Navalny, l’oppositore con le tette al vento, e la statua di Saddam

Se c’è una cosa che mi fa girare il sangue al contrario è quando qualcuno cerca di spiegarmi un fatto, partendo da un segmento della verità e tiene nascosto il resto. E’ tipico degli idolatri scientisti, che si specializzano nelle fossette presenti in un osso e da quelle partono poi per affermare il razzismo, la teoria quantistica, la bontà degli hamburger e l’assenza del grande architetto dell’universo. Questo metodo porta alla visione degli alberi e all’incomprensione cieca della foresta, ed è molto pericoloso, perchè ricopre la menzogna di una patina credibile, in quanto composta, appunto, dalla somma di minuscole verità.

Oggi, che minestra (riscaldata) ci propina   la propaganda angloamericana? Ci dice che in Russia c’è un oppositore di Putin che si chiama Navalny (vero), che si prodiga in manifestazioni e flashmob (vero) e che spesso viene arrestato per la sua attività politica (vero). La vicenda di Navalny è talmente nota che oggi a scuola alcuni studenti mi hanno chiesto come mai ciò avvenga, e se non sia una deriva dittatoriale quella di reprimere il dissenso dell’attivista russo. Fa strano un simile quesito, anche perchè di solito gli studenti di 17-18 anni hanno altro per la testa (inzia per f e finisce per a), oppure preferiscono chiederti cose sul programma di storia in vista degli esami. Invece, la faccenda Navalny in Occidente è sulla bocca di tutti.

La propaganda da noi non può mentire spudoratamente, deve prendere, come dicevo, una parte e lsciare intendere che sia il tutto o che solo quella parte “provata”, sia vera. Il tipico atteggiamento positivista.

Navalny è un oppositore di Putin tanto quanto, in Italia, Vittorio Sgarbi lo è di Matteo Renzi! Omettere questo aspetto fattuale serve per inquinare tutto il resto del ragionamento. Quando Navalny si è presentato a degli appuntamenti elettorali importanti è stato sempre sonoramente battuto. In occasioni delle elezioni per diventare sindaco di Mosca, quello che qui da noi viene presentato come “il  primo oppositore di Putin”, non raggiunse nemmeno il ballottaggio. Non è strano che il più importante oppositore politico non riesca nemmeno a raggiungere il ballottaggio di elezioni amministrative? Sulla scorta di quali elementi si sostiene che è il primo oppositore di Putin, se l’opinione pubblica lo relega se non al primo, nemmeno al secondo o al terzo posto tra i politici locali?

Vabbè, si dirà che “primo oppositore” è un’espressione usata per vendere copie. Ma come la mettiamo con la persecuzione nei suoi confronti?

Com’è noto, infatti, i tribunali russi hanno sentenziato che per il 2018 Navalny non è candidabile. Nello scrivere questa cosa, i media mainstream lasciano intendere che in Russia l’opposizione non ha la possibilità di candidarsi. Peccato, però, che Navalny sia un pregiudicato, un uomo condannato a più riprese per il suo comportamento, e che, come tale, non sia candidabile. Non solo, ma le sentenze che lo hanno condannato in passato hanno a che fare con reati come l’appropriazione indebita  e più recentemente con manifestazioni e flashmob non autorizzate dalle autorità di ordine pubblico. Detto diversamente, Navalny poteva manifestare stando alle regole, ma lui, appositamente, non le ha rispettate, creando le condizioni per farsi condannare e fare ora la vittima.

Perchè in Italia non provate a raggruppare un certo numero di persone e non vi recate a presidiare una prefettura, ad esempio, sventolando qualsivoglia bandiera? Credete forse che nella democraticissima Italia non vi arresterebbero? Siete dei poveri illusi. In Italia, come in tutto il mondo civile, per manifestare occorre avvisare prima, indicare organizzatori e percorso e, spesso, attendersi un rinvio o un diniego per motivi di sicurezza.

Provate a farlo in Inghilterra, o negli Stati Uniti… scommettiamo che vi fanno sparire senza processo? Per qualcosa di simile, diversi anni fa, un gruppo di sedicenti secessionisti veneti fu condannato penalmente e da allora i rappresentanti di quello sparuto gruppetto continuano a fare avanti e indietro dalle patrie galere, con tanto di sanzioni e spese legali infinite. Per quale motivo Navalny non può chiedere di manifestare regolarmente come fanno gli altri in tutto il mondo? Perchè è un rivoluzionario liberista? Ma se non prende i voti nemmeno dai parenti! Il suo consenso in Russia rasenta lo zero

La propaganda, da noi, funziona esattamente come ai tempi bui delle dittature, solo che si è raffinata ed il caso Navalny è esemplare. Invece, di raccontare bugie preferisce il non-detto, e mescola parti di verità, ad altre scollegate.

Propongo qui un unico esempio, che risale alla guerra in Iraq.

Chi non ha visto nei telegiornali e sui quotidiani di tutto il mondo le immagini della statua del presidente Saddam Hussein abbattuta dalla “folla festante” in piazza a Baghdad?

Ecco cosa scriveva sul fatto l’agenzia internazionale Reuters: “Un veicolo corazzato M88 dei Marine abbatte una statua del Presidente Saddam Hussein, 9 Aprile 2003.

Iracheni giubilanti legano una corda attorno un’enorme statua di Saddam Hussein nel cuore di Baghdad, nel momento che il regime del presidente iracheno, durato 24 anni,sta collassando nel caos. In una scena che ricorda la caduta del muro di Berlino nel 1989, la folla ha applaudito quando alcuni uomini si sono arrampicati sulla statua di Saddam Hussein nel centro di Baghdad e hanno piazzato un cappio attorno al collo per tirarlo giù”.
ecco la stessa scena, ma in una inquadratura più ampia, non fornita dai giornali, dove si può distinguere chiaramente l’entità delle “masse festanti” di Baghdad durante l’abbattimento della statua: pochi passanti, che tutto mostrano fuorché gioia o partecipazione. Si notano invece i carri armati americani Humvee pronti ad intervenire per evitare sorprese nelle riprese TV.
In mezzo ai numerosi fotogiornalisti e cameramen si possono facilmente notare le “comparse” a ridosso della statua, sul solo lato delle telecamere “embedded” per offrire una immagine di “folla”, in realtà 30 persone in una città di milioni di abitanti. Insomma, più che una piazza, un set televisivo.
Per ottenere un po’ di verità, delle volte, basta davvero poco, ma occorre “allargare l’immagine”. E sapere come fare.

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