I Greci non stanno uscendo dal tunnel, ma dalle loro case si …

Gli sudiosi della MMT (teoria monetaria moderna), l’associazione asimmetrie, che fa capo a Bagnai, e il Fronte Sovranista Italiano, pur nelle differenze, sono rimasti gli unici a mantenere uno sguardo vigile sulla situazione economica europea. E riescono a farlo nonostante un frastuono pre-elettorale fastidiosamente corale sulle pagliuzze esagerate dalla Stampa e su “alcune felci” protette dalla politica, come avrebbe detto il Corrado Guzzanti dei tempi migliori.

Ecco allora che val la pena riportare per intero le parole recenti di Mario Volpi del gruppo MMT Umbria sulla questione greca, frettolosamente recuperata dai media che parlano oggi senza troppa prudenza di “uscita dalla crisi”.

“Quando iniziò la crisi greca era il 2009”, scrive Volpi.
“La Grecia aveva un debito pubblico in rapporto al PIL intorno al 126%.
Poi è arrivata la Troika (FMI, BCE, Commissione europea) che ha fatto la sua diagnosi e ha imposto la cura… per ridurre il debito pubblico, ovviamente!
Oggi, ad inizio 2018, hanno privatizzato tutto, il popolo greco è alla fame e la Grecia ha un debito pubblico in rapporto al PIL intorno al 180%.
Un capolavoro…..
Se portassi il tuo cane malato dal macellaio, otterresti dei risultati migliori”.

Ma cosa dicono i media mainstream della Grecia, a quasi dieci anni dallo scoppio del caso? O non dicono nulla, o dicono cazzate.

Così… in ordine sparso:

Il Pil è tornato a crescere
Il debito pubblico ha smesso di crescere
Nel 2017 la Grecia ha realizzato un saldo positivo del bilancio pubblico
La bilancia commerciale ha ridotto il deficit
Il saldo delle partite correnti è praticamente in pareggio

Purtroppo però, che la popolazione greca sia sottoterra i media non lo dicono.

Su Greek Krisis, a firma Panagiotis Grigoriu, si legge:

“Pioggia e vento. In passato in questo periodo credevamo di preparare il Natale. La scorsa settimana, gli amministratori coloniali della Troika hanno trascorso il loro solito soggiorno ad Atene, per ricevere i ministri-istrioni locali all’Hotel Hilton. Si tratta in particolare di sorvegliare la puntuale esecuzione del programma di annientamento della loro preda. Il 2018 sarà l’anno in cui il processo di degrecizzazione dell’economia diventerà più veloce, passando per il sequestro dei beni dei greci, sia privati sia pubblici. I ministri di Tsipras sorridono costantemente alle telecamere, e i greci li odiano. Sì, è odio, e questo significa l’assoluta scomparsa dell’atto politico.
Le aste, oggi online, degli immobili sequestrati dalle banche e dal “fisco greco” sono state in grado di riprendere, secondo una richiesta… storica e insistente delIa Troika. I media riferiscono che saranno liquidati più di 18.000 immobili, ed è solo l’inizio. Va notato che coloro che perdono la loro proprietà (e più spesso si tratta di case e appartamenti utilizzati come prima casa) non avranno il diritto di “riscattarli” al 5% del loro valore (attraverso un accordo con le “loro” banche, per esempio), né, come regola generale, potranno farlo gli altri cittadini del paese. Perché gli acquirenti (i soli autorizzati a “ricomprare” questi beni al 5% del loro valore) sono esclusivamente legati ai famosi fondi esteri, o in alcuni casi ai loro partner greci, selezionati attraverso un vaglio molto severo.”

Quando si parla di Grecia, c’è un impazzimento generale. Tutte le forze politiche interessate alle poltrone romane hanno detto in questi anni che i greci erano spreconi e che gli altri europei li hanno salvati. Bè… cara Europa, facciamo così, non salvare più nessuno. Ci sono cose più interessanti di cui potreste occuparti come il fascismo, il comunismo ed i picchi di influenza stagionali.

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