La Blockchain spiegata a tua Nonna in carriola

Ogni tanto vale la pena emulare quei manualetti tascabili che si trovano in vendita a 2 euro su Amazon. Per la serie “Come fare il Vov in compagnia”, ” le banche spiegate a mia mamma”, “101 ricette della zia per diventare miliardari”.
Naturalmente non lo faccio sempre, so benissimo che ci sono in giro persone molto curiose e intelligenti che non hanno bisogno di alcun insegnamento. Faccio ricorso a queste formule da venditore solo quando penso di aver capito una cosa che molti invece ritengo non abbiano capito.
Da qualche mese il web è saturo di informazioni sulla blockchain, sui Bitcoin, su Ethereum, con tanto di guide, articoli di riferimentoe tutorial. Tuttavia, questi foglietti consumano fiumi d’inchiostro nel tentativo di spiegare il funzionamento tecnico dei Blocchi che consentono le criptovalute. Le spiegazioni tirano in ballo il peer-to-peer, gli algoritmi, i minatori digitali, la moneta virtuale, gli wallet, ma dopo averci descritto tutto questo ancora non si capisce perché la blockchain dovrebbe essere così rivoluzionaria. Almeno io i primissimi tempi non ci capii nulla e vedo ora tanti che annaspano nel mare delle informazione, senza però sapere quello che cazzo.

Allora, ci provo qui con un paio di esempi molto terra terra nella convinzione, forse sbagliata, che la stragrande maggioranza delle persone comuni, compresi i miei attenti lettori non abbiano ben compreso di cosa si tratti davvero. Tralascio quindi qualsiasi funzionamento tecnico relativo alla blockchain poichè per questo è pieno il web di articoli e di manualetti di guida dove alla fine si si capisce solo che salteranno molti posti di lavoro. Grazie all’impiego di questa nuova tecnologia, infatti, secondo gli analisti futurologi del web, notai, bancari, impiegati dell’ufficio anagrafe avrebbero ormai, come si suol dire, le ore contate.

Perché?

Per spiegarlo mi avvarrò di due soli semplici esempi.

Meno di 3 anni fa mi trovavo a Bruxelles per lavoro. Volendo spendere il meno possibile mi avvalsi del servizio online di AIRBNB che mette contatto gi affittacamere di tutto il mondo. Una simpatica signora belga di origine americana voleva affittare una stanza proprio a due passi dall’ente dove dovevo prestare servizio. Dico “simpatica” per via delle recensioni scovate in Rete; infatti, non conoscendo bene nè l’inglese nè il francese non ho mai capito se fosse simpatica o meno (ma mi pareva di no). La camerava in centro a Bruxelles costava qualcosa come €50 a notte, ma alla signora belga andò in tasca molto meno di quella cifra. La differenza tra il suo ricavo ed il suo effettivo guadagno si trova infatti ora nel conto corrente della società di intermediazione AIRBNB.
Cosa sarebbe accaduto, invece, se mi fossi recato a Bruxelles 20 anni prima, e cioè anzitempo che nascesero i servizi di mediazione on line?

Semplice, quei soldi sarebbero finiti nelle tasche di un’agenzia di viaggi. Niente di poi così diverso.

In futuro, invece, i 50 eventuali  euro che io dovrò pagare per un servizio di affittacamere dall’altra parte d’Europa finiranno TUTTI nelle tasche del proprietario della casa, poiché attraverso “una blockchain” non sarà più necessaria alcuna mediazione, mentre la sicurezza della transazione sarà sicuramente del 100%, e questo per motivi matematici e informatici.

Anzi, con ogni probabilità, dato che non ci sarà più bisogno di alcuna intermediazione, si potrà avere l’identico servizio a prezzi notevolmente ridotti di oggi.

Se ancora non dovesse essere chiaro in cosa consiste la new entry tecnologica, proviamo con un altro esempio.

Quando vogliamo comprare un auto, che succede? Ovvio: cerchiamo presso un concessionario ciò che va bene per noi e dopo aver scelto l’automobile si aprono diversi scenari.  Ad esempio, potreste aver bisogno di un mutuo per acquistarla e siccome solitamente l’acquisto delle auto prevede grosse cifre avrete sicuramente bisogno di un conto corrente bancario. A questo punto, e in modo nemmeno tanto occulto, si prospettano spese aggiuntive. Una quota andrà alla società che eroga i mutui, un’altra quota andrà all’impiegato commerciale del concessionario che ha proposto il mutuo, e così via.

Inoltre, la banca presso la quale avete il conto corrente, tratterà una quota anche per la transazione di bonifico. Con la blockchain – che è un pubblico registro decentralizzato – non ci sarà bisogno di nessuna di queste mediazioni costose.

Non solo! Com’è noto, quando si acquista un’automobile occorre anche registrarsi presso il PRA, il  pubblico registro automobilistico, che è una struttura istituzionale presente in ogni Provincia e che – con l’Aci – diverrà ben presto obsoleta a causa della blockchain.

Una domanda sorge spontanea. Ma questi servizi innovativi, nati con internet, non sono forse già presenti da tempo, tipo BlaBlaCar, per intenderci?

La risposta è decisamente, no!

Primo, perché anche questi ultimi arrivati, tipo Uber, sono dei mediatori, mentre la blockchain è un algoritmo, una robina immateriale, e non un essere umano (o un gruppo di esseri umani). Secondo, perché nel caso della blockchain la transazione è certa, scritta per sempre nel grande registro “a blocchi” che non ho voglia di dire cosa sia nei dettagli.

Naturalmente, quelli che ho riportato sono solo due esempi molto banali, ma il mio obiettivo è quello di far capire che il mondo delle criptovalute – il mondo tanto osannato in questi giorni sui media, quello di Bitcoin – non c’entra nulla con la rivoluzione in atto.
Sarebbe un grossolano errore farsi trarre in inganno dalla moda dei Bitcoin. Con la tecnologia che la sottende, la blockchain, nasceranno nuove imprese o startup che dir si voglia, ma moriranno in breve tempo tantissimi lavori tradizionali e di tipo impiegatizio, come gli agenti immobiliari, i mediatori online tipo Booking e Tripadvisor. Per non parlare di tutti i lavori pubblici che hanno il compito di certificare un qualcosa, come l’ufficio protocollo del Comune, o il notaio.

4 Commenti

  1. Sì, la spiegazione è tale da essere comprensibile anche da mia nonna, ma è fin troppo elementare: mi è sufficiente solo per capire che basta attendere l’uscita delle nuove “app” da installare nell’iphone e utilizzarle per fare alcune cose che facciamo ora ma in modo più efficente, più sicuro e più economico.
    In un secondo capitolo, potresti spiegare a me (e a quelli come me che ne capiscono più delle rispettive nonne in carriola ma ancora troppo poco per orientarsi in questi sconosciuti nuovi meandri tecnologici) in che modo funzionano questi miracolosi blocchi e perché sarà più conveniente e più sicuro usarli in vece del notaio e di tripadvisor.

  2. Ma sicuramente avremo tutti vantaggi maggiori a costi minori ……
    Ma.la vita è fatta a scale ….e se io salgo tu scendi……se nessuno scende nessuno sale ….In Italia siamo bloccati perché nessuno vuole scendere…
    Speriamo che questa blockchain faccia scendere i “soliti “….

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