In che punto del ciclo economico ci troviamo?

Il fondatore della Bridgewater Associates, Ray Dalio, sostiene da qualche tempo che la risposta della banca centrale americana, la Federal Reserve, ai dati economici migliori del previsto potrebbero portare a un rallentamento economico.

Un assurdo paradosso?

No, Ray Dalio sa di cosa parla. Contrariamente ai nostri economisti e sostenitori del “libero mercato” – che guarda caso contrariamente a Dalio sono degli straccioni (Boldrin, Scacciavillani … devo fare tutti i nomi?) – il finanziere americano SA che i cicli economici in Occidente, sono condizionati dal sistema bancario, in particolare da quello centrale, e non dalla buona volontà degli imprenditori faticatori e innovativi e coraggiosi e bla bla bla.

Peccato che le banche centrali siano in mano ai neocon iperliberisti, ma questa è un’altra storia.

“Quello che sappiamo – scrive Dalio – è che siamo nella parte del ciclo in cui le politiche delle banche centrali che fanno la politica monetaria sono difficili. e che questa volta il bilanciamento sarà particolarmente complicato dato che tutto lo stimolo fornito è giunto ai limiti della sua  capacità.

I rischi di una recessione nei prossimi 18-24 mesi sono in aumento. Mentre la maggior parte degli attori del mercato si stanno concentrando sul  2018, io penso che la recessione si concentrerà maggiormente nel 2019 e nel 2020 (che è l’anno delle prossime elezioni presidenziali).”

I recenti impulsi in termini di stimoli, crescita e salari hanno indicato che il ciclo è un po ‘più avanti rispetto a dove Dalio pensava. Questi Report hanno portato comprensibilmente ad una reazione delle obbligazioni, che hanno interessato poi le azioni di Borsa, come sta infatti accadendo.

Dagli States, inoltre, arriva la notizia di un accordo sulla loro legge finanziaria che produrrà sia maggiori incentivi fiscali sia maggiori vendite di T-bond da parte del ministero del Tesoro. E presto sentiremo parlare di un grande (e necessario) piano infrastrutturale e maggiori deficit e più vendite di buoni del Tesoro che saranno necessari per finanziare il piano.

Di conseguenza, Dalio riflette su come la Fed reagirà ai dati e agli stimoli fiscali.

Detto diversamente: gli investitori ora sono preoccupati che la banca centrale ridurrà il suo stimolo monetario e aumenterà i tassi di interesse in modo più aggressivo, mentre l’economia continua a rafforzarsi. In un contesto in cui la crescita economica continuerà ad accelerare il passo, per le banche centrali sarà difficile alzare i tassi di interesse senza correre il rischio di scatenare una recessione, nell’arco di due anni a questa parte.

Possiamo esimerci dal prendere in considerazione questo scenario? Ricordo a tutti che a causa dell’ultima recessione americana, durata 2 anni, in Europa si è scatenato un pandemonio che è durato molto di più.  Non è nemmeno un caso che da qualche tempo a questa parte (Italia a parte) le Borse mondiali stiano cedendo. Com’è possibile, visto che tutti parlano di rilancio dell’economia? Si tratta solo di normali prese di beneficio, oppure, come spesso accade, la Borsa anticipa sempre le recessioni, mostrando in superficie che qualcosa sta covando là sotto.

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