Il vero motivo per il quale Trump abbassa le tasse alle aziende non è la crescita

Donald Trump abbassa drasticamente le tasse alle aziende americane; il piano prevede una serie di importanti tagli di imposte alle imprese e ai contribuenti più ricchi. La legge è stata approvata con una maggioranza di soli due voti al Senato, e nelle scorse settimane era stata duramente criticata dai Democratici. A spanne, la tassazione per le imprese made in Usa passerà dal 35 per cento attuale di imposte da pagare al 20 per cento. Si tratta della solita solfa liberale, secondo la quale se pontenzio i produttori, cioè l'offerta, l'economia crescerà. Per saggiare la portata di questa cazzata basta andare a vedere cosa accadde nei primi anni Trenta del secolo scorso, quando l'allora presidente americano Hoover provò a tamponare lo scoppio della bolla  del 1929 con sostegni all'offerta di beni: un disastro. Stavolta Trump, tuttavia, non si muove nello stesso scenario e, soprattutto, ha a disposizione una forte capacità manipolatoria del debito pubblico che gli può consentire di tenere buona "la domanda", cioè i cittadini consumatori che non potranno beneficiare degli stessi incredibili sgravi. Ma il punto è che questa gigantesca manovra fiscale non serve per produrre crescita. Gli Usa, infatti, sono già in forte crescita economica, la maanvra da questo punto di vista farà crescere utili dei manager, non posti di lavoro. E comunque in questa fase storica, la disoccupazione Usa non è in particolare sofferenza.

Il vero motivo della manovra risiede nella capacità che ora le aziende avranno di comprare i titoli azionari delle proprie aziende in misura molto più massiccia di prima. Già precedentemente, infatti, la Fed aveva inondato di liquidità i mercati appositamente. Ecco che si spiega per quale motivo in questi anni la Borsa è cresciuta come se non ci fosse un domani, in modo irrazionale, secondo più di un analista. Con l'esaurimento dell'alleggerimento quantitativo, molti si sono affrettati a predire uno scoppio della bolla azionaria, ma ora la manovra di Trump rimette tutto in forte discussione.

In altri termini, se la creazione di denaro dal nulla ha consentito alle borse di crescere (dove investire i denari offerti dalla Fed, se non in Borsa?), ora che la banca centrale americana non fa più questo servizio e aumenta i tassi d'interesse, come tenere alte le borse?

IDEONA: detassiamo le società! Non i cittadini ... sia  mai, ma le società, di modo che posssano continuare a comprarsi le proprie azioni drogando il mercato.

Lo scopo della Borsa valori, lo dico per i liberali dei miei coglioni, è quello di emettere titoli azionari al fine di finanziare le società (cioè di vendere i proprio titoli, NON di compraseli). Da diversi lustri, invece, le società comprano MOLTE più azioni di quante esse stesse ne emettono, grazie alle magie dell'ingegneria finanziaria, i derivati  futures soprattutto. Ora l'analcolico biondo che fa impazzire il mondo darà alle corporations più di un TRILIONE di dollari (sembra di essere a Paperopoli). Una cifra enorme che servirà alle corporations per comprare ancora prodotti finanziari che faranno salire il valore delle azioni (a meno che non intervengano altri fattori, come ad esempio una guerra, un mega attentato, un bitcoin alla supercazzola ecc ecc).

Trump lo aveva detto in campagna elettorale. E' l'unica cosa che quelli che davvero comandano in U.S.A. gli hanno lasciato fare. Ed è la cosa sbagliata.

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