Per prevedere il futuro basta osservare i ricchi

Il canale YouTube di Marco Montemagno è senza dubbio uno dei canali più eccentrici e seguiti in Italia, e devo ammettere che da quando Montemagno parla dall’alto della sua Inghilterra a noi poveri analfabeti informatici del Sud, difficilmente mi perdo una puntata.

So che, diversamente dal sottoscritto, i temi trattati da Marco Montemagno hanno a che fare con l’evoluzione tecnologica più che con l’economia e la filosofia in senso stretto. Volete sapere – ad esempio –  se i robot sostituiranno gli esseri umani, come nel film Matrix?

Beh, guardatevi i video di Marco Montemagno e avrete delle risposte. Tuttavia, qualche volta, anche il mio youtuber preferito si lascia andare a consigli economici, magari in modo indiretto.

A dicembre scorso, ad esempio, in una clip della durata di meno di 2 minuti, Montemagno ha sintetizzato una grande verità economica.

La veste che ha dato al video era relativa alla futurologia, che è una sua grande passione.
Per farla breve, Montemagno ha tirato in ballo Hal Varian, che è il chief economist del colosso Google. Secondo la leggenda, infatti, Varian avrebbe affermato che

“se tu vuoi prevedere il futuro, l’unico modo che hai è di guardare a quello che i ricchi usano oggi in via esclusiva”

il che significa – fuori dai denti – gran parte dei mezzi a disposizione dei ricchi oggi, tra qualche anno sarà a disposizione della middle-class e tra vent’anni a disposizione di tutti, anche delle persone più povere.

Guidare l’automobile, quando le automobili furono create, chi se lo poteva permettere? Al momento del decollo dell’aereomobile, nel secolo scorso, chi poteva volare? Oggi prendere un aereo è alla portata di tutti… Mangiare fuori casa, all’inizio della seconda rivoluzione industrale era accessibile solo ai ricchi Oggi, moltissimi possono permettersi almeno la pizza al ristorante.
Ma l’esempio più eclatante credo sia quello del telefono cellulare: negli anni 80 era tipico solo degli Yuppies; negli anni 90 della Middle Class; oggi, se andiamo in Africa troviamo gli abitanti delle città più fangose e povere del mondo che possiedono almeno un cellulare.
La conseguenza tirata da Varian e Montemagno è però discutibile, in quanto sostengono che i ricchi “vedono il futuro prima degli altri”.

La realtà molto più banale è che i ricchi possiedono le risorse per implementare innovazioni che altri non hanno. Niente di geniale.

Ora noi, qui, più che interessarci al futuro in generale potremo cercare di capire quali sono i beni di consumo appannaggio dei ricchi e che sulla scorta di questa intuizione domani diventeranno comuni.
Montemagno fa l’esempio del benessere e della Salute in particolare nelle cliniche private che già oggi consentono o meglio promettono una maggiore longevità in cambio di cifre molto consistenti.

Io, invece, ritengo che questa formula non possa essere generalizzata; nessuno ad esempio circola con elicotteri “utilitarie”.

Tuttavia, per le tecnologie il suggerimento merita attenzione.

Un discorso analogo a quello proposto da Montemagno si può fare, infatti, per i motori ibridi delle auto di lusso, la realtà virtuale, i videogiochi, i droni e gli elettrodomestici che attualmente non sono alla portata di tutti. Con un pensiero attento anche all’investimento borsistico delle società che per prime si misureranno nell’applicazione nella diffusione delle nuove tecnologie di lusso a livello di massa.

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