Il Razzismo c’è! Ma diciamo pure dov’è

Il razzismo, qui inteso come la teoria secondo la quale esistono gruppi etnici superiori ad altri, affonda le radici nella notte dei tempi. E varie volte filosofi, storici e scienziati si sono adoperati per dimostrarlo. Quando i conquistadores spagnoli, dopo i viaggi di Colombo, entrarono in contatto con gli amerindi pensarono di trovarsi di fronte ad homuncoli, cioè a vie di mezzo tra l’uomo e l’animale. E li misero sulla graticola, nel senso letterale del termine. Erano cattolici fino al buco del culo, ma questo non li fermò nella loro opera di schiavizzazione e genocidio. Per non parlare del nazionalsocialismo, che attraverso i suoi scienziati pubblicava articoli e faceva esperimenti nel tentativo di dimostrare l’inferiorità di ebrei, slavi, zingari, sinti e gente di colore.

Ma chi ritiene che il razzismo nella sua forma più acuta sia appananaggio del solo Occidente, è chiaramente un cretino. Significa non conoscere la storia e aver viaggiato poco. Anzi, dato che le civiltà del terzo mondo hanno avuto – come dato aggreagato – meno elaborazioni concettuali, pochi uomini di pensiero e meno tempo storico di civiltà, zero o quasi rivoluzioni, si può affermare che il razzismo sia più diffuso, ora, fuori dall’Occidente che non in Occidente.

Date un’occhio a quasta infografica (rielaborata da Giovanni Zibordi di Cobraf.com per quanto riguarda le note colorate)

Come è stata realizzata questa mappa?

Si basa sugli esiti di un sondaggio. Ad un campione di abitanti in diverse parti del mondo è stato chesto: “chi NON vorresti come vicino di casa?”

Le risposte sono state le più varie, ma chi ha risposto “non vorrei come vicino un appartenente ad un’altra razza” è stato mappato e… sorpresa!

I più tolleranti si sono rivelati gli abitanti delle americhe, dell’Europa scandinava, della Spagna, dell’Australia, mentre i più razzisti sembrano essere indiani, arabi, egiziani e nigeriani.

La fonte è il Washington Post, non la blogosfera delle scie chimiche.

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