Presidi pazzi nella scuola del futuro

Le soluzioni irreali a problemi reali fanno apparire la Beata Vergine Maria anche in piazza a Treviso. Non c’è niente di peggio, infatti, che ascoltare dibattiti su problemi centrali e poi veder cannare completamente analisi e cause degli stessi. Un caso emblematico è quello della formazione della classe dirigente del Paese, della formazione delle nuove leve e, più in generale, del sistema scolastico italiano.

Che ci sia qualcosa che non va bene nella scuola italiana e nei dirigenti che essa ha prodotto in questi anni mi pare piuttosto evidente. Il guaio è stato che a fronte di questa consapevolezza diffusa si è risposto togliendo un’ora di latino di qui, aggiungendone una di geostoria di lì, licenziando per anni alla cazzo (vero Gelmini?) per poi assumere sine capocchiam per altrettanti anni (vero Renzi?).

Demenziale, poi, la polemica che registra la flessione scolastica rispetto alle misurazioni internazionali che ci vedono spesso soccombere (invalsi, ocse-pisa ecc ecc): chiunque abbia lavorato seriamente nella scuola SA benissimo che i contenuti degli studenti italiani non sono affatto inferiori a quelli dei loro pari età del resto del mondo. Anzi, sa che è vero proprio l’opposto. Se i risultati sono stati inferiori è perchè abbiamo accettato un sistema di misurazione in uso in certe aree d’Europa, e non in in altre, creando un illecito vantaggio agli studenti del nordEuropa. Punto.

Ma i contenuti, anche quando molto buoni come quelli espressi nei curricoli della scuola italiana, non bastano, e sovente è la forma mentis a fare la differenza.

Un esempio drammatico ci viene dalla formazione della classe dirigente nel pubblico impiego. In questi giorni ad esempio sono usciti i test di simulazione utili per diventare Presidi, o, per usare la solita moda degli acronimi anglofili, i DS (dirigenti scolastici).

All’ ipermegaconcorso per diventare capi d’istituto si sono registrati 35mila docenti pretendenti per poco più di 2.000 posti disponibili. Parallelamente, il ministero ha messo a disposizione dei test per l’inevitabile quiz preselettivo. Prima di diventare Presidi, infatti, occorrerà fare un’enorme scrematura, basata su domande a risposta multipla. Il test ricorda vagamente quello per conseguire la patente di guida nella parte teorica. Ma la batteria sottoposta in questo caso prevede almeno un centinaio di quesiti, da fare in un’ora sulle materie più disparate, dal sistema scolastico del Portogallo, ai reati penali.

Sentite il tono delle domande:

Quali sono le ipotesi di rescissione del contratto previste dagli artt.1447 e 1448 del codice civile?

In base al DI n 44/2001, il servizio di cassa e quello di custodia e amministrazione dei titoli delle istituzioni scolastiche, a chi va affidato?

Con il D.M. n. 9 del 27/01/2010 viene adottato un modello di certificato delle competenze di base acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione?

In Spagna è possibile frequentare lezioni di latino facoltative nel secondo ciclo di istruzione?

Cosa stabilisce il decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, n.87 sui percorsi degli istituti professionali?

 

Attenzione! Le domande che vi propongo non sono scelte appositamente, sono TUTTE su questo tono, per una batteria che ne prevede alcune migliaia.

Una simile preparazione implica, de facto, che il candidato ideale per il Ministero dell’Istruzione non abbia molto da fare a scuola. In altri termini, dovrebbe favorire chi ha una memoria di ferro ed il tempo utile per registrare tutti i quesiti; il che significa, più precisamente, che avrà una marcia in più chi si prende giorni di malattia dal lavoro con una certa “leggerezza”, o personale in congedo o che  a scuola si concede il lusso di non correggere compiti o di non preparare le lezioni per i ragazzi.

Anche nel caso in cui, in virtù di un’immobilizzazione provvisoria degli arti, un docente a casa avesse il tempo per mandare a memoria i vari combinati disposti della normativa italiana, cosa suggerisce questo tipo di test?

A mio modo di vedere che verranno favoriti i “maniaci”, cioè burocrati paraculo con serie carenze affettive. Dei pazzi, interessati al numero di ore di matematica fornite in Iralnda nella scuola dell’obbligo…

Purtroppo, per amor di cronaca, devo darvi un’ altra brutta notizia: tutti i Presidi delle ultime tornate corsistiche sono stati preparati in questo modo osceno.

Con conseguenze gravi, e che sono sotto gli occhi di tutti.

  

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