioni come internet, non quello di google o di facebook, anche perchè poteva benissimo imporsi il motore di ricerca yahoo, in luogo di google, o di myspace, in luogo di facebook. Impossibile saperlo prima, mentre sul grande successo del web ragionamenti sensati si potevano fare anche negli anni Novanta, quando la Rete era usata solo da qualche sparuto nerd smanettone.

La prudenza sul bitcoin è per me più opportuna che mai per un motivo che nessuno vuole ammettere: la loro tecnologia è già obsoleta.

Com’è noto, infatti, il bitcoin si muove su un algoritmo che a sua volta si basa sulla blockchain, cioè su una sorta di libro maestro che registra tutte le transazioni. Occorre trovare il modo di investire e di usare la blockchain, non bitcoin. Questo perchè bitcoin si può vietare per legge e il mercato lo può affossare un bel giorno vendendo lo strumento, anche tramite gli short, ma la blockchain no.

E’ la blockchain la nuova internet… NON bitcoin.

Ecco allora che in questa analisi voglio presentarvi ethereum. Come “eth… che?” Poi non dite che non ve l’avevo detto, è? Leggetevi la mia analisi.

Ethereum in queste ore vale circa 400 dollari e sta crescendo, proprio come bitcoin, ma non è esattamente una criptovaluta.

Ethereum è infatti una piattaforma del web per la pubblicazione di contratti intelligenti, creati attraverso un linguaggio di programmazione. E’ decentralizzata e gestisce contratti in maniera che le applicazioni vengano infatti eseguite esattamente come programmato, senza alcuna possibilità di inattività, censura, frode o interferenze di terzi e il tutto senza un intermediario.

Il progetto de facto è partito nel 2014, quindi molto dopo bitcoin ed è stato sviluppato dalla Fondazione Ethereum, un’organizzazione no-profit svizzera, che gode del contributo di matematici di alto livello

Questa piattaforma che permette contratti perfetti, ha come benzina gli ETH, o ether, che sono una cripotvaluta e sulla quale è possibile investire

 Cosa si può fare con Ethereum?

In Rete abbiamo trovato questa definizione, direi azzeccatissima:

“Con Ethereum si possono creare i cosiddetti contratti “smart”, che possono virtualmente essere qualsiasi cosa, e che per girare sulla piattaforma p2p, “pagano” l’utilizzo tramite l’unità di valuta, chiamata Ether, che è quindi una criptovaluta, il “carburante” della piattaforma. Ethereum però non è solo una piattaforma per lo scambio monetaria, ma possono anche girare i contratti basati su Ethereum. Questi contratti, possono essere utilizzati per eseguire molte operazioni, tra le quali:

  • Sistemi elettorali
  • Mercati finanziari
  • Crowdfunding
  • Proprietà intellettuale

La prima versione live della piattaforma è relativamente nuova, in quanto è arrivata il 30 Luglio 2015. Ethereum fa parte di diritto del gruppo di piattaforme Bitcoin di nuova generazione. Il tutto è creato con solidity, il linguaggio di programmazione di Ethereum.

Con Ethereum chiunque può quindi iniziare a costruire quello che ha sempre sognato di fare. Ethereum potrebbe anche fungere per il proprio business, che potrebbe essere potenziato, operando su una rete decentralizzata, e crittograficamente sicura, completamente inespugnabile.

Sono già molti i programmatori che stanno sviluppando nel mondo delle applicazione completamente decentralizzate, sfruttando al massimo i vantaggi di Ethereum.”

 In un’analisi molto recente, il trader prezzemolino televisivo Eugenio Benetazzo, ha effettuato il seguente paragone per spiegare la forza di Ethereum:

riferendosi al Bitcoin si usa spesso il paragone con il Betamax della Sony che rappresentò la prima novità sensazionale per il home video recording, tuttavia a distanza di tempo venne surclassato dal formato VHS della JVC. Rispetto al Bitcoin (ormai troppo lento e costoso, senza dimenticare i rischi connessi al progetto iniziale legati al ripetuto fenomeno del forking), Ethereum permette l’accesso e la partecipazione agli investimenti (equity crowdfunding) nei digital assets delle ICO. Queste ultime si stanno proponendo come alternativa alle antiche, burocratiche ed elitarie IPO (Initial Pubblic Offering).

Se volete sfruttare appieno le potenzialità della blockchain, ethereum è enormemente più interessante ed evoluta del chiacchieratissimo bitcoin.

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