La Costituzione senza Sovranità dovrebbe essere illegale come la birra analcolica

Mi sorprende sempre scoprire che ci sono uomini di cultura, persino accademici, secondo i quali fu possibile limitare la Sovranità italiana, perchè “lo prevede anche la nostra Costituzione”. Stiamo parlando di disgraziati in malafede o di ignoranti acefali? Temo di entrambe le tipologie umane.

Sul banco degli imputati, il famigerato articolo 11, che effettivamente parla di cessioni di sovranità nazionale.

Tuttavia, l’articolo citato non limita la sovranità del popolo, ma solo quella dello Stato in rapporto agli altri Stati, e quindi fa riferimento alla “sovranità esterna”, non a quella “interna”.

E, no! Non si tratta affatto di sfumature o di interpretazioni stucchevoli.

Ma seguiamo l’analisi di tre noti dottori in giurisprudenza, il magistrato Luciano Barra Caracciolo gli avvocati Paola Musu e Marco Mori (che poi non si dica che siamo “filosofi tuttologi” e gnegnegne).

IN SINTESI

La Costituzione italiana si riferisce alla “sovranità” sia all’articolo 1 – stabilendo che essa appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione – che all’articolo 11, il quale consente le limitazioni di sovranità necessarie a garantire il funzionamento di un ordinamento internazionale che assicuri pace e giustizia nel mondo. Appare evidente come gli articoli 1 e 11 si riferiscano, in realtà, ai due differenti aspetti propri della “sovranità”, nel suo concetto classico: l’art. 1, alla sovranità interna, ossia al rapporto tra lo Stato e quanti risiedono sul proprio territorio; l’art. 11 alla sovranità esterna, ossia ai rapporti dello Stato con gli altri Stati o organizzazioni internazionali.

Varrebbe peraltro la pena di ricordare come, in sede di Commissione per la Costituente, si scelse di omettere, nella formulazione dell’art. 11, ogni esplicito riferimento all’unità europea, come invece aveva chiesto l’onorevole Lussu. Le limitazioni di sovranità dovevano riferirsi unicamente allo Stato nei suoi rapporti internazionali (cioè all’ONU).

L’art. 11 Costituzione, pertanto, non può essere interpretato nel senso voluto dalla Corte Costituzionale, ossia come “copertura” di rango costituzionale alle sempre più profonde cessioni di aspetti tipici della sovranità interna in favore dell’Unione Europea.

L’art. 11 non limita la sovranità del popolo, ma solo quella dello Stato in rapporto agli altri Stati»

http://www.byoblu.com/…/per-entrare-in-europa-abbiamo-viola…

Traduco? Anche se non ce ne sarebbe bisogno, data la chiarezza espressa,

il lavoro, la previdenza, la moneta, l’istruzione e la spesa pubblica sono scelte politiche di sovranità INTERNA e non vengono affato contemplate dal famigerato articolo 11.

Stolti quegli uomini che invocano la costituzione per difenderla nella sua parte ORDINAMENTALE – parte invece che potrebbe benissimo essere stravolta senza troppissimi problemi – mentre usano la zappa per interpretarne la prima, quella dei fondamenti e dei princìpi, che non può affatto essere nè interpetata (essendo chiara) nè modificata.

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