5 perplessità economiche sul 2018

1. Nei pregressi momenti top del mercato (1987, 2000, 2007, ecc.) i gestori patrimoniali potevano  “assicurare” parzialmente i propri asset a rischio acquistando titoli di Stato che potevano salire di prezzo mentre la Fed riduceva i tassi ufficiali.

Oggi quella “assicurazione” non esiste più a causa dei tassi d’interesse bassissimi. Gli investimenti, quindi, hanno una coda sinistra oggi meno “assicurabile” che dovrebbe invece venir coperta da premi a più alto rischio. Se dovesse insorgere una crisi a causa di errori politici, crisi geopolitiche o altri rischi attualmente non prevedibili, la capacità di proteggere i capitali verrà compromessa, e molto di più di quanto avveniva in passato.

Ciò suggerisce alla FED di fare d’ora in poi politiche più caute e più semplici. Idem per la bce, che di solito gli va dietro.

Gli economisti precedenti a Keynes consideravano le economie “modellate” e quelle “in tempo reale” come auto-bilanciate, ma soggette a squilibri dovuti shock esterni, come i prezzi del petrolio.

Raramente quelle teorie classiche (Marx, Ricardo ecc)  tenevano conto della finanza e del credito come a terremoti che avrebbero portato allo scock economico.

Hyman Minsky ha in parte cambiato il modo in cui gli economisti vedono il mondo introducendo il concetto di stabilità finanziaria che porta e comporta la leva e l’instabilità. Ha allertato gli economisti sul fatto che un’economia è un delicato equilibrio tra produzione e finanza. Entrambe devono essere bilanciate, secondo l’economista postkeynesiano.

2. La creazione di credito inizia  dalle banche centrali, e qui non ci sono cazzi,  ma poi si espande attraverso banche a riserva frazionaria e banche “ombra”.

Questo modello consente una leva micidiale e arriva a sovrastimare le attività finanziarie valutate con rating AAA, espandendo il credito dal centro (AAA), fino a raggiungere la periferia dei mercati finanziari.

A quel punto, il credito di solito arriva e si diffonde nell’economia reale attraverso l’acquisto di beni reali, impianti e attrezzature, materie prime e altri fattori di produzione.

Questo processo è diventato il modello operativo del capitalismo del XX e del XXI secolo; un sistema che alla fine dipende dai prezzi degli ASSET per il suo successo finale.

Questo modello, tuttavia, dipende dalla leva e : 1) i livelli di debito, 2) la disponibilità e 3) il costo di tale leva sono variabili critiche da cui dipende il suo stesso successo. Quando uno o più di questi fattori si deteriorano, la probabilità di successo e stabilità del modello diminuisce in modo drastico.

3. Il nostro intero sistema basato su finanziamenti – ancorato alle banche e capitanato da banche – si basa anche sul carry trade, cioè sulla pratica speculativa che consiste nel prendere a prestito del denaro in paesi con tassi di interesse più bassi, per cambiarlo in valuta di paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria.

Quando il credito ha un prezzo tale che il carry non può più essere redditizio o almeno in grado di accrescere i profitti ad un livello accettabile di leva/rischio, allora il sistema andrà in stallo o forse addirittura a gambe all’aria.

Siamo ancora lontani da quel momento, tuttavia gli investitori dovrebbero cominciare ad accontentarsi o ad essere molto più cauti.

4. Il denaro cash, o liquidità,  è cosa diversa dal credito. Il credito di alta qualità può a volte prendere il posto del denaro quando la sua liquidità, il rendimento percepito e la sicurezza del capitale, ne consentono la sostituzione. Quando aumenta la possibilità di insolvenza e  il rendimento reale del credito o della liquidità diminuisce e convince i creditori a detenere “denaro” classico (denaro cash, oro, bitcoin), allora il sistema finanziario che conosciamo può essere a rischio (compagnie di assicurazione, banche, fondi comuni di investimento, ecc.) mentre il credito si restringe e il deposito di “denaro” aumenta, creando problemi all’economia reale.

5. Qualcuno di recente ha chiesto al gestore Bill Gross di dire cosa sarebbe successo se la Fed avesse potuto dire al Tesoro di STRALCIARE i loro 4 trilioni di debiti in bond. “che te lo dico a fare – ha esclamato Gross citando il cinema – è proprio quello che stanno facendo in modo efficace. “Basta che ci paghino gli interessi”, direbbe la Fed, “e oh, a proposito, ti consegneremo tutto questo interesse alla fine dell’anno”. Soldi in cambio di niente, visti i tassi. Il governo americano emette debito gratuitamente. Non c’è bisogno di pagare il debito a meno che

A MENO CHE non si crei inflazione. Per ora ciò non accade. Probabilmente succederà più avanti.
OKKIO al 2018

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