La chiamavano “troia bianca”

Raramente fatti di cronaca nera mi fanno girare il sangue al contrario, ma il caso dell’italoegiziana Mariam Moustafa è qualcosa di sconvolgente. Per chi non lo sapesse, si tratta di una studentessa di ingegneria nata e vissuta ad Ostia, che recentemente si è trasferita con la famiglia in Inghilterra per questioni economiche e che è stata presa a botte da una gang di ragazze fino a morirne.

Cosa c’entra con un sito di geopolitica e di economica? Bè, cominciamo a dire che ad uccidere non sono state solo 4 disgraziate bullette di periferia, ma la globalizzazione, che costringe le famiglie a trasferirsi di città in città magari solo per pagare un affitto più basso. Lo chiamerei “nomadismo 2.0”, tanto per cominciare, altro che globalizzazione o “generazione Erasmus” o altre amenità del genere. Questo è apolidismo bello e buono, non cosmopolitismo illuministico, ed a rimetterci sono gli affetti, le famiglie, gli amori e la stabilità umana.

Come se non bastasse – ed è questo l’aspetto inaccettabile di tutta la vicenda – sia la stampa italiana che quella britannica stanno facendo di tutto per rifilarci una serie di panzane, una dietro l’altra.

In particolare, i giornali hanno cominciato a martellarci con l’idea che la ragazza sarebbe solo oggetto di uno scambio di persona. In pratica, le bullette avrebbero pensato alla povera Mariam come ad un troll internettiano chiamato Black Rose. Questa fantomatica Black Rose sarebbe un falso profilo social che si diverte a sfottere gli adolescenti di mezza Inghilterra. Le bullette si erano convinte che Mariam fose Black Rose sotto mentite spoglie. Anche la polizia inglese fa sapere ai tabloid che non è un caso di “razzismo”, com’era sembrato all’inizio, ma un banale scambio di persona finito in tragedia.

Cosa capisce il lettore da questi racconti mediatici? Che la ragazza era egiziana e che dei bulli di periferia, vien da pensare ovviamente inglesi bianchi, l’hanno pestata per sbaglio. Poi, con immane fatica, scavi e riscavi sui motori di ricerca e vien fuori che:

  1. la ragazza è egiziana per modo di dire, essendo vissuta in Italia
  2. la ragazza era stata aggredita anche PRIMA di essere uccisa con un secondo blitz (dunque, difficile parlare di scambio di persona…)
  3. la chiamavano Black Rose, ma i testimoni dicono che la chiamassero anche “troia bianca”. Perchè?
  4. le ragazze che l’hanno aggredita erano ragazze di colore, dunque non bianche… si vede chiaramente in un video. Ecco perchè la chiamavano “troia bianca”! Pur essendo di carnagione leggermente più scura del caucasico medio, rispetto a degli africani subsahariani, la povera Mariam era a tutti gli effetti una “bianca”

Quale difficoltà riscontra la stampa italiana e inglese a dire che Mariam è stata uccisa per razzismo da un gruppo di sbandati di colore? Forse temono che ciò metta in cattiva luce l’assurda e incontrollata migrazione che stiamo subendo?

Eppoi qualcuno ha pure il coraggio di chiedersi perchè – in Italia – i proglobal hanno perso le elezioni. Gli è andata pure troppo bene. In tempi migliori qualcuno avrebbe portato le forche in piazza.

4 Commenti

  1. L’articolo contiene informazioni che tv e giornali hanno omesso (o non messo in risalto).
    Condivisibile l’individuazione della vera causa di questo ributtante omicidio.

  2. Alla domanda, quale difficoltà riscontra la stampa …., risponderei cosi:perchè viviamo essenzialmente nella menzogna che serve ai pochi,loro, per dominare e vivere a sbafo dei molti, cioè tutti noi.
    Giacchè il sangue gira al contrario chioserei cosi: …. sono salite ai vertici di una costruzione politica che striscia come i serpenti.

  3. Il migrazioniamo di George Soros e dell’ultracapitalismo globale è il colpo di grazia assestato allì’ethos occidentale.

    • Se è cosi, ma non diamoci ancora per morti, ci rivolgeremo senz’altro all’ethos orientale e alla Filosofia di Putin che però, come ci insegna Bordin, ha alla sua base Hegel, un occidentale.Radichiamoci radicalizzandoci e con Gramsci affermiamo: il punto di partenza è nazionale.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.