Facebook è l’azienda più negativa per la società? Viva Facebook

Ora che avete scoperto che #facebook vende i vostri dati alle aziende, è arrivato il momento di dirvi… TENETEVI FORTE … che la fatina dei denti in realtà è vostra mamma.

Lo so, pensavate legittimamente che la società del Zucca guadagnasse trilioni di dobloni grazie agli annunci a pagamento di pagine illuminanti come “lo zio di Cristian de Sica”, e invece no: vendono dati, così come è stato appurato che il signor La Palice, quindici minuti prima di morire, era vivo.

Non solo…

Nel dibattito in corso sull’eventualità che aziende come Facebook o Twitter siano responsabili della diffusione di disinformazioni o “notizie false” sulle loro piattaforme, il più grande social network al mondo si trova ora al centro di un altro scandalo relativo alle presidenziali americane del 2016. Secondo le informazioni trapelate all’Observer e riportate anche dal Guardian, un’azienda di analisi dei dati ha sfruttato una scappatoia nell’API di Facebook per ottenere le informazioni personali di 50 milioni di utenti di Facebook al fine di indirizzarle con annunci politici personalizzati.

La società, Cambridge Analytica, stava lavorando a stretto contatto con la campagna Trump e si dice che abbia avuto un ruolo nella campagna pro-Brexit in vista del referendum del Regno Unito nel 2016.

Insomma, svegliatevi dal vostro sonno dogmatico: Vladimir Putin non c’entra un cazzo!

“Abbiamo sfruttato Facebook per raccogliere milioni di profili di persone. E abbiamo costruito modelli per sfruttare ciò che sapevamo su di loro e bersagliare i loro demoni interiori “, ha detto all’Observer Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analytica. Non è la prima volta che Facebook ha involontariamente ma ingenuamente abilitato l’uso improprio della sua piattaforma, come Josh Constine di Techcrunch fa notare in modo interessante in un recente articolo. “Facebook ha ingenuamente riposto la sua fiducia nell’umanità e ripetutamente abusato, sfruttato e dimostrato sia negligente che complice”, scrive Constine, aggiungendo che alla compagnia mancano “cinici e voci diverse che potrebbero prevedere come i loro prodotti potrebbero essere pervertiti o concettualizzati innanzitutto”.

Facebook sta attualmente affrontando forti critiche per la gestione del caso Cambridge Analytica, il suo prezzo delle azioni sta crollando e l’hashtag #DeleteFacebook è di tendenza su Twitter. Anche prima dello scandalo più recente, molte persone avevano iniziato a chiedersi se il più grande social network del mondo potesse essere sfuggito al controllo. In un sondaggio condotto a dicembre da CB Insights, il 59 percento degli intervistati ha dichiarato di considerare Facebook un fatto netto negativo per la società nel giro di un decennio.

Ecco qui il sondaggio

Devo confessare che questo attacco a Facebook me lo fa sembrare molto più simpatico di prima. E no, non ha a che fare con l’atteggiamento anticonvenzionale, ma con alcuni dati di fatto che mi fanno esclamare: VIVA FACEBOOK!

  1. con i social, gli editori ed i giornalisti prezzolati contano molto meno di prima. A breve raggiungeranno la totale irrilevanza consentedo anche alla politica “minore” e alla controinformazione di avere maggior visibilità
  2. facebook ha consentito alle persone che hanno vissuto “molte vite” di ritrovare vecchi affetti e di riallacciare rapporti che si credevano perduti per sempre
  3. i supermercati ed i centri commerciali usano da decenni le stesse tecniche di facebook consentendo però alle aziende di telefonarti ad ogni ora del giorno e della notte per acquistare cose che non ti interessano, mentre almeno con facebook arrivano a proporti online solo quelle che ti possono davvero interessare.

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